La Lega parricida di Matteo il destro

22/08/2014 di Edoardo O. Canavese

La questione del vitalizio tra Bossi e Salvini è solo l'ultimo capitolo del parricidio del nuovo leader della Lega : un partito che è sempre meno nordista e sempre più di destra.

Regionali, Lega e centrodestra - Salvini

Ha conquistato la Lega, rottamando il Cerchio Magico e le scope di Maroni. E’ entrato nel Parlamento europeo, contro i dubbi dei più. Ha cambiato il suo partito, creando i presupposti per un movimento federale che abbia respiro nazionale. E oggi consuma il parricidio per un capo, Bossi, di cui non resta che lo sbiadito ricordo. Parliamo di Matteo Salvini, la camicia meno verde di sempre che vuol prendersi la destra italiana.

6,15%Questa la percentuale ottenuta dalla Lega Nord nelle elezioni europee. Un risultato lusinghiero, decisamente al di sopra della soglia di sbarramento, che in un colpo rimbalza il laconico 4% delle politiche 2013, quando i lumbard soffrirono le inchieste sul torbido “Cerchio magico”, e spazza via la concorrenza a destra, nello specifico Fratelli d’Italia che nell’Europarlamento non è riuscito ad entrare. Liberando infine il campo da ogni sospetto sulla bontà dell’azione politica del suo nuovo, giovane leader, Matteo Salvini, il leghista più destro e meno verde che si sia affacciato al soglio della dirigenza di via Bellerio. Nonché il mandante di un parricidio, quello nei confronti di Umberto Bossi.

Un momento dell'intervento di Matteo Salvini a Napoli, durante la campagna elettorale per le elezioni europee
Un momento dell’intervento di Matteo Salvini a Napoli, durante la campagna elettorale per le elezioni europee

400.000 euro – Questa la cifra, riportata da Repubblica, che la nuova Lega Nord di Salvini avrebbe dovuto far corrispondere a Bossi come vitalizio per preservarne anche nella malattia l’agibilità politica. Somma che, secondo il quotidiano di Scalfari, che per primo si è occupato del caso, avrebbero subito un forte ridimensionamento, rispetto ai 900.000 euro che da tempo il Senatur percepiva, e che sarebbe stato giustificato da un accordo siglato da scrittura privata tra Bossi e Salvini nel febbraio scorso. Il primo avrebbe obbligato il suo avvocato, nonché legale della Lega dal 2000, a rinunciare alla parcella di sei milioni presentata in via Bellerio, garantendo così liquidità al partito; il secondo prometteva il vitalizio e la rinuncia a costituirsi parte lesa nel processo contro i figli di Bossi, Renzo e Riccardo. Ma Salvini spende tutti e sei i milioni nella campagna elettorale, e per il Senatur non ci sono i soldi promessi. Bossi ed avvocato citano Salvini per danni, riservandosi di accusarlo di truffa.

Lega Destra – Poco importa che Salvini apostrofi come “cazzate” l’inchiesta di Repubblica. Se il parricidio non si consumerà per vie legali, si è già compiuto per quelle politiche. Al punto che pare difficile chiamare Nord la Lega del neo segretario. Non si vuol certo mettere in discussione il suo fanatismo lumbard, quello delle felpe “Milano”, “Lombardia”, “Padania” ecc. e dei cori da chiusura della curva per tre giornate contro i napoletani. Sia pure populismo e opportunismo elettorale, ma Salvini strizza l’occhio a tutti, dal Tirolo alla Sicilia, meta di visite e numerosi progetti. E’ evidente che l’obiettivo sia di fare della Lega un nuovo partito di destra con ambizioni e richiamo nazionali, che sappia colmare una volta per tutte il vuoto dei missini di Fini, che attinga anche al M5S e che faccia da determinante stampella per Forza Italia, sempre più bisognosa di nuovi voti per sopravvivere al lungo autunno di Berlusconi.

Ami SalvinìFin dall’inizio della sua segreteria Matteo “il Destro” ha preso ispirazione oltralpe, a casa Le Pen. Marine, presidente del Front National dalle dimissioni del padre Jean Marie nel 2011, ha ereditato un partito indebolito da una leadership carismatica ma invecchiata. Lei ha dato la scossa, superando lo scontro ideologico con il vasto elettorato avverso e contrapponendosi ai leader, seducendo la sinistra operaia con i toni battaglieri della lotta sociale e fiscale. Per motivi per nulla dissimili Salvini dialoga col Meridione, al quale proporrà una Lega Sudche avrà nel simbolo l’Alberto da Giussano, e daremo loro una mano concreta”, combatte sul Senato al fianco, oltre che dei grillini, di Vendola, si occupa di politica estera esponendosi contro le sanzioni europee verso Mosca, colpevoli di “distruggere la nostra economia”, nonché proponendo manifestazioni di massa come la manifestazione anti immigrazione del 18 ottobre o lo sciopero fiscale indetto per il 14 novembre, eventi ormai senza colore in un’Europa in cui il risentimento politico ed economico si confonde col nero dell’ultradestra. La nuova Lega non vuole più dividere, stracciare l’odiato tricolore, ma unire in nome di un unico punto di convergenza nazionale, il malessere sociale. Perché quel Nord contro Sud, quell’esasperante egoismo campanilistico, è superato: “Della Lega di Bossi non rinnego nulla. Ma andiamo avanti”.

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Edoardo O. Canavese

Classe '91, milanese. Diplomato al liceo classico Giovanni Berchet, laureato in Storia presso l'Università degli Studi di Milano. Ossessionato dalla politica italiana dalla sfiducia al secondo governo Prodi, ne fa oggetto privilegiato della sua grande passione, la scrittura. E' ottocentista, saudosista, floydiano.
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