Elezioni Spagna – Verso la fine del bipartitismo?

12/12/2015 di Michele Pentorieri

Domenica avranno luogo le elezioni politiche spagnole. Probabile un exploit di Ciudadanos, che costringerà il vincitore ad un governo di coalizione proprio con il movimento di Rivera, in questi mesi è stato capace di catalizzare il malcontento del Paese senza paventare misure rivoluzionarie.

Spagna

Domenica prossima la popolazione spagnola sarà chiamata al voto per le elezioni politiche. Secondo i sondaggi di Metroscopia, allo stato attuale PP e PSOE sarebbero impegnati in un vero e proprio testa a testa, godendo entrambi del favore del 23,5% dell’elettorato. Il dualismo tra le due maggiori forze politiche del Paese, tuttavia, non completa affatto il quadro della competizione elettorale. Più di uno spagnolo su due, come si evince dai sondaggi, non voterà per nessuno dei due maggiori partiti, determinando la fine del tradizionale bipolarismo spagnolo che va avanti dalla caduta di Franco. In questo scenario, è più che probabile un vero exploit di Ciudadanos, movimento fondato da Albert Rivera, che si attesta intorno al 21,5%. La realtà è che il nuovo movimento sta sempre più egemonizzando la protesta anti-sistema a danni di Podemos, il quale paga l’eccessiva vicinanza a Syriza e i toni troppo accesi e rivoluzionari. Rivera, al contrario, si pone alla testa di un movimento che ha come scopo quello di mettere in soffitta una volta e per tutte il classico dualismo socialisti-popolari, proponendo una ventata nuova nella politica spagnola senza per questo proporre ricette drastiche o sovversive.

Il movimento nacque nel 2006 e da allora è  cresciuto inesorabilmente nei sondaggi, fino ad arrivare all’appuntamento elettorale di domenica prossima come possibile terza forza della politica spagnola. Albert Rivera, 36 anni, sembra essere un grande stratega in ambito comunicativo: si presenta ai comizi e alle occasioni pubbliche in jeans e camicia bianca, si sposta sui mezzi pubblici e parla alla pancia del Paese senza per questo perdersi in derive nichiliste. Con le notevoli abilità oratorie derivanti dalla sua professione di avvocato, propone ricette concrete come l’abolizione del Senato e i tagli ai costi della politica. Il definitivo sorpasso nei confronti di Podemos è stato probabilmente sancito dal recente scontro televisivo tra i leader dei due movimenti, nel quale Rivera ha fatto molto meglio di Iglesias. Il nocciolo dell’elettorato è di ispirazione centrista e lo stesso Rivera ha proposto più volte lo slogan somos el nuevo centro.

Nel frattempo, a sinistra, Sanchez e tutto il PSOE stanno insistendo parecchio, soprattutto in questi ultimissimi giorni che precedono le elezioni, sul concetto di voto utile. Se da una parte si dà abbastanza per scontato l’exploit di Ciudadanos, i socialisti cercano di rastrellare ogni voto possibile tenerli a debita distanza, anche cercando al di fuori del proprio elettorato tradizionale. Per questo motivo, è in atto una campagna abbastanza mirata contro Podemos, ricordando a tutti gli indecisi che qualsiasi voto non dato al PSOE sarà un voto per il PP.

Comunque vada sarà un successo, si dice, per Rivera. I risultati delle elezioni sanciranno con ogni probabilità la crisi del bipartitismo spagnolo, poiché alle spalle delle due forze tradizionali si posizionerà una nuova forza centrista che, se i sondaggi vengono confermati, non potrà essere ignorata. A maggior ragione perché lo scenario più probabile vede uno dei due tradizionali partiti vincente ma con una percentuale non sufficiente a garantirgli la maggioranza dei seggi parlamentari (176). Per questo motivo, sembra probabile che Rajoy o Sanchez siano costretti a trovare un compromesso proprio con Rivera e i suoi se vogliono formare un Governo stabile. In tal senso, importanti sono le dichiarazioni dello stesso Rivera che si è detto pronto a dialogare con tutti per il bene della Spagna. Piuttosto improbabile, invece, è una sua alleanza post-elettorale con una delle due parti – sulla falsariga di quanto avvenuto poche settimane fa in Portogallo – per stroncare sul nascere qualsiasi tentativo da parte dell’altra di formare un Governo.

In ogni caso, le elezioni di Domenica prossima, determinanti per temi come il rinnovamento della politica, il mercato del lavoro e le spinte autonomiste catalane, cambieranno in maniera importante la politica spagnola. Secondo le previsioni, il partito che ne uscirà vincitore non potrà fare a meno dell’appoggio di Ciudadanos. A nove anni dalla sua creazione, quindi, un movimento diverso dai partiti tradizionali ha concrete possibilità di entrare a far parte in un Governo di coalizione. Un risultato che in pochi avrebbero pronosticato fino a qualche tempo fa.

The following two tabs change content below.

Michele Pentorieri

Nasce a Napoli nel 1991. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove si laurea nel 2012. Consegue la Laurea specialistica con lode in Relazioni Internazionali presso la LUISS “Guido Carli", attualmente impegnato in un tirocinio all'IFAD.
blog comments powered by Disqus