La “nuova” Alitalia fa pulizia dei contratti

21/05/2015 di Enrico Casadei

La compagnia aerea ha disdetto la partnership con Air France-Klm. Alla scadenza del 2017 non verranno quindi rinnovati gli accordi in essere tra i due vettori aerei.

Alitalia

La compagnia aerea franco olandese era entrata con il 25% delle quote nell’Alitalia dei “capitani coraggiosi”, ma Alitalia è ora una società totalmente nuova grazie anche al cavaliere bianco Etihad. Dall’ingresso con il 49% nell’azionariato della compagnia aerea italiana, Air France ha perso il ruolo di spicco e la possibilità di influenzare le decisioni. Ciononostante Alitalia non ha sic et simpliciter rotto i rapporti con la società d’oltralpe, ma è arrivata alla decisione dopo aver preso atto dell’impossibilità di rinegoziare le posizioni contrattuali.

Gli accordi, ricorda l’amministratore delegato di Alitalia, Silvano Cassano,  sono stati siglati nel 2009 e nel 2010 “in un contesto economico allora molto diverso “. Accordi che Cassano definisce “non più vantaggiosi” perché “favoriscono la controparte” in quanto “limitano la nostra capacità di ridisegnare il nostro network, e la possibilità per Alitalia di conseguire una sostenibilità di lungo termine delle proprie attività”. Quindi, “nell’interesse della trasparenza e della chiarezza per tutti i soggetti coinvolti, abbiamo ritenuto necessario annunciare la nostra intenzione di non rinnovare tali accordi alle condizioni attuali”.

Alitalia non avrebbe chiuso la porta in faccia a nessuno e anzi sarebbe disponibile, spiega Cassano, a “ulteriori confronti per raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile” perché “abbiamo comunicato ad Air France-Klm che siamo disposti a discutere accordi piú equi a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, ma finora non siamo pervenuti a questo risultato”.

Gli accordi, spiega una nota di Alitalia, disciplinano i servizi passeggeri gestiti dai tre vettori tra l’Italia e la Francia (e oltre) e tra l’Italia e i Paesi Bassi (e oltre), e il marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi Cargo Belly di Alitalia gestiti da Air France-Klm. Gli accordi originali – aggiunge la compagnia italiana – sono stati definiti da Alitalia Cai (la compagnia del primo salvataggio) nel 2009 e nel 2010 e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia Sai (la nuova compagnia a seguito del secondo salvataggio) nel gennaio del 2015.

“Nei nostri piani – ha spiegato ancora il manager – puntiamo inoltre a fornire soluzioni Cargo competitive per l’industria manifatturiera italiana, la seconda più grande in Europa, che ha sempre più bisogno di esportare merci in tutto il mondo”. Perciò la gestione autonoma di tali attività avrebbero un potenziale “molto importante” di sviluppo del fatturato.

La scelta si inserisce in un quadro di crescente tensione tra le grandi compagnie europee e gli operatori del Golfo. Una cosiddetta guerra dei cieli. Un anno fa, quando all’orizzonte di Alitalia, allora Compagnia Aerea Italiana, non c’era ancora la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi, i vertici di Air France e Lufthansa avevano infatti chiesto all’estone Siim Kallas, vicepresidente della Commissione Ue con delega ai Trasporti, di tenere sotto stretto controllo gli investimenti del Golfo nei vettori europei

Alitalia ha anche deciso di uscire dall’Aea, Association of European Airlines finalizzata a rappresentare le compagnie aeree all’interno dell’Unione Europea, perché, spiega in una nota il vettore, “le compagnie aeree europee possono avere successo nel mercato globale solo accettando le sfide della liberalizzazione, sviluppando nel contempo investimenti, posti di lavoro e nuovi servizi per i consumatori globali”.

Sembra quindi completato o quantomeno intrapreso con decisione il percorso di rinnovamento di Alitalia, solo il futuro potrà dirci se dalle ceneri risorgerà la compagnia di bandiera italiana.

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Enrico Casadei

Nasce a Bologna nell’aprile del 1988, tuttavia ha vissuto sempre a Cesena, in piena Romagna. Consegue la laurea in Giurisprudenza nel 2013 e in Consulenza Aziendale l’anno successivo presso la Luiss Guido Carli di Roma, e sempre con lode. Per un semestre ha esercitato la pratica forense, dopodiché ha deciso di cambiare strada.
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