Lega Nord e Veneto: le tre facce della faida

25/02/2015 di Ludovico Martocchia

Scontri nella Lega: Tosi accusa i metodi centralistici per la scelta del candidato presidente in Veneto, ovvero Luca Zaia. Si schiera contro di lui l’establishment, incluso Salvini: una frattura che va al di là delle regole elettorali.

Veneto e Lega Nord

Anche la Lega è un partito normale. Si registrano infatti le prime scintille del nuovo Carroccio performante, oramai plasmato dal leader milanese Matteo Salvini. Le elezioni regionali in Veneto del 17 Maggio non sono lontane e l’unanimità per il governatore uscente Luca Zaia è stata scalfita dal segretario della Liga Veneta, Flavio Tosi. La diatriba interna prende piede: la candidatura alternativa del Sindaco di Verona sarebbe “abominevole” (Zaia). Per Salvini «chi mette in discussione Zaia, non lo fa a nome e per conto della Lega, lo fa da un’altra parte». Anche secondo il Presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, se Tosi si mettesse contro Zaia, sarebbe un «errore gravissimo, per lui e per la Lega». Insomma, il veronese ha colpito e l’ha fatta grossa. Il fronte del Carroccio, che fino all’altro ieri sembrava più unito che mai, celato da una forte leadership, ora mostra le prime crepe. Ma quali sono le ragioni di questa faida?

Una questione di regole. In superficie, Flavio Tosi si è espresso con molta chiarezza – mandando anche qualche frecciatina all’attuale establishment della Lega Nord sulla coerenza politica. Le alleanze e le liste le fanno le realtà regionali, in pieno rispetto dei principi di federalismo e di autonomia, da sempre il baluardo ideologico del partito. È semplice: la competenza sulle candidature non spetta a Milano, ma alla Liga Veneta, di cui è segretario proprio Tosi. «Se qualcuno cambia le regole, ci sarà un problema», lo ha ribadito il veronese alla trasmissione satirica di Radio2 Un giorno da pecora. Da questi punti sono nate le polemiche, minacce di espulsioni e auto-espulsioni, aggiungendo pure la discussione sulla manifestazione “Noi con Salvini, Renzi a casa” di sabato prossimo. Tosi probabilmente non parteciperà, dati gli impegni istituzionali che la sua carica di sindaco richiede: in casa del Carroccio scuotono la testa.

Una questione di poltrone. Ma se si trattasse solo di un problema di regole, sarebbe già stato risolto, in men che non si dica. Tuttavia la disputa è più profonda: lo dimostra il fatto che si siano esposti molti dei leader del Carroccio. Come avviene in tutti i partiti, da nord a sud, ognuno cerca di portare acqua al suo mulino. Flavio Tosi è in un cono d’ombra, oscurato dall’onnipresenza martellante di Salvini. Le sue uscite puntano certamente a racimolare qualche poltrona in più, qualche gradino più alto nelle gerarchie di partito. Anche se non sembrano avere successo. Anzi, nel caso si arrivasse ad una “Lista Tosi” alternativa alla Lega, sarebbe un disastro: ad avvantaggiarsene sarebbe Alessandra Moretti del Partito Democratico, che nei sondaggi è sotto Luca Zaia. Un’altra regione per il centro-sinistra – non una qualunque, bensì il Veneto, “verde” per eccellenza – evidenzierebbe lo sgretolamento del sogno di una nuova destra governativa.

Una questione ideologica. Con ogni probabilità, la situazione si riassesterà sui classici binari. La Lega Nord presenterà un solo candidato all’elezioni regionali di Maggio, il suo nome sarà logicamente Luca Zaia. Ciò nonostante, per la prima volta, si possono notare distintamente quali sono le differenze tra le idee di Salvini e Tosi. Il primo sta volando verso la destra lepenista, e cerca di essere coerente con quest’idea, allontanando ogni giorno tutte le ipotesi di alleanze con l’Ncd di Alfano: vedremo se sarà così . Il secondo, che è sempre stato contro le utopie secessioniste, è più morbido sull’euro e soprattutto sugli amici politici. Ed è qui che si trova la chiave politica per i prossimi mesi e anni: la Lega prediligerà un’alleanza composita, includendo tutti i moderati e quindi spingendosi in una logica bipolare sull’asse destra-sinistra, o si intestardirà su posizioni estreme, eliminando la possibilità di creare una vera alternativa a Renzi? A Matteo Salvini spetta questa decisione.

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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