Le grandes trois, le donne che stregarono la Belle Époque

28/08/2015 di Isabella Iagrosso

C'è chi dice che senza di loro la Belle Époque non sarebbe esistita. Si tratta delle Tre Grazie, o le Tre Grandi (Les Grandes Trois), come furono ribattezzate dalla società parigina: Carolina Otero, Liane de Pougy ed Emilienne d'Alençon.

Trois

Belle Époque, Francia, fin de siècle. L’automobile, l’elettricità, le primissime proiezioni cinematografiche, il tutto a fare da contorno a una rigogliosa Parigi, centro di raccolta dei più grandi intellettuali e artisti dell’epoca. Il benessere sembrava destinato a durare per sempre, ma come spesso accade, la Storia svela la patina di ipocrisia e getta un’ombra su di un’epoca considerata oramai dai più come il preludio di un ‘900 grigio e bellicoso. Tra gli elementi che adornavano l’allegra facciata della Belle Époque, sicuramente vi è quello della “corte”, di cui facevano parte i nobili, nonché molti ufficiali o servitori alle dipendenze del sovrano e altri partecipanti nella speranza di un di guadagno politico o finanziario, o semplicemente per la società e i divertimenti offerti. Senza dimenticare le cortigiane.

C’è chi dice che senza di loro la Belle Époque non sarebbe esistita. Si tratta delle Tre Grazie, o le  Tre Grandi (Les Grandes Trois), come furono ribattezzate dalla società parigina: Carolina Otero, Liane de Pougy ed Emilienne d’Alençon. Considerate le pin-up dell’epoca, dal palcoscenico deliziavano i tanti spettatori uomini con movenze sensuali e, con i pochi che potevano permetterselo, si intrattenevano anche privatamente. I benpensanti le disprezzavano, l’intera società francese ne rimase però inconsciamente sedotta.

“Dormi con un borghese e sei una puttana, dormi con un re e sei una favorita”, disse Emilienne d’Alençon, con questa frase che legò indissolubilmente i loro destini. Augustina Otero Iglesias, che il mondo conoscerà come la Bella Otero, venne cacciata di casa dopo aver subito violenza sessuale, Liane de Pougy invece passò due anni di inferno come sposa-bambina di un marito violento,  per questo divorziò facendo scandalo. La bella Emilienne non ebbe più fortuna delle altre nella sua infanzia, essendo figlia di una portinaia e mal sopportando la sua condizione, scappò con un violinista zingaro. Le tre donne incrociarono le loro vite a Parigi, qui trovarono i loro protettori e fecero la loro fortuna. Tutte e tre conobbero il successo nel music-hall parigino, ma perché proprio loro? Ballerine capaci e avvenenti, la differenza rispetto alle altre stava però nella sensualità con cui riuscivano ad incantare il pubblico.

Oggi qualcuno non esiterebbe a definirle “esperte di marketing”, infatti il trio contribuì a sdoganare creme e prodotti di bellezza promuovendone l’uso a scopo seduttivo anche nel comune corredo femminile. Seppero anche sfruttare la fotografia e il cinema, allora agli albori, per farsi conoscere. Divennero dunque mantenute altolocate, delle escort moderne, tra le loro conquiste si annoverano principi, re e uomini d’affari. La de Pougy era solita affermare che “la fortuna viene dormendo, ma non da soli”. Lei stessa ispirò il personaggio di Odette de Crecy nell’opera “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, mentre la Bella Otero fece da modella per il pittore Toulouse-Lautrec. Le tre donne erano però molto diverse tra loro: formosa la Otero; ambigua, intellettuale la de Pougy, la quale era bisessuale, infatti avrebbe poi intrecciato una relazione con la collega Emilienne. Quest’ultima era più raffinata e classica, indossava accessori di una stilista allora emergente, Coco Chanel.

In seguito alla loro fama, si arricchirono in pochissimo tempo, accumulando gioielli, palazzi e doni principeschi: una fortuna che le tre avrebbero dilapidato velocemente nei momenti più grigi della loro vita. Ma questo sarebbe accaduto solo molto più tardi. Fra il tramonto dell’Ottocento e l’alba del Novecento il mondo era ai loro piedi, stregato dai loro stili diversi.

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Isabella Iagrosso

Nasce a roma il 19/03/1994, iscritta alla facoltà di scienze politiche della Luiss Guido Carli. Appassionata di viaggi e di culture straniere. Da sempre coltiva l'interesse per tutto ciò che riguarda l'estero e le relazioni internazionali
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