Web: Boldrini colpisce ancora, ma questa volta esagera

14/05/2013 di Andrea Viscardi

Sino ad oggi non ci eravamo occupati del caso Boldrini e delle polemiche suscitate da alcuni suoi interventi in riferimento a diverse vignette e fotomontaggi comparsi sul web. Non l’avevamo fatto perchè, diciamocelo, su quanto accaduto due settimane fa la Presidente della Camera aveva le sue buone ragioni. Inoltre c’erano argomenti più importanti da affrontare e pensavamo che, qualcuno, potesse richiamarla all’ordine prima che la situazione scappasse di mano. Ma così, evidentemente, non è stato.

Boldrini, satira e web
Fonte: Servizio Pubblico

Finto nudo – La miccia che aveva fatto esplodere l’ex portavoce dell’Alto Commissario per i Rifugiati dell’ UNHCR era stata una falsa foto che la ritraeva nuda. La foto,  divulgata già da alcuni giorni su Facebook, era stata condivisa da un giornalista, Antonio Mattia. Risultato? Scattata subito l’indagine per diffamazione, polizia in casa – senza mandato, a detta di Mattia – e sequestro del computer. Quindi erano state riportate delle dichiarazioni, smentite, in cui il Presidente della Camera affermava la necessità di introdurre delle regolamentazioni alla legislazione riguardante il web. In questo primo caso, obbiettivamente, non era tanto un intervento atto a fare satira, quanto a diffamare una persona spacciando per vera una foto che ritraeva, in realtà, un altro soggetto. Gli estremi per portare la cosa anche in tribunale, insomma, c’erano tutti.

I sette samurai – Così, dopo aver smentito di essere stata direttamente lei ad aver fatto pressioni per un intervento di questo tipo, tanto fulmineo quanto anomalo, è iniziata a girare la voce (non confermata) che sette agenti della divisione crimini informatici sarebbero stati messi a lavorare, su richiesta della Presidentessa, per scovare eventuali altre diffamazioni di questo tipo e intervenire prontamente. Una misura esagerata, soprattutto considerando che, in quel dipartimento, vi sono crimini ben più seri, come la pedofilia, di cui occuparsi.

Bodlrini, il web e la satira
Fonte: Dagospia

Quiete prima della tempesta – Oggi, quindi, il Giornale riporta un nuovo caso. Se veritiero, questa volta si tratta di un fatto molto grave. Già, perché – ribadiamo – la foto dell’episodio appena raccontato aveva chiari intenti diffamatori. Lo stesso invece non vale per quanto accaduto ad Alessandro M., emiliano. Questi aveva pubblicato sui social un fotomontaggio a scopo satirico, avente per protagonista la famigerata Boldrini. Ecco allora che il giorno dopo, con una rapidità sconcertante, si presentano alla sua porta gli agenti della polizia postale di Bologna, con un mandato firmato dal pm romano Luca Palmara. Il ragazzo, palesemente turbato, è stato invitato a togliere le foto pubblicate e anche i commenti, quali “Popolo del tweet, inviamo un fotomontaggio osè al presidente Laura Boldrini, che ci denunci tutti, come in Corea”.

Boldrini, tra satira e web
Fonte: Servizio Pubblico

Satira e Politica, una storia antica – Forse il neo Presidente della Camera non è ben conscia di quanto, in tutto questo, l’unica a rimetterci sia lei stessa e l’immagine che tanto vuole difendere. La satira – perché nel secondo caso si sta parlando di questo – è un’arte di lunga tradizione, risalente addirittura all’antica Grecia. Nel 1892 nasceva a Roma “L’Asino”, giornale di satira che ha accompagnato settimanalmente gli italiani sino al 1925. Sino al 1925, perché poi, qualcuno, pensò bene di mandare più e più volte alla sua porta le squadracce fasciste. Prima di Lei, Presidente Boldrini, sono stati colpiti da questa terribile minaccia chiamata satira o “sfottò”, personaggi di ogni tipo: Giolitti, Churcill, Craxi, Berlinguer, Andreotti e ogni sorta di personaggio pubblico di una certa importanza. Cosa avrebbe dovuto fare uno dei massimi antagonisti politici del suo partito, come Silvio Berlusconi, di fronte ad un video di qualche anno fa – divenuto virale in breve tempo – in cui il suo sosia, Antonini, si lasciava andare a gesti non proprio pudici nei confronti di una vigilessa e spacciato, su tutti i social network, come un video reale? Per non parlare di Rosy Bindi – basti vedere la galleria di fotomontaggi presenti su Dagospia – giusto per essere bipartisan.

Lei è una donna intelligente, dovrebbe capire come, a volte, una risata, innanzi a episodi di questo tipo, potrebbe mostrare la levatura politica e intellettuale di una persona. Atteggiamenti persecutori e così forti come i suoi, invece, tendono a far emergere una tendenza alla chiusura mentale ed evidenziano quella presunzione secondo cui la legge, quando si toccano certe persone, debba essere più uguale che per altri.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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