Le pagelle del FMI all’Italia

27/05/2016 di Alessandro Mauri

Il Fondo monetario internazionale (FMI) vede rosa sulla crescita italiana, ma mette in luce tutte le sue fragilità

Il Fondo monetario internazionale (FMI) vede rosa sulla crescita italiana, ma mette in luce tutte le sue fragilità, e la necessità di fare qualcosa per renderla più sostenuta e permettere un recupero più rapido dai minimi della crisi finanziaria.

Le previsioni del fondo – L’FMI ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Italia sia per l’anno in corso che per il prossimo. Sebbene il ritocco sia minimo (+0,1% sulle precedenti previsioni), è comunque un fattore positivo, se si considera che molto spesso le previsioni vengono sì riviste, ma al ribasso. Inoltre la previsione del FMI di una crescita dell’1,1% del PIL per il 2016 è sostanzialmente in linea con le previsioni del governo, mentre per il prossimo anno la crescita prevista sarà di circa l’1,25%, anche in questo caso rivista al rialzo. Il FMI mette però in luce numerosi punti critici nel percorso di crescita dell’Italia, su tutte la crescita troppo limitata per poter tornare ai livelli di PIL pre-crisi in tempi ragionevoli (al momento ci vorrebbero ancora una decina d’anni).

Luci e ombre – L’FMI ha messo in evidenza i pregi e le debolezze dell’economia italiana, evidenziando come le riforme implementate dall’Italia nell’ultimo periodo sono state assolutamente utili, con particolare riferimento agli interventi sulla pubblica amministrazione, il Jobs Act, la riforma delle banche popolari, e altre riforme istituzionali. Restano tuttavia ancora da promuovere importanti riforme nel campo della concorrenza e nella modernizzazione della contrattazione collettiva e dell’allineamento tra salari e produttività. Senza queste riforme, la ripresa dalla crisi potrebbe presto venir meno, considerando anche l’elevata volatilità dei mercati finanziari e che il basso prezzo delle materie prime potrebbe essere una condizione solamente temporanea. L’altro grande fattore macroeconomico che, secondo il Fondo, favorisce la crescita italiana è la politica monetaria estremamente espansiva della Bce, ma su questo tema non sembrano esserci problemi di improvvisi cambi di direzione.

Gli Npl e il debito – I più grandi ostacoli alla crescita restano l’elevato debito pubblico e la quota insostenibile di crediti deteriorati nei bilanci delle banche. Resta inoltre un punto di criticità l’elevato tasso di disoccupazione che, seppur in calo negli ultimi mesi, è ancora al di sopra dell’11%, ma con grandi variazioni tra regioni e fasce d’età. Per quanto riguarda il debito, l’FMI teme che la maggior flessibilità (e quindi il maggior deficit) che l’Italia ha ottenuto per quest’anno possa tradursi, in un futuro non troppo remoto, in ulteriori interventi restrittivi per sanare i conti, quali aumento delle tasse e tagli alla spesa. Il problema dei crediti deteriorati invece mette un freno alla capacità delle banche di erogare credito alle aziende sane e di sostenere la crescita. Infine si mette in guardia da interventi che compromettano la stabilità del sistema pensionistico italiano, che per essere messo in sicurezza è stato oggetto di numerose riforme negli ultimi anni.

Le pagelle del FMI all’Italia non aggiungono molto a quanto non sia già noto, ovvero che le potenzialità di crescita per il Paese ci sono, e che il peggio è ormai alle spalle, ma che esistono importanti ostacoli che ancora nessuno ha avuto il coraggio, o la forza, di rimuovere. Un intervento di taglio netto alla spesa, con particolare riferimento agli incentivi fiscali immotivati, una maggiore libertà d’impresa e una riduzione della burocrazia sono interventi auspicabili nel più breve tempo possibile. Senza di questi dovremmo rassegnarci ad una crescita lenta e insufficiente a recuperare ragionevolmente livelli di benessere pre-crisi.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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