Lega Nord e Forza Italia: storia di un matrimonio – II parte

12/02/2015 di Luca Andrea Palmieri

Si completa la storia dello stretto rapporto politico tra il Carroccio e il partito di Berlusconi: esaminiamo il periodo dagli anni 2000 ad oggi, tempo dei maggiori successi e del peggiore crollo delle due forze politiche. Fino ai giorni nostri, ed al clamoroso sorpasso nei sondaggi: è la Lega il primo partito di centro-destra?

Eravamo rimasti al 1996, con la vittoria di Romano Prodi alle elezioni politiche dopo che la Lega, nel tentativo di diventare ago della bilancia per la formazione del Governo, era andata da sola alle elezioni. Fu una sconfitta su tutti i fronti sia per Berlusconi che per Bossi. E’ anche per questo probabilmente che di lì a poco, il Carroccio avrebbe radicalizzato le proprie posizioni: iniziò il periodo – foriero di mille polemiche – della spinta secessionista . A dir il vero non fu un periodo felice per il partito padano, le cui nuove posizioni finirono per causare scontri interni. Importanti esponenti come Vito Gnutti e Irene Pivetti (Presidente della Camera in quota leghista nel 1994, a soli 31 anni) lasciarono il movimento, il primo di sua spontanea volontà, la seconda espulsa.

L’amore ritrovato – Seguì, nel ’99, il crollo alle elezioni Europee, con un 4,5% totale. E’ da questo periodo che torna con prepotenza l’alleanza con Silvio Berlusconi. L’amore ritrovato portò subito bene. La coalizione di centro-destra per le regionali del 2000 – comprensiva anche di AN e dei partiti di centro – vinse alla grande e portò alle dimissioni del Governo D’Alema II, figlio della crisi tra Prodi e la sinistra di Bertinotti. Le politiche del 2001 riportarono Berlusconi e la Lega al Governo, anche se per quest’ultima i risultati furono pessimi. Per la parte maggioritaria vennero eletti solo 47 Parlamentari leghisti. Al proporzionale, Bossi e i suoi presero solo il 3,9% (peggior risultato di sempre alle politiche), non eleggendo nemmeno un deputato. Tuttavia l’ex Cavaliere non fu ingeneroso con gli alleati: Bossi fu fatto Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devolution, Roberto Castelli ottenne il dicastero della Giustizia e Maroni quello per il Lavoro e le Politiche Sociali.

Un periodo difficile – Iniziò così il periodo d’alleanza più lungo tra i due partiti, undici anni, andato avanti senza interruzioni nonostante momenti difficili. Come l’ictus di Bossi nel 2004, e la sconfitta alle politiche del 2006, nonostante una nuova legge elettorale a firma leghista: la Calderoli, più nota come Porcellum. Il sostanziale pareggio portò, per poche ore, a considerare già la possibilità di un governo di larghe intese – eventualità durata poco proprio a causa della forte reazione di Bossi e per l’indisponibilità di Romano Prodi a farsi da parte.

Lo stesso 2006 fu un anno di ulteriori delusioni per il centro-destra: la riforma costituzionale per il decentramento politico e amministrativo, la cosiddetta Devolution, aveva completato i suoi quattro passaggi tra Camera e Senato nel novembre 2005. Riforma molto cara alla Lega e appoggiata da Berlusconi, la Devolution doveva passare un ultimo step: il referendum istituzionale. Che però, nel giugno 2006, fu bocciato, col 61,3% di “no”.

Lega-Fi-Zaia
Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Il PdL e il ritorno al Governo – Come noto, neanche il secondo governo Prodi durò a lungo, schiacciato dalla sua debolissima maggioranza e dal tradimento dell’Udeur di Clemente Mastella. Alle elezioni del 2008 vi era una novità: Forza Italia e AN si erano riuniti nel PdL. La Lega aveva declinato l’invito, pur confermando l’ormai saldissima alleanza. Dal blocco storico di centro-destra era uscito solo l’Udc di Pierferdinando Casini. Eppure i favori del pronostico erano tutti per Berlusconi e Bossi. Il Carroccio, come ogni volta che partiva dall’opposizione, era particolarmente forte. Così il centro-destra vinse le elezioni col 46,3% dei voti, di cui circa il 38% andò al Pdl e poco più dell’8% alla Lega, che ottenne anche quattro ministeri.

