Le anime salve

22/01/2015 di Francesca R. Cicetti

De André non è mai stato un santo. Un cane sciolto, piuttosto. Un anarchico, come amava definirsi. Ognuno per sé, e Dio da qualche parte. Quello che piaceva a lui, di Dio, era tra la gente. Per le strade. Mano per la mano con i transessuali, gli emarginati, i mendicanti. Non è mai stato un santo, e probabilmente non voleva esserlo

Fabrizio De Andrè

Ci hanno insegnato che dai diamanti non nasce niente. Spesso, durante i concerti, Fabrizio de André sostituiva la parola ‘letame’ con ‘amanti’. Un piccolo vezzo, per poter cantare che “Dai diamanti non nasce niente/dagli amanti nascono i fior”. Fabrizio De André si innamorava di tutto. Dei santi, degli assassini, dei nani, delle prostitute. Dei bevitori, dei matti e dei blasfemi. Degli indiani e degli zingari. Delle anime salve di questo mondo, di cui anche lui faceva parte. Ed è morto in gennaio, troppo presto, troppi anni fa.

De André non è mai stato un santo. Un cane sciolto, piuttosto. Un anarchico, come amava definirsi. Ognuno per sé, e Dio da qualche parte. Quello che piaceva a lui, di Dio, era tra la gente. Per le strade. Mano per la mano con i transessuali, gli emarginati, i mendicanti. Non è mai stato un santo, e forse non voleva esserlo. Santificato controvoglia, come spesso accade ai cantautori e ai poeti che hanno guardato troppo lontano. Tanto da scuotere il trono d’oro su cui lo avevano inchiodato. Chi lo ama sa com’era fatto, senza il bisogno di incensarlo, di nasconderlo dietro una maschera di mediatico splendore. Timido, sensibile, spigoloso, empatico. Misogino e violento. Un ubriacone. Un genio. Non di quelli da stampare sui santini, non di quelli a cui intitolare le strade. Un genio col suo marchio speciale di speciale disperazione. Lo dirà lui stesso, nella sua Smisurata Preghiera.

Fabrizio De André ha anche cantato l’amore e la morte, i frammenti di vita annidati negli angoli delle strade. Ha cantato la sua Genova e l’odore dei porti, dei vecchi moli, l’aria salata. Si è schierato senza mezze misure, senza concedere nulla al politicamente corretto. Ha sputato la verità in faccia, come l’uomo irrequieto e irriverente che in fondo era. Ha parlato di politica, perché ha parlato della vita dell’uomo. E l’uomo, senza politica, è un animale. La sua speciale inquietudine non ha risparmiato nessuno. Al palco preferiva i vicoli. Di fronte a un pubblico era come un orso in gabbia, allo zoo, costretto a mettersi in mostra. Troppo timido per quel mestiere, tanto da evitare il più possibile le pubbliche uscite. Ma poi, alla fine, ci si abitua a tutto. Persino ad essere messi in vetrina.

De André non è mai stato un santo. E i suoi, di santi, non avevano l’aureola. Per conoscere questi cuccioli apocrifi basta scorrere la sua discografia, dove la sua musica li ha pitturati, portatori di una straordinaria energia vitale e umana. Una terra di confine, il suo mondo, dove l’unica legge è la disperata ricerca di giustizia. Dove il bene germoglia dalle mani degli ultimi, personaggi commoventi per la loro energia e fragilità. E lì fruttifica. Lì, dove De André ha vomitato i suoi versi addosso ai benpensanti e ai moralisti, che non hanno il coraggio di tendere la mano a tutte le anime salve che li circondano. Tutte le Marinella, i Miché, le Princesa e gli Andrea. Tutti i nani, i suonatori Jones, le ombre azzurrine di zingari di Khorakhanè. Con tanta vividezza da sembrare di conoscere Nina, che vola tra le corde delle altalene, e Sally, e Bocca di Rosa, e tutti gli altri cuccioli, le meravigliose vittime di questo mondo.

Le anime salve di De André sono gli spiriti solitari, gli eremiti della terra. Gli uomini soli per necessità, per abbandono o per vocazione. Quelli che non hanno mai fatto paura a nessuno, che passano inosservati. Gli unici, dirà alla fine, davvero liberi. E l’uomo Faber, come era stato soprannominato, viaggia in cima a questo corteo. Il corteo degli umili, dei reietti, degli abbandonati, che con straordinaria eleganza e dolcezza è riuscito a traghettare nel mondo.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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