L’Agenda per la Semplificazione è realtà: basterà per cambiare la rotta?

11/12/2014 di Vittorio Vay

È stata approvata dal Consiglio dei Ministri l’Agenda per la Semplificazione 2015-2017, che contiene le linee di indirizzo condivise in tema di semplificazione e accenna un’ambiziosa scaletta temporale per cercare di dare, finalmente, una svolta

Agenda Per la Semplificazione

Nei primi giorni di dicembre, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri l’Agenda per la Semplificazione 2015-2017, come era stato previsto dall’art. 24 del c.d. “Decreto Madia” o “Decreto PA”. Essa contiene le linee di indirizzo condivise tra Stato, Regioni e Enti locali in tema di semplificazione e accenna un’ambiziosa scaletta temporale per la realizzazione delle molte misure previste.

L’Agenda si basa sulla premessa, condivisa dalle associazioni di categoria e da tutti gli attori principali, che la semplificazione è essenziale per recuperare il ritardo competitivo dell’Italia e liberare le nostre imprese dai legacci di una regolazione molto complessa e poco efficace. Semplificare, infatti, vuol dire ridurre la complessità delle leggi e assicurare tempi e procedure certe a chi ha ancora il coraggio di portare avanti un’attività d’impresa in questo paese, tanto quanto rendere più smart la vita di noi cittadini comuni, alle prese con le complicazioni di un’amministrazione che non parla il linguaggio dell’innovazione e della modernità.

Già numerosi sono stati negli anni gli interventi normativi, più o meno efficaci, che sono stati racchiusi nella categoria “Semplificazione”: a proposito si ricorda, già negli anni’90, il ministro Bassanini, con due leggi che portavano il suo nome (Legge n. 59/97), affermava i principi ispiratori fondamentali del processo di semplificazione amministrativa che di lì a poco l’Italia avrebbe intrapreso – processo che, a dire il vero, è ancora tutto da realizzarsi-. La normativa prevedeva l’istituzione da parte dei comuni, in forma singola o associata, di una nuova Unità Organizzativa denominata “Sportello Unico per le Attività Produttive” (SUAP), al fine di implementare uno strumento unico di interfaccia tra le imprese e le Autorità Competenti coinvolte nei procedimenti autorizzativi; ancora oggi i SUAP incontrano grandi difficoltà operative e, nella maggioranza dei casi, non sono in grado di svolgere efficacemente il loro ruolo di intermediario tra le Autorità Competenti e le imprese.

Dopo quasi vent’anni di continuo susseguirsi di norme in nome della semplificazione amministrativa, capaci solo di complicare ulteriormente la situazione, ecco la nuova strategia del Governo Renzi: un’Agenda “snella” – una cinquantina, le pagine – divisa per cinque macro-settori d’intervento quali: cittadinanza digitale, welfare e salute, fisco, edilizia e imprese. L’obiettivo? – scontato – “restituire il tempo a cittadini e imprese in settori chiave per la qualità della vita e la crescita dell’economica”.

Per ogni macro-settore d’intervento, l’agenda individua azioni e risultati attesi, responsabilità e scadenze; inoltre garantisce – almeno a parole – la trasparenza e l’orientamento all’open-data per quanto riguarda i livelli di raggiungimento dei risultati, che saranno accessibili on-line tramite “OpenSemplificazione”. Si prevede quindi un monitoraggio costante, anche con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, dello stato di avanzamento lavori, come a dire che, finalmente, un po’ di project management è entrato nella testa dei nostri civil servant, spesso accusati – giustamente – di essere poco aperti alle teorie di gestione moderne.

Per quanto riguarda la cittadinanza digitale, si punta sulla fornitura di nuovi servizi e l’accesso alle informazioni on-line per i cittadini. Tra queste novità il Governo si è posto l’obiettivo, molto ambizioso, di circa dieci milioni di utenti con identità digitale entro il 2017, prevendendo di arrivare a cinque milioni già a settembre del 2015. Inoltre, sempre all’interno di questo macro-settore, trovano posto il completamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, l’informatizzazione dei processi penali e civili, la diffusione dei pagamenti elettronici da parte di tutte le Amministrazioni Pubbliche e la messa a regime della marca da bollo digitale. Tutte queste innovazioni, che dovrebbero rendere la vita del cittadino più smart e veloce, hanno un orizzonte temporale inferiore ai due anni, il che rappresenta una velocità inedita nel processo nazionale di semplificazione e, forse, ne rende meno credibili gli obiettivi. Sempre dal lato dei cittadini l’Agenda prevede, entro il 2017, di ridurre drasticamente i tempi medi per i riconoscimento dell’invalidità, anche se non indica nello specifico di quanto. Inoltre si fa riferimento all’accesso multicanale on-line per le prenotazioni sanitarie per la visione dei referti.

