Le intermittenze della morte

14/01/2016 di Nicolò Di Girolamo

Saramago, nel corso dell’esilarante romanzo "Le intermittenze della morte", ci induce e ci propone una quantità di intricati ragionamenti, a volte delicati, più spesso esilaranti e carichi di un’incontenibile (e irresistibile) humour nero.

Le intermittenze della morte

Un primo gennaio, nei meandri intricati della fantasia dello scrittore premio nobel Josè Saramago, la morte fece sparire le sue tracce. I feriti più gravi contro ogni logica e in netto contrasto con qualsiasi precedente esperienza restavano aggrappati alle loro esistenze in virtù di una forza la cui provenienza era del tutto sconosciuta.

Il giorno seguente non morì nessuno. […] Neppure uno di quegli incidenti automobilistici tanto frequenti nelle occasioni festive, quando l’allegra irresponsabilità e l’eccesso di alcol si sfidano reciprocamente sulle strade per decidere chi riuscirà ad arrivare alla morte al primo posto. […] come se la vecchia atropo dalla dentatura digrignata avesse deciso di inguainare la forbice per un giorno.

Come si può immaginare l’intera nazione viene messa in subbuglio da questo inimmaginabile fenomeno senza precedenti. Le reazioni che si possono riscontrare per le strade della città e in ogni angolo delle campagne sono tra le più disparate: vi è chi si angoscia, chi ha paura, chi ancora non riesce a capacitarsi di quello che sta succedendo e questo al fianco di coloro che corrono ai ripari, immaginano le conseguenze e le fantastiche opportunità che fioriranno. Taluni parlano di crisi, altri di radioso inizio di una nuova epoca, tutto questo mentre la società, quasi senza accorgersene, si disgrega sotto gli effetti di questo disarmante stravolgimento.

Infatti sembra che senza la morte gran parte delle imprese economiche siano destinate a fallire. A strapparsi i capelli non sono solo gli impresari delle pompe funebri ma anche i dipendenti delle grandi compagnie assicurative che vedono sfilare via dalle loro mani un’infinità di polizze sulla vita; al contrario ospedali e case di riposo sono terrorizzati dall’idea di essere seppelliti da pazienti eternamente agonizzanti e sofferenti. Possibile che tanta parte dell’economia di una nazione moderna si regga sulla fiducia del fatto che ogni giorno almeno un cittadino adempia il suo ultimo dovere e si rassegni a tirare le cuoia?

Non ultima la Chiesa, pur essendo l’unica entità ad aver le idee chiare sulla connotazione nefasta di questa sparizione della morte, è in ambasce per non essere in grado di fornire una pronta risposta ai propri fedeli. Infatti senza morte non vi è resurrezione – è chiaro – e decidendo di negare la resurrezione Dio negherebbe sé stesso. Ne deriva logicamente che morire è l’unico modo, in questa visione delle cose, per vincere la morte e che la vita eterna (perlomeno quella terrestre) sia la vera morte. Nonostante tutta questa confusione nelle strade si festeggia, si brinda e si inneggia alla fine dei soprusi della nera falce sull’umanità.

Saramago, nel corso dell’esilarante romanzo Le intermittenze della morte, ci induce e ci propone una quantità di intricati ragionamenti simili a questi, a volte delicati, più spesso esilaranti e carichi di un’incontenibile (e irresistibile) humour nero.

Su questa meravigliosa creazione fantastica aleggia una grande domanda: e se la morte, ovvero la nostra più grande paura e condanna, fosse una delle esperienze più preziose della nostra vita?Una lettura da non farsi mancare, esilarante, ricca e piena di ritmo, con uno scenario del tutto originale.

 

La morte non esiste più / non compra più / non vende più / mio folle amore. / La vita non uccide più / i nostri baci / i nostri sogni / le parole. / Il tempo non le imbianca più / e non si seccano a lasciarle stese al sole.

La morte (non esiste più), Baustelle, 2012

 

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Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
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