La vittoria di PiS è destinata a cambiare la Polonia

27/10/2015 di Marvin Seniga

Domenica, la Polonia si è recata alle urne e ad imporsi, con il 39% dei voti, è stata la conservatrice Beata Szydlo, candidata di Prawo i Sprawiedliwosc (Giustizia e Libertà), partito che guarda con simpatia al premier ungherese Orban. Per la prima volta nella storia della democrazia polacca un partito avrà da solo la maggioranza assoluta in parlamento. Vediamo cosa significherà, tutto ciò, per il paese.

Elezioni Polonia

Prawo i Sprawiedliwosc: chi sono.  PiS è un partito fondato nel 2001 da due gemelli, Lech and Jaroslaw Kaczynski. Al parlamento europeo è tra i membri dell’Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei, lo stesso gruppo dei Tories di David Cameron. Il riferimento politico però è Viktor Orban, di cui condivide il richiamo a temi nazionalisti, il recupero dei valori tradizionali e un certo euroscetticismo. Del presidente ungherese apprezzano anche l’opposizione ad ogni politica di accoglienza verso i migranti che preveda una loro redistribuzione tra i paesi membri dell’Unione Europea, e una politica economica tutt’altro che liberista.

La storia. Prima del trionfo di domenica, l’unico altro successo di PiS risaliva alle elezioni del 2005, quando, per la prima volta, conquistò la maggioranza nella Dieta. Tuttavia la permanenza al governo di PiS – in quel caso – durò soltanto due anni, in seguito a diversi scandali e crisi di governo, nel 2007 vennero indette delle nuove elezioni anticipate che furono vinte da Piattaforma Civica, e aprirono la strada ad otto anni di governi liberali. Il 10 aprile 2010 fu però la data che segnò maggiormente il partito dei fratelli Kaczynski, quel giorno, infatti, l’aereo su cui viaggiava Lech, che a quel tempo era il presidente della Polonia, si schiantò nei pressi dell’aeroporto di Smolensk in Russia. Con la morte di Lech Kaczynski, PiS perse la sua figura di punta, ma questo ha anche aiutato, in un certo modo, a far emergere all’interno del partito nuove figure più moderate – proprio come Beata Szydlo e Andrej Duda, attuale presidente della Polonia, sebbene, alla fine, chi detta la linea del partito rimane l’altro Kaczynski, Jaroslaw.

Il programma politico-economico. Per quanto riguarda le ripercussioni politiche della vittoria di PiS, la nuova maggioranza conservatrice è destinata a cambiare profondamente l’impostazione politica del paese, soprattutto sul piano interno. Le ragioni principali del successo di PiS sono da ricercare nel suo programma economico.

  • Abbassamento dell’età pensionabile
  • Sussidio mensile di 500 zlotys (circa 100 euro) per ogni figlio
  • Introduzione di un salario minimo

Questi sono stati i cavalli di battaglia del PiS in campagna elettorale. Uno dei modi proposti per finanziare questa politica economica interventista è stato quello di aumentare la tassazione sulle banche e sui grandi supermercati, appartenenti a gruppi stranieri, seguendo l’esempio di Viktor Orban in Ungheria. In questo senso PiS parla di una “ripolonizzazione” dell’economia nazionale. Il rischio, tuttavia, è che queste misure vengano attuate facendo crescere il debito pubblico, e vanificando il lavoro dei liberali, che, in questi ultimi anni, sono riusciti ad abbinare un alto tasso di crescita con un basso livello di indebitamento.

Stop alla redistribuzione dei migranti. Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, premesso che PiS è un partito con una chiara impostazione euroscettica, è probabile che, nei prossimi mesi, vi siano diverse occasioni di confronto con le istituzioni di Bruxelles. Lo scontro più importante avverrà probabilmente intorno alla questione dell’accoglienza dei migranti. Il nuovo governo conservatore ha già annunciato che andrà ad unirsi a quel gruppo di paesi, guidato dall’Ungheria di Orban, che rifiutano ogni sistema di redistribuzione dei migranti tra i paesi membri dell’Unione Europea.

Emissioni? No intrusioni. Un altro motivo di conflitto si presenterà, con tutta probabilità, dopo la Conferenza sul Clima di Parigi, quando tutti gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno presentare i loro piani per ridurre le emissioni di Co2 e aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Oggi il 90% dell’energia consumata in Polonia è generata bruciando carbone, e PiS ha già fatto sapere che non intende farsi dettare la propria politica energetica da nessuno. Va poi notato che i rapporti tra l’attuale presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, e Jaroslaw Kaczynski non sono mai stati molto amichevoli.

Tra Russia e NATO. Il successo di PiS rischia dunque di agitare ancor più le acque a Bruxelles, e rafforzare l’alleanza tra i quattro paesi – Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria – del c.d. gruppo di Visegrad. L’unico elemento di divisione tra i quattro sembra oramai essere soltanto la Russia. Infatti, mentre il governo ungherese e quello ceco mantengono buoni rapporti con Mosca e non perdono occasione per criticare le sanzioni adottate dall’Unione Europea in seguito alla crisi ucraina, il partito fondato dai fratelli Kaczynski, invece, sin dalla sua formazione ha sempre avuto una componente russofoba. Una caratteristica che è divenuta sempre più marcata dopo la morte di Lech Kaczynski e la nuova politica revisionista di Putin. Il PiS è fortemente schierato per un rafforzamento del legame con la NATO, a cui sarà proposto di aprire nuove basi nel paese, per aumentare le capacità di reazione dell’alleanza nel caso di un attacco improvviso proveniente da Est.  Una vittoria, dunque, che da questo punto di vista andrà sicuramente a rafforzare le posizioni della Nato nel nostro Continenete. Una NATO che, appoggiandosi alle paure generate tra i paesi dell’Est dalla rinnovata vena imperialista della Russia, si ripropone con nuovo vigore come unica alleanza in grado di proteggere i propri Stati membri da influenze esterne.

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Marvin Seniga

Nato a Roma nel 1992, attualmente studia relazioni internazionali presso l'Università di Trento, dopo essersi laureato in Scienze Politiche presso la Luiss - Guido Carli. Oltre che di politica si interessa di sport e cinema.
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