Laos: il cuore culturale e spirituale dell’Indocina

20/06/2015 di Mariagiovanna Giuliano

In occasione del National Day della Repubblica Democratica del Laos festeggiato il 20 giugno a Expo Milano 2015, un viaggio attraverso le principali bellezze del territorio laotiano

Laos

 

Tra balli e canti di musicisti in costumi tradizionali, a Expo Milano si è festeggiato il National Day della Repubblica Popolare Democratica del Laos. Nel gaudio generale, il vice ministro Savengsuksa ha spiegato che il tema di Expo, “nutrire il pianeta, energia per la vita”, è fondamentale per il Laos, il quale “ha lavorato moltissimo per ottenere la sicurezza alimentare, così come un ambiente pulito che permette di produrre cibo sano e promuovere una produzione verde e sostenibile”.

Il concetto di sostenibilità rappresenta un importante elemento del turismo promosso dal Paese. Visitare il Laos, per anni abbandonato al suo isolamento geografico, significa immergersi nel cuore culturale e spirituale dell’Indocina. Natura e ambiente vivono in una sinergia che non può fare a meno di attrarre il viaggiatore, che si troverà proiettato in un mondo in cui i ritmi sono assopiti, l’atmosfera pacifica, le persone gentili e disponibili, in un territorio dotato di infinite bellezze.

Luang PrabangVientiane, la “città del legno di sandalo”, è la capitale dal XIX secolo. Situata in un’ansa del fiume Mekong, al centro di un’estesa piantagione di riso, la città è il fulcro di diverse culture orientali, quella lao, tailandese, cinese, vietnamita e, naturalmente, francese. Sulle sponde dello stesso fiume si trova, invece, Luang Prabang, che non a caso è considerata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Le principali attrazioni del luogo sono i suoi templi antichi, a testimonianza della forte religiosità del popolo, che si rivede anche nella questua dei monaci, che ogni mattina percorrono le strade della città, raccogliendo nelle loro ciotole le offerte.

Piana delle GiareNella provincia di Xieng Khuang, a nordest del Paese, si trova la misteriosa Piana delle Giare, chiamata così per la presenza di circa 250 giare sparse nella zona le cui origini, risalenti a più di 2000 anni fa, restano tuttora sconosciute. Una leggenda narra che, nel sesto secolo, venivano usate per fermentare il vino di riso per celebrare la vittoria in battaglia. Degno di nota è anche il sentiero di Ho Chi Min, una rete di percorsi sterrati e strade di ghiaia che arriva fino al confine con il Vietnam. I comunisti lo conoscevano come “percorso strategico di rifornimenti Truong Son” e lo usavano negli anni ’60 per portare a Sud camion, carri armati, armi e provvigioni.

Infine, una menzione particolare spetta alla maggiore attrattiva naturalistica nel Sud del Laos, il territorio di Siphandon. Lì, il fiume Mekong si allunga per oltre 14 chilometri, creando migliaia di isole tra le sue sponde per poi proseguire trasformandosi in piccoli ruscelli e cascate. Tra queste, le più grandi e spettacolari sono le cascate Khone Phapheng.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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