Legge di bilancio e Start up innovative: nuove agevolazioni in arrivo

01/12/2016 di Lucio Todisco

Quali sono le novità più importanti in ambito di start up, al momento, del testo?

Startup

Dopo la pausa per il referendum costituzionale del 4 dicembre, la legge di stabilità dovrà ottenere il parere definitivo da parte di Palazzo Madama, luogo in cui si potrebbero annidare alcune insidie per la maggioranza che sostiene l’attuale Governo. Ma quali sono le novità più importanti in ambito di start up, al momento, del testo?

Industria 4.0 – Uno dei pacchetti principali previsti dall’attuale manovra riguarda le start up innovative, il loro finanziamento, le modifiche previste sulla durata delle agevolazioni, sulla loro misura e sull’importo massimo degli investimenti ammissibili. E’ con la Legge 221/2012, di conversione del Dl Crescita 2.0, che viene introdotta nell’ordinamento italiano la definizione di startup innovativa, predisponendo per tale tipologia di impresa un quadro di riferimento normativo a livello nazionale su materie differenti come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, il diritto fallimentare.

Atto costitutivo a costo zero – Dal 2017, costituire una start up innovativa sarà ancora più semplice e non ci sarà nessuna imposta di bollo e alcun diritto di segreteria da pagare. Ad oggi, le startup innovative hanno la possibilità di redigere l’atto costitutivo e di apportare delle modifiche all’atto anche mediante un modello standard, facendo ricorso alla firma digitale, e senza l’intervento di intermediari. Le modifiche previste con la legge di bilancio consentirebbero una ulteriore possibilità, quella della firma elettronica avanzata autenticata.

Inoltre, le startup innovative, se oggi sono esonerate dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di Commercio, nonché, ai diritti di segreteria e l’imposta di bollo dovuti per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle Imprese, con il disegno di legge di Bilancio, se dovesse essere approvato, sarebbero esonerate anche dall’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per l’atto costitutivo.

Le ulteriori novità – Altra modifica riguarderà, dal 2017, la misura delle agevolazioni per le start up innovative, con l’applicazione di un’aliquota unica di contributo del 30% per gli investimenti in start-up innovative a vocazione sociale o del settore energetico. Ad oggi, la misura della detrazione dall’imposta lorda per i soggetti IRPEF è pari al 25% dei conferimenti effettuati in start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico e al 19% dei conferimenti effettuati in start-up innovative diverse; per i soggetti passivi IRES è invece pari al 27% dei conferimenti effettuati in start-up a vocazione sociale o operanti in ambito energetico ed al 20% dei conferimenti effettuati in start-up innovative diverse da quelle prima elencate. Per quanto riguarda il c.d. holding period, il ddl di bilancio porta da due a tre anni l’arco temporale minimo di mantenimento dell’investimento nelle start-up innovative, pena la decadenza dall’agevolazione.

Altro elemento di sicuro interesse riguarda le persone fisiche che investono nelle start up innovative: infatti, viene previsto un raddoppio del limite massimo dell’investimento su cui calcolare la detrazione che passerà dagli attuali 500.000 ad 1 milione di euro. Per i soggetti passivi IRES, invece, nessuna novità in quanto l’ammontare massimo degli investimenti ammissibile in ciascun periodo di imposta rimarrà invariato a 1,8 milioni di euro.

In caso di perdite sistematiche le startup e le PMI innovative potranno godere di un regime speciale sulla riduzione del capitale sociale, con una moratoria di un anno per il ripianamento delle perdite superiori ad un terzo, ed il termine viene posticipato al secondo esercizio successivo.

Infine, nel settore del lavoro, le startup innovative potranno concordare con il personale, fatto salvo un minimo tabellare, la parte della remunerazione sia fissa che variabile e quest’ultima sarà collegata all’efficienza, alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri parametri di rendimento che le parti concorderanno. Le start up innovative potranno, inoltre, remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale ed i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity, strumenti vantaggiosi rispetto alle esigenze di una start up innovativa. Resta dunque che aspettare l’approvazione definitiva da parte del Senato per avere la certezza della loro approvazione.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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