L’autunno del presidente

15/09/2016 di Giuseppe Trapani

Tempi duri al Quirinale, in vista di una stagione complessa della politica italiana.

Finora, è stato silente e riservato nel chiacchiericcio dei palazzi, ma questo è il suo autunno caldo, per dirla con un ossimoro. Il Presidente Sergio Mattarella, a differenza dei suoi predecessori, che davano il meglio di loro stessi nella seconda parte del loro mandato, è costretto dagli eventi a tenere “botta” proprio adesso, alle porte di una stagione cruciale per tutto il sistema politico italiano. Già in queste ore, il capo dello stato si è espresso per far digerire la polpettina incandescente di fantozziana memoria, offerta dall’ambasciatore Usa presso il nostro paese, John Phillips, dichiaratosi a favore del sì alla riforma espressosi sugli effetti negativi di un no. Le parole di Phillips hanno scatenato l’ira del centrodestra e della sinistra Dem, scagliatesi contro quella che giundicano come una grave ‘ingerenza’. Successivamente, anche l’Agenzia di rating Fitch ha messo in guardia dagli esiti negativi sui mercati di un ‘no’ alla consultazione. 

Mattarella – in visita a Sofia –  ha tenuto particolarmente, con eleganza, a precisare il primato della sovranità degli elettori. «La sovranità è degli italiani – ha detto il capo dello Stato dalla capitale bulgara -, decideranno loro naturalmente. Il mondo è sempre più interconnesso, quindi è normale che ci sia interesse per le nostre vicende politiche ovunque, ma la decisione finale sarà degli elettori. Aspettiamo poi con serenità tutta la fase che ci porterà al referendum». Insomma, è bastata una brocca d’acqua per un fuocherello, ma si attendono tempi complicati.

La parola che dovremo tutti ricordare è da rintracciare nella stessa dichiarazione pacata del Presidente: interconnessione. Come a dire che – piaccia o no – molte cose, in Europa e nel Mondo, sono connesse da legami, evidenti o meno. È stato dimostrato dalla Brexit, ed il principio potrebbe essere riaffermato il giorno dopo l’elezione Presidenziale americana. Confermare quindi la riforma (o no) avrà comunque un suo effetto nel dibattito internazionale, prima ancora che di conseguenze economiche negative. Decideranno gli elettori, e fin qui non ci piove, ma è urgente avere la consapevolezza che il mondo guarda e, inesorabilmente, critica e giudica, piaccia o meno. Non si contano gli articoli e il dibattito in rete sul duello Trump-Clinton, che appassiona osservatori economici e gente comune. Prima e dopo la Brexit si è dibattuto su cosa abbiano o non abbiano perso gli inglesi e quanto riverbero avrebbe avuto l’uscita o la permanenza, in Europa, di una nazione di tale importanza. Nella velocità delle opinioni e delle contropinioni, a volte non si ha la reale portata degli eventi, e si spera che il passaggio referendario nel nostro paese non cada nella trappola del vago. Sarebbe davvero un errore da coccodrillo, destinato, alla fine, a piangere lacrime amare. 

Il Presidente Mattarella – in ogni caso – ha  compreso la complessità di questi tempi, sopratutto guardando alle variabili e alle imprevedibilità della politica contingente, con un governo  sotto stress soprattutto sul campo della crescita economica, con un centrodestra ancora in cerca di senso e, ultimamente, anche con un M5S in difficoltà, decisamente friabile alla prova di governo locale.

La calma (quasi invidiabile) del Presidente è reale, coerente con la sua persona, guardata con grande rispetto da tutti e con una popolarità in crescita. In una lotta a gomitate per risultare il più simpatico, Mattarella preferisce la virtù dell’empatia, uno stato d’animo più intimo e riservato che, alla lunga, premia. Perché avvicina le persone. Ne sanno qualcosa le vittime delle vicende estive, dai famigliari delle vittime in Bangladesh, a chi ha vissuto, o ha perso famigliari, nella tragedia del terremoto: si è sempre visto un Presidente mite e compartecipe, presente nella sua riservatezza, lontano dagli schermi ma vicinissimo agli animi.  Questa serenità sarà l’arma migliore nella convulsione dei tempi presenti e, sopratutto, nei passaggi cruciali delle prossime settimane, in cui il Presidente dovrà, in più, mettere sul tavolo una capacità di gestione politica di primo livello. Saranno proprio questi i momenti più interconnessi del Quirinale.

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Siculo per nascita ma milanese di adozione, classe 76, si Laurea in Filosofia e in Teologia ma chiede a se stesso un di più perciò studia Linguaggi dei Media presso la Cattolica di Milano. Giornalista e Docente al liceo a tempo pieno, collabora con diverse testate (Famiglia Cristiana, Jesus, Gazzetta d'Alba) e negli ultimi anni tiene rubriche anche per i quotidiani online Lettera43 e Linkiesta.
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