La legittima difesa domiciliare

04/05/2016 di Marco Bruno

Negli ultimi mesi, il dibattito sulla legittima difesa ha raggiunto scontri anche molto aspri sia in politica che nella società civile. L'innovazione più importante in materia è giunta nel 2006 quando sono stati introdotti due commi all'art. 52 del codice penale, cioè l'articolo che si occupa proprio della legittima difesa: vediamo di cosa si tratta.

Negli ultimi mesi, il dibattito sulla legittima difesa ha raggiunto scontri anche molto aspri sia in politica che nella società civile. Sempre più spesso si è assistito a casi di proprietari di casa che hanno ucciso o ferito ladri che erano entrati in casa nel tentativo di compiere un furto o una rapina. La legge in tal senso, non chiarisce del tutto. L’innovazione più importante in materia è giunta nel 2006 quando sono stati introdotti due commi all’art. 52 del codice penale, cioè l’articolo che si occupa proprio della legittima difesa. Questa novella chiarisce che è possibile fare uso di armi legalmente detenute nella propria abitazione al fine di difendere la propria o altrui incolumità o i propri beni se non vi è desistenza o vi è pericolo di aggressione. Alla propria abitazione è stata parificato anche il luogo in cui si svolge attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Occorre precisare, che nel caso specifico, una parte della dottrina ritiene che non è necessario che l’attività si svolga nei luoghi suddetti al momento dell’aggressione: ad esempio, nel caso in cui questa avvenga nell’orario di chiusura, sono integrati i presupposti della scriminante. La presunzione ammette prova contraria, per evitare la possibilità che il bene vita dell’aggressore venga sempre sacrificato per difendere il bene patrimoniale dell’aggredito. Se infatti fosse sempre ammissibile una situazione di questo tipo, tale condizione si porrebbe in contrasto con la Costituzione e con le norme della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo, e stravolgerebbe del tutto l’impianto, in quanto sarebbe postulato il rapporto di proporzione anche nei casi in cui manchi in concreto. Altro punto importante riguarda il luogo in cui avviene l’aggressione; secondo una parte della dottrina, sarebbe possibile reagire in azione di legittima difesa anche quando l’aggressore si trovi all’esterno dell’edificio, ma una ricostruzione di questo tipo non è accettabile a causa del requisito testuale dell’articolo in questione “all’interno di”.

Tale istituto trova fondamento riguardo al tema dell’autotutela. Si definiscono in questo modo i casi in cui si reagisca personalmente ad un torto subito (in questo caso un’aggressione tramite ingresso in casa) derogando il monopolio pubblico dell’uso della forza. A questo proposito ha fatto scuola una sentenza storica della Corte di Cassazione, giunta nel 2014, relativamente alla natura giuridica della legittima difesa domiciliare. Il caso in questione, che riguardava un proprietario di casa che ha sparato al ladro intento a rubare la propria autovettura, si è poi trasformato in un caposaldo giurisprudenziale. Secondo la Cassazione, si ha a che fare con un’ipotesi speciae di legittima difesa e non si ha una scriminante autonoma. Ciò è molto importante, poiché oltre ai due presupposti già individuati in precedenza, è necessario che il giudice accerti anche i requisti del primo comma, e cioè quello originale, dell’art. 52, ovvero: pericolo attuale, offesa ingiusta, inevitabilità della reazione offensiva. E’ stata cosi esclusa la seconda teoria, secondo cui gli elementi erano del tutto autonomi e dovevano essere previste differenze non irrilevanti nell’ambito della decisione da parte del giudice. Ciò significa che le possibilità in cui venga effettivamente riconosciuta la legittima difesa domiciliare sono poche, dato che devono necessariamente concordare tutti e tre i commi previsti dall’art. 52, situazione tutt’altro che facile considerando anche un orientamento giurisprudenziale che da quasi sempre la prevalenza al bene della vita, seppur di un criminale o potenziale tale piuttosto che al bene patrimoniale anche se di un soggetto inevitabilmente impaurito e poco lucido nel momento in cui agisce di reazione.

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Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
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