Dal punto di vista fiscale, il macro-obiettivo è quello di ridurre almeno del 20% i tempi e i costi derivanti dai complessi e tortuosi adempimenti a cui sono sottoposti i cittadini e le imprese nell’atto, già di per sé sgradevole, di pagare le tasse. Per raggiungere questo obiettivo si punta sulla tassazione standard sulla casa e facile da calcolare, sull’implementazione delle dichiarazioni dei redditi pre-compilate, complete di dati relativi alle spese sanitarie, sulle dichiarazioni di successione telematiche e sulle volture catastali on-line. A partire da dicembre 2015 prenderà avvio la sperimentazione dei servizi fiscali digitali che, secondo quanto è previsto, andranno a regime nel dicembre 2017.

Il rapporto Doing Business effettuato annualmente dalla World Bank individua nell’edilizia uno dei settori più colpiti dalla complessità amministrativa: in particolare per quanto riguarda la quasi assente omogeneità delle regole sui diversi territori e la lunghezza dei tempi per i permessi di costruire. Sulla base di questo, l’Agenda si pone l’obiettivo del 20% di riduzione di costi e tempi anche per il settore delle costruzioni entro il 2017. Le azioni che dovranno essere implementate vanno dalla realizzazione di modelli unici e semplificati alla reale implementazione – finalmente – della normativa sugli Sportelli Unici per l’Edilizia, risalente agli inizi del nuovo millennio.

Infine, le imprese: una regolamentazione poco chiara, complessa, che non tiene conto della proporzionalità dell’attività d’impresa agli oneri che su essa gravano, non sono certo uno stimolo per un’economia in sofferenza. L’Agenda sembra puntare però più sull’avvio di imprese future che sulla sopravvivenza di quelle esistenti. Anche in questo caso l’obiettivo è un generico 20% di riduzione di costi e tempi: questa quantificazione un po’spiccia degli obiettivi in termini numerici denota, purtroppo, un atteggiamento generalista che non fa trasparire nulla di buono.

Ad ogni modo, l’Agenda in realtà persegue un obiettivo che arriva da lontano – dai già citati anni’90 – e cioè punta tutto sulla standardizzazione e unificazione della modulistica in possesso degli Sportelli Unici per le Attività Produttive e sull’effettività delle operazioni di queste Unità Organizzative comunali che troppo spesso esistono ma non funzionano nel modo in cui sono state pensate, a causa della resitenza alla modernità che pervade il tessuto amministrativo italiano.Rendere efficaci gli Sportelli unici è un’impresa che da tempo attanaglia i diversi livelli di governo e che ancora oggi rimane all’ordine del giorno.

Interessante invece è l’attenzione posta alla semplificazione e al coordinamento dei controlli ispettivi sulle imprese: da tempo gli imprenditori segnalano le difficoltà e gli ostacoli che derivano da un’attività ispettiva poco razionale e destrutturata, caratterizzata da regole incerte, duplicazioni e sovrapposizioni di poteri e poca proporzionalità, e che spesso penalizza l’attività d’impresa. L’Agenda, sebbene non in maniera definita e puntuale, accenna a questo aspetto della regolazione, prevedendo di mappare le tipologie di controllo e gli Enti responsabili al fine di individuare delle soluzioni di razionalizzazione.

In conclusione, sebbene in concreto ci sia ancora tutto da fare, è apprezzabile il coraggioso sforzo di pianificazione strategica portato avanti dal Governo all’interno di un terreno – quello della semplificazione – che resta purtroppo ancora molto instabile e difficilmente circoscrivibile. E’ dunque importante sottolineare l’aspetto del coinvolgimento di tutti, imprese e cittadini, nell’attività di monitoraggio e di valutazione delle azioni che saranno – si spera – implementate nei prossimi due anni, al fine di poter giudicare con cognizione di causa l’avvenuto – o meno – processo di rafforzamento delle Pubbliche Amministrazioni.

 

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Vittorio Vay

Consegue prima una Laurea Triennale in Scienze Politiche e di Governo presso l’Università degli Studi di Torino e poi una Laurea Magistrale in Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali presso l’Università Commerciale L. Bocconi di Milano. Attualmente, collabora con l’organizzazione di Rappresentanza Confindustriale Assolombarda.
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