La vera Democrazia Diretta: non Casaleggio, ma la Svizzera

10/07/2013 di Giacomo Bandini

La visita – Alla notizia che Grillo e Casaleggio, la coppia del successo, i più grandi promotori della democrazia partecipativa all’ennesima potenza, spinta fino alla trasformazione in democrazia diretta, sarebbero andati a visitare il tanto vituperato Re Giorgio Napolitano insieme ai due  capigruppo della Camera e del Senato Nuti e Morra, lo stesso Segretario generale del Quirinale si deve essere fermato a riflettere su cosa ormai sia diventato il circuito politica-società-democrazia in Italia. Non ci sono più i bei tempi in cui salire al Colle era un privilegio per pochi. Ora il gioco è cambiato.

Cittadini A e cittadini B – La democrazia partecipativa è così finalmente compiuta, gridano G&C. Ma è veramente tutto qua? Si tratta davvero del fatto che una cittadino qualunque, senza carica né incarichi per sua stessa ammissione, possa colloquiare a piacimento col Presidente della Repubblica, filmato e documentato da tale Nik il Nero? E soprattutto, perché per chiunque è alquanto arduo ottenere un colloquio al Quirinale, mentre due persone autodefinitesi normali e comuni cittadini possono addirittura permettersi di decidere quando è opportuno o meno recarsi nella fortezza della Repubblica Italiana, quando esistono altri cittadini in coda e sicuramente con motivazioni altrettanto valide? Esistono davvero, dunque, i cittadini di serie B, e siamo noi.

La democrazia diretta – Ricordando che in questi giorni Grillo ha spostato l’incontro per impegni legati al Movimento, quando invece è stato immortalato al mare e nessuno dei suoi ha fiatato, è opportuno riflettere sul significato vero e proprio di democrazia partecipativa o diretta. Non sul significato che alcuni cercano di attribuirgli, senza averla mai davvero sperimentata e senza conoscerne le conseguenze.

Una federazione partecipativa – A tal proposito la neutrale Svizzera viene in soccorso. Un’inchiesta del team di Report mostra come nel Paese delle valli e della cioccolata riescano a convivere perfettamente 4 lingue, religioni diverse e forti appartenenze territoriali, suddivise per cantoni grazie a un sistema democratico perfezionatosi nel tempo. Qui è stato realizzato un modello di democrazia diretta funzionante, in cui la popolazione stessa si è auto-conferita le funzioni di “opposizione ufficiale”. Per i cittadini è possibile controllare l’andamento dell’amministrazione, avere voce in capitolo sulle varie nomine burocratiche, proporre leggi e modifiche alla stessa Costituzione. La partecipazione è intensissima: si va a votare circa ogni 3 mesi. Unico inconveniente è la maggior lentezza con cui si conclude il processo decisionale, ma la stabilità aumenta, in quanto ogni questione viene approvata di comune accordo.

Democrazia e web – Le differenze con l’Italia sono palesi. Da ogni punto di vista. Risulta chiaro come l’applicazione di un simile modello sarebbe impossibile, se non utopica, nella nostra società. Tuttavia la democrazia diretta propugnata da Casaleggio in cui tutti diremo la nostra attraverso il Pc di casa non sembra nemmeno degna di essere presa in considerazione se confrontata col modello svizzero di democrazia partecipativa. Un sistema che utilizza strumenti reali di democrazia, e che determina un alto grado di responsabilità del cittadino, costretto a partecipare informandosi direttamente e senza poter scaricare la colpa sul sistema. Di fronte a tutto ciò sembra quindi difficile fare opposizione seria dalla scrivania di casa pretendendo la massima trasparenza; anche se gli agenti di marketing andrebbero pazzi per una trovata del genere. Solo loro per fortuna.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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