Lega Nord, l’ultimo ruggito di Bossi

10/03/2013 di Andrea Viscardi

Mentre nel PD si cerca di individuare una soluzione per dare governabilità al Paese, nel PdL l’attenzione è concentrata sul rischio concreto di dover fare nuovamente (e per sempre) a meno della guida di Silvio Berlusconi. Monti e Casini, invece, stanno con molta probabilità riflettendo sui tanti errori commessi, e a giudicare dal loro silenzio la batosta elettorale non è ancora stata assorbita del tutto. Nella sede della Lega Nord, tutto dovrebbe essere tranquillo: l’obbiettivo di queste elezioni è stato pienamente raggiunto, conquistare la Lombardia. Invece nelle prossime settimane avrà luogo uno scontro per il potere, tra il maestro e l’allievo. L’ennesimo, ma forse quello dal risultato più scontato. Un ultimo ruggito del vecchio leone prima di lasciare definitivamente spazio al futuro.

Lega Nord, Bossi e MaroniLa leadership maroniana ha indubbiamente salvato il partito ma ha fatto scontenti parte dei militanti e dei simpatizzanti, passati velocemente a votare M5S o al partito dell’astensione. Ora, il Segretario, si trova di fronte a un pericolo non indifferente. Avendo sempre sostenuto che, all’interno del Carroccio, nessuno potesse avere più di una carica, si è trovato, dopo la scalata del Pirellone, a dover rimettere le proprie dimissioni da Segretario della Lega Nord nelle mani del partito. In realtà l’incarico verrà molto probabilmente lasciato nelle sue mani, visto anche l’appoggio incondizionato di Tosi e Zaia.

Qualcuno ben informato, invece, sostienevi sia in agguato Umberto Bossi, pronto ad approfittare della situazione. Stanco di essere stato tagliato fuori dai giochi, deluso, almeno in parte, da un Maroni più indipendente di quanto il Senatur non avesse voluto e creduto, avrebbe deciso di provare a riconquistare parte del potere. La sua strategia sarebbe quella di indire un nuovo congresso federale a Pontida, nel quale eleggere, per acclamazione, il nuovo segretario. Niente più voti ai delegati, dunque, ma elezione decisa con un’acclamatio populi degna dei congressi socialisti ai tempi di Bettino Craxi. L’idea, nella testa del fondatore della Lega Nord, è quella di essere rimasto nel cuore di tutti i leghisti e soprattutto della gente comune, più sentimentalista di quanto non possano essere i delegati.

Il senatur,  probabilmente, non ha fatto troppo caso a quanto la realtà delle cose descriva un Maroni capace di salvare il Partito dal declino cui era stato condannato dagli scandali di cui lo stesso Bossi era stato responsabile. Capace di fare quello che nei vent’anni precedenti non era mai riuscito a fare nessuno, cioè mettere le basi per quella “macroregione del Nord” tanto cara ai militanti (ma vedremo quanto realizzabile). Insomma, è molto probabile siano in molti, tra gli attuali militanti leghisti, a immaginare un presente ed un futuro nelle mani del discepolo, piuttosto che sognare un ritorno in quelle – oramai stanche e non più così utili – di un maestro stanco e logoro.

Pare il Senatur non si sia accorto assolutamente di tutto questo, e abbia anche minacciato, qualora non si faccia secondo suo volere, un suo abbandono dal Partito. Probabilmente Maroni, nell’ascoltare questa minaccia, non ha voluto credere alle sue orecchie. Un assist servito sul piatto d’argento. Finalmente può eliminare i legami con il vecchio, quella figura ingombra capace di attirare ancora l’attenzione su di sé in ogni momento. Forse più una mascotte, oggi, che un uomo politico. Ma indubbiamente, una volta messo definitivamente da parte il Senatur, il Segretario della Lega Nord non avrebbe più alcun tipo di ostacolo, nè simbolico nè concreto, per affermare definitivamente la sua linea politica.

[Come volevasi dimostrare, l’11 marzo è avvenuto esattamente quanto previsto e Maroni è stato confermato. Forse che qualcuno stia pensando ad abbandonare il Partito?]

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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