Le città ed il verde urbano. Qualche miglioramento, ma persiste il divario nord-sud

09/06/2016 di Lucio Todisco

Uno dei temi centrali che chi sarà eletto alla carica di Sindaco in questa tornata elettorale, ed in generale i sindaci italiani è quello della qualità dell’ambiente in città. L’Istat, con un suo studio sui dati ambientali nelle città uscito a maggio 2016 che viene realizzato ogni anno su 116 comuni capoluogo di provincia, ci mostra la realtà di quest’anno.

Uno dei temi centrali che chi sarà eletto alla carica di Sindaco in questa tornata elettorale, ed in generale i Sindaci italiani è quello della qualità dell’ambiente in città. L’Istat, con un suo studio sui dati ambientali nelle città uscito a maggio 2016 che viene realizzato ogni anno su 116 comuni capoluogo di Provincia, mostra che nel 2014 ogni cittadino ha a disposizione in media 31 metri quadri di verde urbano. Complessivamente il verde urbano rappresenta il 2,7% del territorio dei capoluoghi di Provincia, per oltre 567 milioni di metri quadri, con un 16,1% della superficie comunale che è all’interno di aree naturali protette, mentre la superficie agricola utilizzata (Sau) è pari in media al 44,3% della superficie.

Una realtà penalizzante per chi vive in città – Questi 31 metri quadri di media è un dato che risulta, però, assai penalizzante per chi abita nelle città, poiché nella metà dei centri urbani (10,7 milioni di persone, circa il 60% della popolazione dei capoluoghi), l’area verde a disposizione è decisamente inferiore, con circa 20 metri quadri a cittadino, e in 19 capoluoghi di provincia, quindi per altri 2,2 milioni di cittadini, non viene raggiunta la soglia dei 9 metri quadri obbligatori per legge.

Le città più verdi d’Italia – Trento, Pavia, Lodi, Cremona, Matera sono le città più verdi d’Italia, che si distinguono per essere tutte al di sopra dei valori medi per verde urbano, aree protette e terreni agricoli. Si tratta di realtà territoriali differenti tra di loro; nel caso di Matera si unisce la consistente componente rurale all’unicità delle aree di verde urbano tutelate dal Codice dei beni culturali, grazie alla presenza del parco archeologico delle chiese rupestri e delle aree naturali protette. A Lodi e Cremona incide fortemente la parte agricola (la Sau rappresenta più della metà del territorio) e quella delle aree protette (rispettivamente per il 35% e per il 27% della superficie comunale). Nella città di Pavia il verde urbano, aree protette e Sau sono leggermente sopra la media nazionale.

Tuttavia, il rapporto Istat ci rivela una profonda dicotomia territoriale anche per quanto riguarda le aree verdi. Ad esempio, i capoluoghi di provincia del Nord Italia hanno in media più parchi di quelli del Centro e del Sud. Trento è la città più green d’Italia, con 401,5 metri quadrati di verde per abitante. Se la cavano bene anche Terni al Centro, Potenza e Reggio Calabria al Sud, entrambe sopra i 100 metri a testa. Alla città di Taranto spetta il dato più basso, al di sotto del limite di legge di 9 metri quadrati di verde urbano ad abitante, un primato negativo che divide con Bari e Genova. Al Nord, se Veneto e Lombardia portano dati lusinghieri, è la Liguria la Regione che va in controtendenza, poiché oltre a Genova, anche Savona ed Imperia si trovano al di sotto dei 9 metri quadrati di verde per abitante.

Nelle grandi città che sono andate da poco al voto Roma, Milano e Torino presentano circa 20 metri quadri a testa, mentre Napoli è di poco al di sopra dei 10 metri quadri. Nel Mezzogiorno quasi tutti i capoluoghi di provincia della Puglia e della Sicilia si trovano al di sotto del limite dei 9 metri quadri, mentre le città lucane si rivelano verdissime e alzano la media del Mezzogiorno. Nel corso del triennio 2011-2014, le città che hanno maggiormente ampliato il proprio spazio verde urbano sono Roma con 1,9 milioni di metri quadri in più, Milano (con 1,1 milioni di metri quadri in più) e Rimini (poco meno di un milione di metri quadri), a seguire Verona, Padova, Ferrara, Ravenna e Palermo, con incrementi di verde urbano che variano tra i 500 e i 700 mila metri quadri.

Un dato particolarmente interessante che proviene dall’indagine Istat riguarda gli orti urbani, che sono in costante crescita nelle città e sono stati attivati in 64 amministrazioni nel corso del 2014, con un +4,9% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda, invece, le aree del verde storico e dei parchi ville e giardini, rappresentano in media circa un quarto del verde urbano, le aree boschive oltre il 20%, quelle a verde attrezzato il 14%, i grandi parchi urbani e le aree di arredo circa il 10%. Gli alberi monumentali, tutelati dal Codice dei Beni Culturali sono presenti in 67 città capoluogo. Per quanto riguarda la piantumazione degli alberi in area di proprietà pubblica, 55 sono i comuni che alla fine del 2014 hanno classificato gli alberi piantati in area di proprietà pubblica e 30 comuni hanno messo a dimora nuovi alberi. 15 comuni hanno reso pubblico un bilancio arboreo e 29 comuni hanno avviato iniziative locali per lo sviluppo di spazi verdi urbani.

Lo strumento di gestione del verde urbano maggiormente utilizzato dalle amministrazioni è il censimento del verde, realizzato da 3 citta su 4 di quelle a loro volta censite. In 25 capoluoghi viene svolto un monitoraggio finalizzato alla messa in sicurezza delle alberature. Il dato che Istat ha voluto evidenziare, al netto di una scarsa presenza in alcune realtà urbane di aree verdi, è la presenza, nel contesto urbano, di aree naturali protette e di aree agricole periurbane: infatti, il 5% dei capoluoghi italiani mostra una densità superiore alla media per entrambe le componenti, e in 11 capoluoghi italiani parte del territorio è specificatamente tutelato come parco agricolo.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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