La Primavera del Rinascimento a Firenze

25/03/2013 di Simone Di Dato

Sarà stata certamente un’impresa ardua, ma la città di Firenze ha messo a segno quella che sarà senza ombra di dubbio la mostra dell’anno. “La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460” , questo il titolo, tenterà di illustrare la nascita di quello che ancora oggi si definisce il “miracolo” di un periodo storico irripetibile attraverso capolavori di scultura, l’arte che per prima se ne è fatta interprete. Questa volta però si tratta di fare chiarezza, di restituire rigore all’immagine generica e superficiale che domina l’immaginario comune.

Firenze, La Primavera del Rinascimento“Una mostra sulle origini del Rinascimento e al tempo stesso un’esperienza appassionante, per la bellezza e l’importanza delle opere, se attraverso quelle opere si intende spiegare il fenomeno forse più complesso, più controverso e più sorprendente dell’intera storia dell’arte. Se ognuna delle teorie messe in campo da grandi storici del XX secolo – da Wolfflin, a Warburg, a Panofsky – ha portato nel dibattito una sua parte di verità, nessuna è stata capace fin’ora di ricostruirne la formula per intero. Forse per questo, nel corso del Novecento, il primato e la specificità del Rinascimento sono stati ripetutamente messi in discussione, e lo sono tuttora” hanno spiegato i due curatori, Beatrice Paolozzi Strozzi (direttore del museo Nazionale di Bargello) e Marc Bormand (conservateur en chef al dipartimento di Scultura del Louvre).

Realizzata in stretta collaborazione con il Museo del Louvre (dove si trasferirà dal 26 settembre al 6 gennaio 2014) e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, l’esposizione sarà divisa in dieci sezioni e metterà sotto i riflettori circa centocinquanta capolavori, alcuni appena usciti da un intenso lavoro di restauro, altri invece sono frutto di importanti prestiti internazionali.

La prima parte si apre con una suggestiva panoramica sulle prime riscoperte dell’antichità e sugli “antenati” del Rinascimento: opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino e in pittura Giotto, per poi chiudersi con il mecenatismo dei Medici e delle potenti famiglie fiorentine.
Si potranno ammirare le sculture di Donatello, Nanni di Banco, Agostino di Duccio, realizzate per i grandi cantieri della città e testimonianza della creazione di un nuovo stile, ma anche le opere pittoriche di Masaccio, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Filippo Lippi, solo per citare alcuni degli artisti più importanti del tempo. Nella sezione “La storia in prospettiva” non mancheranno due nomi fondamentali: il Ghilberti e il Brunelleschi. E’ ritenuto eccezionale, infatti, lo spostamento dal fiorentino Museo del Bargello delle formelle che entrambi realizzarono per il concorso del 1401 per le porte della cattedrale.
Un ruolo determinante, nell’esposizione, lo hanno infine i prestiti internazionali: dal museo parigino, la Madonna col bambino di Donatello, in terracotta dorata, la predella con la Presentazione di Gesù al Tempio di Gentile da Fabriano. Dal British Museum arriva invece il Vaso con stemma dei Medici, prezioso e rarissimo,  la Madonna Chellini dal Victoria and Albert Museum.

Una mostra (visitabile fino al 18 agosto) che restituisce alla città toscana un primato ben preciso: quello di essere stata all’origine e non mera scenografia di un fenomeno artistico unico che non può essere svincolato dal contesto socio-politico che ha contribuito alla sua nascita, in una retrospettiva che sorprende, tanto per l’eccezionale ricchezza di opere, quanto per la novità del punto di vista che le inquadra.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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