Le cause del “potere” tedesco, ventitré anni di Germania unita

04/10/2013 di Giovanni Caccavello

Ventitrè anni fa cominciava una nuova epoca per la Germania. Sfruttandone al meglio le occasioni, è diventata una delle economie più forti del Mondo

Unificazione Germania

1990, come andarono i fatti – Era il 3 Ottobre 1990, quando i territori dell’ex Repubblica Democratica Tedesca furono definitivamente annessi alla Repubblica Federale Tedesca. Le trattative che portarono alla nascita dell’attuale Germania vennero avviate subito dopo l’elezione, nella Germania dell’Est, di Lothar De Maiziére, a seguito di quelle che, per la zona d’influenza sovietica, erano state le prime elezioni libere. E’, infatti, principalmente grazie alla sua azione diplomatica e al suo carisma che la Repubblica Democratica Tedesca avviò negoziati contemporaneamente con la Germania Ovest e le quattro nazioni occupanti (Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia).

Via libera sovietico – Dopo una serie lunghissima di incontri multilaterali, il 14 Luglio 1990, l’Unione Sovietica, inizialmente contraria ad un riavvicinamento delle due Germanie a causa della presenza della Germania Ovest nella coalizione NATO, acconsentì alla riunificazione tedesca a patto che tutta la Germania Est fosse rimasta smilitarizzata.

Lothar de Maizière e Helmut Kohl
Lothar de Maizière e Helmut Kohl

Germania unita – Al tempo stesso, incontri bilaterali tra Kohl, primo ministro della Repubblica Federale Tedesca, e De Maiziére, proseguirono spediti e, il 18 Maggio, i due capi di governo firmarono un trattato (che sarebbe entrato in vigore il 1 Luglio dello stesso anno) riguardante un’unione economica, sociale e monetaria. Quindi, il 23 Luglio 1990, il Parlamento della Germania Ovest ratificò l’annessione della Germania Est ed il 31 Agosto fu firmato il patto di unificazione tra le due ormai ex Germanie. Il 12 Settembre fu poi firmato dai leader di tutte e sei le parti in causa il Trattato dei Due più Quattro, che sancì a tutti gli effetti il ripristino della sovranità nazionale in tutti i territori tedeschi. Il 3 Ottobre dello stesso anno fu in seguito scelto come giorno celebrativo della Riunificazione tedesca.

I Governi Kohl – Il 14 Novembre 1990 si tennero le prime elezioni democratiche in tutti i territori tedeschi dopo che i cinque Land facenti parte dell’ex Repubblica Federale Tedesca decisero di aderire alla Costituzione della Germania Ovest, senza chiedere la stesura di una nuova Costituzione. Helmut Kohl, già primo ministro della Germania ovest dal 1982 e leader della CDU (partito di Angela Merkel), fu eletto presidente della nuova Repubblica Federale di Germania. Uno degli obiettivi principali di tutti i suoi governi, terminati nel 1998, fu quello di riformare in modo profondo il sistema economico, sociale e infrastrutturale della Germania Est.

2020, anno zero – Secondo calcoli fatti dalla “Freie Universität Berlin” i costi della riunificazione sono attorno ai 1800 miliardi di Euro, più dell’intero debito pubblico tedesco. Nonostante questo, le politiche riformatrici dei governi Kohl e Schroeder, uniti con l’attuale politica stabilizzatrice di Angela Merkel, hanno dato tutti i frutti sperati e, secondo alcune analisi governative, entro il 2019/2020 (cioè trent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la Riunificazione) il divario tra le due ex Germanie dovrebbe azzerarsi.

Quando la politica funzionaTutto questo, in ogni caso, non è da considerarsi miracoloso, anzi. L’abilità della Germania e le sue capacità di primeggiare, almeno a livello economico, sono note a tutti.Dal 1871 ad oggi, i leader tedeschi sono sempre stati in grado di rilanciare il Paese e portarlo dalle ceneri ad un ruolo di protagonista per ben tre volte. Prendendo in considerazione, nello specifico, la situazione tedesca post- riunificazione e le decisioni politiche volte ad azzerare le disparità tra le due Germania, va innanzitutto sottolineato il fatto di come i vari governi (indipendentemente dalla loro ideologia) decisero di stanziare circa 100 miliardi all’anno nella ricostruzione della Germania Est.

I primi provvedimenti – Il 18 Maggio 1990, durante i processi di riunificazione i governi tedeschi spiegarono come sarebbe stato definito il tasso di conversione tra il “Marco Orientale” ed il “Marco Occidentale”. Il Marco RDT sarebbe stato convertito alla pari con il Marco RFT per salari, prezzi e depositi bancari fino a 4000 Marchi pro-capite. Somme superiori di depositi, debiti aziendali e affitti di case sarebbero stati convertiti ad un tasso 2:1 (2 marchi RDT per 1 marco RFT) mentre il cosiddetto denaro speculativo, acquistato poco prima dell’unificazione, a un tasso di 3:1. Tale decisione fu presa per evitare ulteriori costi aggiuntivi al processo di unificazione, viste le notevoli diseguaglianze in ambito industriale tra la Germania Ovest e la Germania Est, e portò al conseguente collasso di moltissime aziende “orientali”. Oltre a questo, va anche ricordato come moltissime altre aziende dell’est furono, nel corso degli anni ’90, privatizzate e rese più efficienti, competitive e moderne. Pochissime, infatti, riuscirono a reggere la competizione con le loro compagne “occidentali”, meglio gestite, più avanzate tecnologicamente e più produttive.

I costi immediati dell’est – Tutto questo portò i Land dell’Est ad avere un tasso di disoccupazione, a metà degli anni ’90,  superiore al 20%, naturale conseguenza dell’altissimo tasso di migrazione interna verso le città della Germania Occidentale tra professionisti altamente qualificati.

Riforme degli anni 2000 – Nel corso dei successivi quindici anni, in ogni caso, le forti politiche unioniste di Kohl e quelle riformatrici di Schroeder segnarono la via per un più rapido processo di unificazione e di sviluppo dell’intera Germania. Riforme di ambito finanziario e di “corporate governance” furono portate avanti a partire dai primi anni ’90 mentre riforme del mercato del lavoro, del welfare, della sanità, delle pensioni furono effettuate nei primi anni 2000 (2000 – 2005). Tutte di stampo liberale, furono fortemente volute prima da Kohl e quindi da Schroeder e portarono la Germania, in pochi anni, al vertice degli Stati europei.

Germania ed Europa – Come scrivere il Dottor Davide d’Urso, in un’ analisi economica sulla Germania, La liberalizzazione dell’economia sociale di mercato ha aperto la Germania ai mercati finanziari globali, permesso la ristrutturazione delle imprese, impedendo così la deindustrializzazione del Paese – che all’inizio degli anni Duemila era una possibilità concreta – e preservando un know-how industriale e tecnologico che è alla base delle prestazioni economiche di cui oggi siamo testimoni. La lungimiranza della classe politica tedesca ha fatto sì che il Paese intraprendesse il sentiero verso la competitività internazionale prima dell’esplosione della crisi economica e finanziaria globale. Questo non significa che la Germania abbia il diritto di imporre agli altri le proprie ricette, ma senz’altro le permette di porsi nell’UE come un autorevole modello di successo. Quando il governo tedesco, pur con tutti gli errori commessi nella gestione della crisi debitoria greca, vincola i propri aiuti finanziari all’implementazione di certe misure economiche, non sta imponendo un proprio progetto politico di egemonia, ma sta chiedendo agli altri di fare quelle riforme che i tedeschi hanno già fatto”.

 

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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