Le vaccinazioni in Italia: saper informare per tutelare i cittadini

23/05/2016 di Lucio Todisco

A pochi giorni dalle polemiche che hanno seguito Virus, il programma di Nicola Porro, il Rotary Club Castel dell'Ovo di Napoli ha organizzato un evento di informazione sui vaccini contro la rosolia congenita: un'occasione per ricordare alcuni dati sui vaccini in Italia e sulle malattie che servono a combattere.

Numerose polemiche e dibattito riacceso sul tema delle vaccinazioni in Italia: queste le conseguenze dell’ultima puntata di Virus, il programma RAI condotto da Nicola Porro, nel quale è intervenuto sul tema Red Ronnie, conosciuto ai più per le sue competenze musicali, e che ha preso una netta posizione contro le vaccinazioni.

I dati in Italia – Alcuni numeri dovrebbero far riflettere. In Italia la copertura vaccinale è in calo anche per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, ed è scesa nel 2014 sotto la soglia del 95%, che secondo le autorità sanitarie internazionali garantisce quella che viene definita “l’immunità di gregge”, ovvero la copertura anche per chi, per ragioni immunologiche, non può essere vaccinato. Su La Repubblica Valeria Pini ha sottolineato come la vaccinazione trivalente, contro morbillo, parotite e rosolia, è scesa all’86%.

Sono dati particolarmente preoccupanti che una cattiva informazione non aiuta a migliorare, quando invece bisognerebbe far comprendere come le vaccinazioni abbiano migliorato le condizioni di vita nel nostro paese. Pensiamo, ad esempio, all’epatite B, che al momento è la decima causa di morte al mondo, con 2 miliardi di persone infettate dal virus HBV: ovvero un terzo della popolazione mondiale, a cui si aggiungono 4 milioni di nuovi casi di epatite acuta per anno, con quasi 400 milioni di portatori cronici. Ogni anno muoiono per correlazioni con la malattia circa 1 milione di persone.

In Italia ci sono circa 600mila portatori cronici della malattia, che causa 100 mila cirrosi e 1.500 morti l’anno. Da quando nel 1991 è stato introdotto il vaccino obbligatorio per i bambini, la malattia nei giovani è praticamente sparita, e oggi colpisce solo gli adulti e gli anziani. Tuttavia è un dato che potrebbe ancora diminuire, se le persone adulte venissero informate maggiormente, anche dalla televisione.

Il ruolo delle Associazioni – Le Associazioni, a livello nazionale, giocano un ruolo importante nelle campagne d’informazione sul tema delle vaccinazioni. Proprio per questo il 23 maggio è stata realizzata una giornata di informazione e prevenzione per dire “basta” alla rosolia congenita, una patologia che, contratta durante la gravidanza, può portare a gravi conseguenze per la salute del nascituro. L’iniziativa promossa dal Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, presieduto da Gianni Tomo, su impulso del pediatra Pasquale Di Costanzo per il programma Rotary “Basta Rosolia Congenita”, e in collaborazione con il relativo club Rotaract, ha portato alla diffusione di materiale informativo sulla rosolia congenita a via Santa Caterina a Chiaia a Napoli. E’ stato inoltre organizzato un convegno presso l’Hotel Royal Continental, moderato da Giuseppe Piccinocchi e Giuseppe Nardini del Rotary Club Napoli Est, con esperti del settore come i professori Pasquale Martinelli (Ordinario di Ginecologia ed Ostetricia presso l’Università Federico II), Rosa Papa (direttore UOC Tutela Salute Donne ASL NA1) e Pasquale Di Costanzo (responsabile Infezioni perinatali AOU Federico II). E’ prevista inoltre la presenza di Luigi De Magistris (sindaco di Napoli), Enrico Coscioni (consigliere per la Sanità del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca), Gianni Tomo (presidente Rotary Napoli Castel dell’Ovo), Giorgio Botta (Governatore Distretto 2100), Guido Parlato (Presidente Fondazione Rotary Distretto 2100), e Renato Pizzuti (commissario ASL Na1).

La rosolia è una patologia solitamente benigna, che presenta raramente complicanze come artralgie e artriti transitorie. Può diventare però molto pericolosa durante la gravidanza, soprattutto se contratta nel primo trimestre: più precoce è l’infezione, maggiore infatti è il rischio di danno embrio-fetale. In questi casi la rosolia “congenita”, appunto, può portare a gravi conseguenze quali l’aborto spontaneo, la morte intrauterina del feto, gravi malformazioni fetali e, nel bambino, ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo. L’affezione è prevenibile, ma non curabile, attraverso un vaccino a virus attenuato, somministrato in forma combinata (rosolia, parotite, morbillo). Vaccinarsi in tempo utile consente dunque di prevenire questa malattia, e l’obiettivo è quello di vaccinare contro la rosolia le donne in età fertile rubeo-test negative, suscettibili cioè all’infezione rubeolica. Stime recenti parlano del 37% della popolazione femminile in età fertile. Obiettivo del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2016-2018 è la riduzione a meno del 5% della quota di donne in età fertile suscettibili alla rosolia.

Coinvolgere chi sa informare – Su Wired Andrea Grignolio, storico presso l’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato come, in Inghilterra, sui temi riguardanti la scienza e la sanità pubblica, la Bbc nel luglio 2014 ha redatto un documento che regolamenta la selezione di persone addette a trattare tali temi nei dibattiti delle trasmissioni televisive. Non sarebbe una cattiva idea che ciò accadesse anche da noi.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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