La Repubblica del Liberland. Un nuovo microstato in Europa?

19/04/2015 di Iris De Stefano

Vít Jedlička, attivista ceco e a capo del partito per i cittadini liberi, si è autoproclamato Presidente del Liberland, microstato da lui creato, in un territorio conteso tra Serbia e Croazia ma che, a suo dire, non sarebbe mai stato reclamato da nessuna delle due nazioni

Liberland

Il numero di stati generalmente riconosciuti è di 196, di cui 193 sono membri delle Nazioni Unite (l’ultimo è la Repubblica del Sud Sudan proclamato membro il 14 luglio 2011) a cui vanno aggiunti Palestina e Città del Vaticano – entrambi con status di osservatore – ma anche Cipro del Nord e Taiwan. Dal 13 aprile però, esiste un nuovo stato, pressoché sconosciuto a tutti, la Libera Repubblica del Liberland.

Vít Jedlička infatti, attivista ceco e a capo del partito per i cittadini liberi, si è autoproclamato Presidente di un microstato da lui creato – in un territorio di appena 7 km2  – tra Serbia e Croazia. Questa porzione di territorio non sarebbe stata infatti reclamata dai due stati durante le oramai decennali dispute sui confini, nate nel 1947, taciute durante il periodo di governo di Tito e alimentate dalla disgregazione della Jugoslavia. Per questo motivo, dunque, secondo l’attivista, il territorio sarebbe potuto essere reclamato da terze parti.

Secondo la divisione tradizionale il Danubio segnerebbe il principale confine tra i due stati, salvo poi esserci, soprattutto nel settore orientale (quindi serbo), ampie zone rivendicate da entrambi i paesi. Circa 15 anni fa fu istituita una commissione ad hoc che avrebbe dovuto occuparsi di dirimere la controversia, ma a causa della mancanza di una volontà politica precisa il progetto è naufragato e i membri della commissione si sono riuniti solo due volte nel corso di un decennio.

La zona reclamata da Jedlička, anche conosciuta come Gornja Siga, sarebbe secondo l’attivista terra nullius. Nella descrizione dello stato, fornita sul sito ufficiale, si legge infatti che: “Le città più vicine sono Zmajevac (Croazia) e Bački Monostor (Provincia autonoma di Vojvodina, Serbia). Quest’area, lunga la riva ovest del Danubio non è reclamata dalla Croazia, dalla Serbia o da alcun altro stato. Poteva così esser considerato terra nullius, o terra di nessuno, fino a quando Vít Jedlička ha colto l’opportunità e il 13 aprile 2015 ha formato un nuovo stato in questo territorio – Liberland. I confini sono stati stabiliti per non interferire con i territori di Croazia e Serbia.” 

Sul sito web ufficiale dello Stato,  sono stati pubblicati i requisiti per poter chiedere la cittadinanza del nuovo Stato del Liberland. Nella procedura di registrazione, anch’essa per il momento inaccessibile, sarà necessario certificare di essere rispettosi verso le altre persone e le loro opinioni, a prescindere da razza, etnia, orientamento o religione; di rispettare la proprietà privata che è “intoccabile”, di non essere comunista, nazista, né di avere un passato violento o esser stati punito in passato per atti criminali. Sono già state diffuse inoltre notizie sulla valuta, poiché non verrà stampata moneta, ma invece saranno accettati Bitcoin e credito elettronico criptato. Sembra dunque che non verrà avanzata una richiesta formale di adesione all’Unione Europea. Ora il prossimo obiettivo è dare vita ad una Costituzione e ad un corpus legislativo, che al momento offrono un laconico “coming soon”.

In quella che evidentemente è la prima visita di stato del nuovo Presidente Jedlička, a Praga, ha dichiarato: “Siamo insoddisfatti dei nostri governi. Prendono soldi dalle tasche delle persone e li mandano ai ricchi oligarchi attraverso un sistema di sussidi. Le elezioni non possono cambiarlo perché i media sono ora sotto controllo degli oligarchi. Quindi abbiamo deciso di voler andar via. Abbiamo deciso di creare un nostro stato in una Terra Nullius.” Nella sezione notizie del sito ufficiale si legge anche che secondo dati ufficiali circa 6.000 persone si sarebbero registrate al sito e addirittura un migliaio avrebbero fatto domanda di cittadinanza.

Nonostante la pubblicazione su Twitter di una foto del Presidente in compagnia di un membro del corpo diplomatico austriaco (e l’assicurazione di aver ricevuto sostegno per la loro iniziativa da parte di vari governi stranieri) difficilmente il Liberland sarà riconosciuto dalle Nazioni Unite. I prerequisiti per l’ammissione all’Onu infatti, secondo l’art. 4 della Carta di San Francisco prevedono che sia uno stato a far domanda. Per il momento, aver aperto una pagina Facebook e piantato una bandiera non garantisce un seggio al Palazzo di vetro.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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