La mezza vittoria della Banca Centrale Europea

29/11/2013 di Giovanni Caccavello

Nessuno ne ha parlato, ma quello che sta accadendo a Karlsruhe rinforza la BCE e l’obiettivo di Mario Draghi di trasformare l’istituto monetario in una vera Banca Centrale

Corte Costituzionale tedesca, Germania, OMT e Mario Draghi

Karlsruhe – La Corte Costituzionale Tedesca, situata a Karlsruhe, ha deciso di non pronunciarsi sul programma di “Operazione Monetarie Definite” (OMT), di cui avevamo parlato in un precedente articolo del 27 Settembre. La notizia, apparentemente innocua ma in realtà di notevole rilevanza, arriva direttamente dall’agenzia di stampa “Reuters” la qualche spiega come i giudici di Karlsruhe non vogliano prendersi l’intera responsabilità di schierarsi né con il Parlamento Tedesco, né con la Banca Centrale Europea. Argomenti economici così delicati sono difficili da affrontare durante una crisi economica capace di lacerare molti stati Europei e, soprattutto, quando riguardano il futuro dell’intera Euro-Zona, nonchè delle politiche monetarie europee.

La decisione – Più di 35.000 tedeschi, capitanati dal capo della Bundesbank Jens Weidmann e dagli economisti leader del neo-nato partito “Alternativa per la Germania” (AfD), avevano sollevato dubbi sulla validità costituzionale del programma lanciato da Draghi. A fine estate 2012, quindi, il Programma di Operazioni Monetarie Definitive era stato portato alla Corte Costituzionale di Karlsruhe che, a suo tempo, aveva comunicato di avviare un analisi approfondita delle OTM entro fine Settembre e di pronunciare la sentenza entro la fine del 2013. Il 21 Novembre, esattamente una settimana fa, la Corte, ha invece fatto sapere che si occuperà del caso solo nel tardo 2014, senza lasciare trapelare ulteriori informazioni. Inoltre, bisogna ricordare che, nel corso dei precedenti incontri, aveva già approvato informalmente le OTM, enfatizzando il fatto che è il parlamento Tedesco a doversi esprimere in modo chiaro.

BCE, Corte Costituzionale Germania e OMT
Mario Draghigiov

La motivazione ufficiale di tale decisione è stata comunque svelata da alcuni addetti ai lavori e da un economista europeo tedesco di rilievo di Goldman Sachs: “Sappiamo ormai quasi per certo che la Corte Costituzionale non si opporrà al Programma OTM in modo tale ma metterlo in pericolo. Quando deciderà di pronunciarsi sarà, nel caso, solo per ottenere delle garanzie ulteriori su determinati aspetti del programma stesso, senza però metterlo in discussione”.

Mezza Vittoria – Non possiamo parlare quindi di vittoria completa da parte di Draghi e della Banca Centrale Europea, ma la decisione della Corte Costituzionale di Karlsruhe avrà sicuramente rincuorato gli animi di molti economisti in quel di Francoforte. L’Euro-Zona è a rischio deflazione (alcuni paesi hanno giù un tasso di inflazione negativo) e la crescita economica è molto debole ed instabile. La decisione di non pronunciarsi contro il programma OMT lascia quindi più opzioni di manovra ad un “Comitato Esecutivo” che sembrava incominciare a scarseggiare di immaginazione economica in questi ultimi mesi.

La decisione avrà fatto piacere, sicuramente, a Mario Draghi che ha così incassato l’ennesima vittoria, dopo le molte conseguite da quando entrato nella EuroTower. L’obiettivo ormai poco nascosto dell’attuale presidente della BCE è quello di trasformare l’istituto monetario in una vera Banca Centrale, che non badi solo al controllo dei prezzi, ma si occupi anche di essere un prestatore di ultima istanza in qualsiasi occasione, come avviene il tutto le Banche Centrali veramente indipendenti.

Critiche – Facendo un po’ di sana e costruttiva critica a Jens Weismann e alla Bundesbank, si potrebbe dire che, ad oggi, l’unico vero azionista di maggioranza dalla BCE sia proprio la Banca Centrale Tedesca che ha saputo imporre la sua egemonia sulla creazione e sul comportamento della Banca Centrale Europea. Dalla nascita ad oggi, infatti, la BCE ha uno scarso livello di “accountability”, cioè non ha un istituzione Europea che recepisca le sue decisioni e ne possa cambiare lo statuto attraverso una semplice maggioranza, come invece avviene negli Stati Uniti tra la Federal Reserve e il Congresso. In mancanza di un vero Parlamento Europeo, sono così i singoli paesi (nel caso specifico proprio la Germania) che possono impugnare una causa contro la Banca Centrale nel caso in cui sembri che il livello di indipendenza dell’istituto possa venire meno. Inoltre, per finire e per essere economicamente ancora più corretti, bisognerebbe ricordare a Weismann & Co. come la BCE sia stata costruita enfatizzando quale unico obiettivo quello della stabilità dei prezzi. Tutti gli altri taget economici, dalla stabilità finanziaria all’occupazione, sono stati messi in secondo piano e caricati sulle spalle dei politici. Fortunatamente la Corte Costituzionale di Karlsruhe è rimasta imparziale ed è rimandato la palla nel campo “avversario” ed i motivi per essere ottimistici nel medio-lungo termine ci sono.

In caso in cui però i vertici tedeschi continueranno ad opporsi alla creazione di una vera Unione Monetaria e Politica governata da una vera Banca Centrale e da un Parlamento che legiferi in modo efficace, sarebbe economicamente e politicamente corretto tornare alle singole valute, lasciando difendere l’Euro solo agli ultimi appassionati Europeisti “Romantici”.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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