Lega. Storia di un’anima. Scoperte e rivelazioni

06/07/2015 di Simone Di Dato

"Si doveva dunque combattere e combattendo ferire, era quindi necessaria un'arma e una bandiera, e fu trovata la macchia in opposizione alla forma."

Lega. Storia di un'anima.

Gli spazi del Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio ospiteranno, fino al prossimo primo Novembre, 20 capolavori di Silvestro Lega fino ad oggi rimasti inediti. Si tratta di opere rinvenute in archivi e case private in Italia e all’estero, durante una ricerca di oltre 30 anni che accresce il corpus di dipinti di quello che è considerato, insieme a Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, uno dei più significativi rappresentanti del movimento dei macchiaioli.

Sebbene l’artista di Modigliana sia spesso al centro di iniziative museali che esaltano il suo ruolo di protagonista nel rinnovamento del linguaggio artistico dell’Italia risorgimentale, come per la mostra del 2013 promossa dal Museo d’Orsay all’Orangerie e non ultima quella a Lucca dedicata ai ribelli del Caffè Michelangiolo, la pubblicazione del catalogo generale di Lega risale al 1987. Al documento, grande punto di riferimento per il mondo dell’arte, va ad aggiungersi una selezione di opere  documentatissime che, grazie a questa caparbia operazione culturale, arricchisce di informazioni e dipinti inediti la complessa personalità dell’artista.

Durante la seconda fase del movimento, il linguaggio macchiaiolo matura una direzione diversa, sviluppando una struttura disegnativa di matrice purista e strizzando l’occhio a modelli rinascimentali come Piero della Francesca. Sarà Silvestro Lega il protagonista di questa fase, stanco delle rissose riunioni al Caffè Michelangiolo di Firenze e sempre più deciso a ritirarsi ospite di una famiglia borghese per condurre, sereno nella tranquilla vita domestica, la sua ricerca artistica. Con una visione nitida, una struttura semplice e rigorosa, un chiaroscuro più dolce e una luce calda a farla da padrone, Lega matura “un naturalismo a tal punto filtrato dalla fantasia, talmente privo di artifici retorici e ricco di umori, che lo si potrebbe definire naturalismo poetico” (Matteucci).

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Al centro della mostra, intitolata “Lega. Storia di un’anima“, ci sarà lo straordinario ritrovamento di uno dei nuclei più importanti della giovinezza dell’artista: i “Ritratti Fabbroni“, esponenti di una delle molte famiglie che sostennero il pittore, definiti “brani di un romanzo intimo e raccolto dipanatosi nella cornice del palazzo di Tredozio“. La stroardinarietà di questi volti ritrovati sta nel testimoniare la radicale svolta della pittura di Lega, la sua abilità di fermare il personaggio, in una posa e un’espressione spesso e volentieri insoliti e anticonvenzionali, fissandone il pensiero, come nel caso del capofamiglia Giuseppe, ma ancora di più nel volto della moglie, Elisa Pieraccini, dipinto in cui l’artista fissa uno sguardo sospeso e quasi smarrito che è capace di suggerire l’insoddisfazione della fragile donna.

Il percorso espositivo, curato da Giuliano Matteucci e Silvio Balloni, conta di prestiti di prestigiose collezioni private e di istituzioni pubblica tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Civico di Prato e il Comune di Peschiera del Garda. Divisa in sezioni cronologiche e tematiche la mostra vanta, oltre ad alcune scene di vita intima ambientate nel palazzo di famiglia (tra cui un ritratto della figlia minore Maria Virginia), novità più eclatanti quali “Tiziano e Irene di Spilimbergo“, ricordato dallo stesso Lega come uno dei lavori più rappresentativi del periodo accademico, “Il Cuoco“, inviato all’Esposizione di Parigi del 1878, “Visita alla balia”, nella versione presentata a Parma e a Torino nel 1870, la redazione intermedia de “La lezione“, la grande tela donata nel 1898 dalla Regina Margherita di Savoia al Municipio di Peschiera del Garda, il cosiddetto “Cofanetto Tommasi”, dono del pittore al giovane allievo Angiolo Tommasi e alla moglie Adele, in occasione della nascita del primogenito Ugo. A completare il percorso sarà il confronto tra le opere in mostra e motivi ad esse direttamente correlati o affini. E’ il caso degli studi preparatori di “Tra i fiori del giardino“, “L’educazione al lavoro“, “L’elemosina” e “La lezione” posizionati accanto alla redazione finale per esaltare non solo la complessità del processo creativo, ma anche la poetica e la vicenda umana di questo raffinatissimo artista.

Info:
Lega. Storia di un’anima. Scoperte e rivelazioni
a cura di Giuliano Matteucci e Silvio Balloni
Centro Matteucci per l’Arte Moderna, Viareggio
04 Luglio 2015 – 01 Novembre 2015

 

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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