Ladies and Gentlemen The “Frat Pack”!

05/03/2013 di Jacopo Mercuro

Sulla cresta dell’onda ormai da più di 10 anni. Di cosa stiamo parlando? Di quello che negli States è chiamato il fenomeno del “Frat Pack” (il nome del gruppo è stato coniato dalla rivista USA Today nella metà del 2004). I fondatori sono tra i più bravi attori comici della scena americana: Ben Stiller è considerato il guru nonchè l’ideatore del progetto, ma poi vi sono artisti del calibro di Will Ferrell, Steve Carrel, Jack Black, Vince Vaughn e i fratelli Owen e Luke Wilson. Obbiettivo? Far morire dal ridere!

Attori nati dal programma cult Saturady Night Live, capaci di interpreare personaggi quali Richy Bobby, eccentrico pilota della Nascar (Ricky Bobby, la storia di un uomo che sapeva contare sino ad uno) di immergersi nei panni di alcuni strambi divi di Hollywood impegnati a girare un film sulla guerra del Vietnam, salvo ritrovarsi immischiati in un vero confitto (Tropic Thunder). Come dimenticarsi, poi di quel commesso quarantenne ancora vergine (Quarant’anni vergine). Ecco, è queto il Frat Pack.

Frat PackInsomma, personaggi sinistri, fuori di testa e spesso anche molto goffi sono in grado di porre situazioni del tutto surreali innanzi allo spettatore, ma la continua attenzione degli sceneggiatori e la bravura stessa degli attori fa si che le pellicole non sfocino mai nella stupidità scontata, bensì nel geniale. Proprio per questo il loro intento è quello di differenziarsi dal vecchio cinema demenziale. Niente Scary Movie, dunque, ma piuttosto un avvicinarsi allo stile usato in pietre miliari del genere come Animal House del compianto Belushi o le opere dei vari  Bill Murrey, Steve Martin e Mel Brooks.

Il gruppo, formatosi verso la fine degli anni novanta, è legato da una vera e propria fratellanza: tanto da dar vita a quello che loro chiamano “il cerchio della verità” (chiaro riferimento al film “Ti presento i miei”) del quale, oltre ai fondatori, fanno parte giovani attori capaci, per le loro abilità, di prendere parte alle pellicole dei “maestri”, seppur con parti secondarie.

Ne è un esempio il giovane Jonah Hill che dopo essere stato protagonista di molti film come Suxbad  e 21 Jump Street, sempre ben accolti dalla critica, ha preso parte al recente Djando Unchained recitando nella surreale scena in cui il Ku Klux Kan prova ad indossare, senza riuscirci, gli assurdi cappucci.

La maggior parte delle pellicole si sviluppano intorno al raggiungimento di un obbiettivo o di una riconquista in cui il politicamente scorretto la fa da padrone. Difficilmente sono trame banali. Riduttivo dire si voglia sfociare nella comicità che faccia ridere a tutti i costi, piuttosto la trovo una continua satira con critiche celate verso gli usi e costumi degli americani specialmente rivolte alle loro manie e ai loro eccessi, come per sempio il nuovo modo di fare televisone in “Anchorman” o nel più divertente ritorno ai fasti del college in “Old School”.

Gran parte del successo che questo genere sta avendo nel tempo è dovuto al regista e  sceneggiatore Judd Apatow. QUesti, capace di credere sin dall’inizio nel progetto, è il principale produttore del genere Frat Pack.

Tanto è l’interesse in queste pellicole che sono frequenti i cameo delle star hollywoodiane. Pensiamo a Robert Downey Jr. (arrivato addirittura ad un passo dall’oscar come miglior attore non protagonista in “Tropic Thunder”), Robert De Niro, Gene Hackman, Winona Rider, Tom Cruise, David Bowie e molti altri.

Di particolare difficoltà, poi, il lavoro dei registi. L’esuberanza, lo spirito di iniziativa e la tendenza ad improvvisare degli attori provvenienti dal Saturday Night Live fa delle scene dei veri e propri mattatoi. Quasi sempre copioni e sceneggiature vengono stravolte dall’improvvisazione degli attori, senza che il regista possa, alla fine, farci più di tanto. Un cinema spontaneo, dunque, più di quanto si possa immaginare.

Abbiamo di fronte un gruppo di comici che si scambia favori partecipando a turno nella pellicola dell’amico generando effetti esilaranti. Ma quando i membri del Frat Pack si riuniscono tutti insieme per girare un film è il momento della magia. E’ proprio il caso di dire che questi signori, con le loro raffinate parodie, hanno rivoluzionato quella che è la comicità americana, lasciando nel dimenticatoio la maggior parte delle noiose e scontate comedy precedenti.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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