La Riforma della Pubblica Amministrazione, sarà vero cambiamento?

17/08/2015 di Lucio Todisco

È passata in secondo piano, tra la nomina del CdA Rai e le polemiche sul Mezzogiorno, l’approvazione della riforma sulla pubblica amministrazione. Con la pubblicazione il 13 agosto in Gazzetta Ufficiale della L.124/2015, inizia la prima tappa di un percorso che, come spiegato dal Ministro Madia, continuerà entro la fine dell’anno con i decreti attuativi.

PA

La legge di riordino della PA è costituita da 23 articoli con al suo interno 14 deleghe, che dovranno essere attuate con decreti legislativi; alcune misure sono già entrate in vigore e altre invece saranno presentate nei decreti con tempi di approvazione che varieranno da un massimo di 18 mesi per quanto riguarda la riforma della dirigenza e del pubblico impiego ad un minimo di 90 giorni.

Digitalizzazione e Freedom of Information Act –  Trova spazio all’interno della riforma il tema della digitalizzazione e della trasparenza, con l’intento di velocizzare le diverse pratiche che ricadono su cittadini e aziende. Nasce il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale (SPID) che, con l’utilizzo di una password personale, permetterà ai cittadini di accedere ai servizi online della PA: dalle iscrizioni a scuola, alle visite mediche, al wi-fi free, al pagamento delle tasse. Confermato nell’impianto normativo il “Freedom of Information act”, con il superamento legge 241/90 sulla trasparenza, come avevamo già scritto in precedenza su Europinione, sono eliminate le restrizioni che attualmente regolano il rapporto di trasparenza tra cittadino e PA, allargando il campo di applicazione non soltanto alle Amministrazioni, ma anche alle società partecipate e ai gestori di servizi pubblici.

Forze di polizia, Camere di Commercio, Pra, concorsi pubblici – Un testo che prevede importanti novità in alcuni settori che toccano direttamente il rapporto con i cittadini. Viene assorbito il Corpo forestale dello Stato nell’ambito di un’altra forza di polizia che verrà stabilità tramite decreto attuativo ed il personale con forze anti-incendio passerà nell’ambito dei Vigili del Fuoco. E’ una delle norme più criticate perché accorpa – ma bisogna ricordare non sopprime – un corpo di polizia che è stata in prima linea in questi anni nel contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto nella “Terra dei Fuochi” nella lotta ai reati contro l’ambiente. Inoltre, sono grandi le polemiche tra gli oramai ex forestali, preoccupati del fatto che alcune voci vorrebbero vederli confluire in una forza ad ordinamento militare mentre, ad oggi, il corpo rientrava tra quelli ad ordinamento civile.  Nell’articolo 8, che riguarda le materie di immediato interesse sociale, vi è trasferimento del Pra – Pubblico registro automobilistico in capo al ministero dei Trasporti e l’attivazione del 112 quale numero unico per le emergenze che assorbirà quelli oggi attivi. Le Camere di Commercio, da 105 verranno ridotte a 60 e infine, non varrà più il voto di laurea nei concorsi pubblici.

Il silenzio/assenso – Cambiano i rapporti tra le pubbliche amministrazioni e tra le amministrazioni pubbliche e i gestori di beni o servizi pubblici. Infatti, modificando l’articolo 17 della legge 241/90, la legge inserisce un articolo bis, il quale prevede che nei casi di acquisizione di assensi, concerti o nulla osta per l’adozione di  provvedimenti normativi e amministrativi di competenza  di  altre  amministrazioni pubbliche, le amministrazioni o i gestori  competenti  devono darne comunicazione entro 30 giorni. Tale termine viene, nei casi di esigenze istruttorie o richieste di modifica motivate e formulate, allungato di altri 30 giorni di tempo.  Se i termini decorrono e non c’è stata alcuna comunicazione, si riterrà l’assenso, il concerto o il nulla osta come acquisito.

Anche in questo caso il dibattito è passato in secondo piano poiché, sebbene da un lato c’è chi ha visto in questa scelta un chiaro esempio di semplificazione e di riduzione dei tempi nei rapporti amministrativi, dall’altra vi sono numerose perplessità perché la riforma toccherà anche i rapporti con le amministrazioni   preposte   alla   tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, e dei beni culturali, sebbene, in questi casi, il termine per il silenzio/assenso sale a 90 giorni. Inoltre, nei casi di mancati accordi tra le amministrazioni, si accentrano i poteri decisionali e di modifica in capo al Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Dirigenti pubblici, addio inamovibilità-  E’ il tema centrale della riforma, con la delega viene introdotto il ruolo unico dei dirigenti, con l’assegnazione degli incarichi in base al merito e alla formazione continua. Limiti alla durata, che possono arrivare ad un massimo di quattro anni, più un rinnovo per una sola volta di ulteriori due anni. Nel caso di un dirigente che rimane senza incarico sarà possibile il “demansionamento” a funzionario per il mantenimento del posto di lavoro e la licenziabilità rimane vincolata ad una valutazione negativa sull’operato del dirigente. Infine, viene prevista la possibilità di divieto o di revoca dell’incarico ad un dirigente che si trova in settori esposti al rischio corruzione, anche se la condanna dalla Corte dei conti al risarcimento del danno erariale non è in via non definitiva.

Siamo ad una vera svolta della pubblica amministrazione in Italia? È ancora presto per poterlo dire, di certo, questa è una riforma a 360° gradi, che più di tutte cambia i rapporti di forza all’interno della pubblica amministrazione e modifica il rapporto tra Pa e cittadini. C’è chi come Emanuele Felice su “La Stampa” l’ha ritenuta la riforma più importante fin qui messa in atto dal Governo e chi invece come i sindacati ritengono che non va a modificare ed innovare il rapporto con i cittadini.

Sicuramente, la parte più difficile sarà nella sua attuazione, tante riforme della Pa in Italia si sono arenate per le resistenze interne e tra i rivoli di una burocrazia da sempre troppo restia al cambiamento ed ancorata alle sue rendite di posizione.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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