Fu il periodo forse migliore in assoluto del matrimonio tra Berlusconi e la Lega: dopo gli ottimi risultati singoli delle Europee del 2009 (Pdl al 35,26%, Lega Nord ben al 10,21%, con vette del 28,4% in Veneto e un eletto persino in Toscana), la coalizione ottenne ottimi risultati al nord anche alle regionali nel 2010, riuscendo a eleggere Luca Zaia in Veneto, Roberto Formigoni in Lombardia e Roberto Cota (la cui elezione sarà poi annullata) in Piemonte. In Veneto, in particolare, la Lega fu primo partito con il 35,55%. Un’avvisaglia per Berlusconi e i suoi? Difficile a dirsi, perché da lì in poi la situazione iniziò a precipitare per tutto il centro-destra, ed anche il lungo matrimonio tornò ad esser messo in discussione:

Il precipizio – La crisi finanziaria internazionale aveva preso a farsi sentire con forza anche nel nostro paese. La situazione economica peggiorava rapidamente, mentre Berlusconi e Fini erano impegnati più che altro a litigare. Il Pdl si spaccò, lasciando in eredità una maggioranza molto più risicata. La Lega mantenne l’alleanza elettorale fino alle Amministrative del 2011, dove però il centro-destra perse spesso (clamorosa la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano, candidato di Sel e primo sindaco meneghino di centro-sinistra dal 1993). A novembre il Governo Berlusconi cadde, sostituito dal Governo tecnico di Mario Monti. Il Pdl decise di sostenerlo, ma la Lega no: per la prima volta in undici anni l’asse tornò a rompersi, il matrimonio era di nuovo in crisi.

Una crisi interna ben più grave colpì la Lega stessa: Nell’aprile 2012 partì l’inchiesta Belsito, che metterà in evidenza malaffare e numerosi sprechi nel partito, costringendo alle dimissioni buona parte dei leader, compreso Umberto Bossi. La gestione del Carroccio, nel suo momento più buio, passò a un triumvirato guidato da Roberto Maroni. Il nuovo leader, tra l’altro, era già da tempo in rotta con la vecchia dirigenza: voci di corridoio ventilavano che fosse stata messa in discussione anche l’alleanza di centro-destra. Maroni, vinto il congresso, diventò segretario della Lega a luglio dello stesso anno. L’alleanza tuttavia non saltò e, in un clima di grande incertezza, si tornò alle elezioni, nel 2013: tutto andò storto. La coalizione, per la prima volta, non raggiunge neppure il 30%. La Lega fece circa il 4% dei voti, uno dei suoi peggiori risultati; il Pdl arrivò intorno al 22%, perdendo più di 15 punti rispetto al 2009. L’unico successo fu proprio quello di Maroni, che divenne presidente della Regione Lombardia, contribuendo a contenere il calo del centro-destra al nord.

Dal Governo Letta ad oggi – Il resto è storia politica recente: dopo il caos post-elettorale nacque il Governo Letta, con dentro Berlusconi – è il periodo del ritorno di Forza Italia – ma non la Lega: fu l’ultima separazione tra le due forze politiche. Nel mentre, il quadro politico nazionale stava cambiando. Le elezioni evidenziarono il prorompente ingresso in campo del Movimento 5 Stelle. Matteo Renzi diventò prima segretario del Pd e poi Primo Ministro. Berlusconi decise di non appoggiare direttamente il Governo, ma nacque in quel periodo il Patto del Nazareno. Così, fino alla settimana scorsa, Forza Italia ha partecipato – e votato – per la stesura delle riforme istituzionali.

Il 15 dicembre 2013 Matteo Salvini è diventato ufficialmente nuovo segretario della Lega Nord, dopo aver vinto le primarie interne, con l’82% dei voti, contro Umberto Bossi. Come accennato, la nuova leadership riporterà il Carroccio, ormai da tempo virato su posizioni istituzionali, al linguaggio delle origini. Oltre all’immigrazione, il nemico non è più “Roma Ladrona”, ma l’Europa, e in particolare l’Euro. Tornano i messaggi semplicistici e diretti, torna la vicinanza alla base. Alle Europee si vede una crescita, con un 6,15% aiutato proprio dalla retorica antieuropea, nonostante la bassa affluenza. Ma è alle Regionali in Emilia Romagna del 23 novembre scorso che viene ratificata l’esplosione. L’affluenza è la più bassa di sempre, ed il Pd vince agevolmente nella sua roccaforte. Ma il Carroccio ottiene quasi il 20%, praticamente doppiando Forza Italia. Il partito di Berlusconi è ai suoi minimi storici: è strozzato dai fallimenti del passato, dalle guerre intestine e dalla stanchezza di un Berlusconi che, ormai, non pare più avere né le forze né la voglia di portare avanti la sua creatura. Manca però un erede in grado di traghettarla. Così, la media degli ultimi sondaggi, vede per la prima volta la Lega Nord avanti di 2 punti.

E’ un sorpasso storico, probabilmente aiutato dall’ultima grande sconfitta del centro-destra: l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. La furia di Berlusconi e dei suoi e l’inasprimento delle posizioni dei giorni scorsi ha così portato al ritorno del matrimonio più lungo. Berlusconi e Salvini, Forza Italia e la Lega, sono di nuovo insieme. Come ventuno anni fa. Solo che oggi, i rapporti di forza sembrano essere invertiti. La storia durerà ancora a lungo?

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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