La LARP mania: per nerd e affini

03/02/2015 di Ginevra Montanari

I giochi di ruolo dal vivo che hanno maggior presa sugli italiani, sono quelli di sfondo fantasy o surreale, oppure i murder party: dei veri e propri gialli, spesso ambientati in palazzi d'epoca, o in castelli pittoreschi, in cui si indaga sull'omicidio che apre la competizione.

Giochi di Ruolo dal Vivo

Il termine gioco di ruolo (dall’inglese Role Play) fu utilizzato per la prima volta dallo psicologo Jacob Levi Moreno, nel 1934; dopo aver sperimentato nel 1921 il “teatro della spontaneità”, nel 1930 emigrò negli Stati Uniti, dove mise a punto la tecnica dello psicodramma, ancora oggi utilizzata in psicoterapia: il paziente recita, con l’aiuto di alcuni assistenti, una situazione particolare del suo passato in cui si scontra con un nemico; poi i ruoli s’invertono, e il soggetto deve impersonare il suo stesso antagonista, in un tentativo di comprendere i sentimenti dell’altro.

Questa prima accezione teorica del termine, non ha niente a che vedere con il gioco di ruolo inteso come attività ludica; i giochi “nerd” inscenati in tutto il mondo, mostrano forse radici più profonde, che si manifestano fin da bambini: quando i piccoli giocano con la fantasia – costruendo una nave spaziale in cartone, indossando un cappello da cow-boy, o prendendo il the con le bambole, giocando insomma a impersonare gli eroi di un film mentale tutto loro – non realizzano forse il gioco di ruolo più semplice di tutti? Il classico “Facciamo finta che…” dei bambini, è uno show creativo e spontaneo molto più antico del 1934. Poi si cresce, ma non tutti vogliono rinunciare alla magia dei giochi d’infanzia. Più appassionanti dei comuni incontri virtuali e da tavolo, sono certamente quelli dal vivo, in cui gioco, recitazione, e credibilità si intrecciano in un mix perfetto.

I GRV (giochi di ruolo dal vivo) – in inglese LARP (live action role-playing) – che hanno maggior presa sugli italiani, sono quelli di sfondo fantasy o surreale, oppure i murder party: dei veri e propri gialli, spesso ambientati in palazzi d’epoca, o in castelli pittoreschi, in cui si indaga sull’omicidio che apre la competizione; il successo di questi eventi alla Agatha Christie porta ad un’ultima attuale applicazione: il training scolastico o aziendale. Nel training aziendale, il murder party si traduce in argomento e ispirazione, con il coinvolgimento non di soli attori, ma anche di filosofi e psicologi. Sono molte le aziende che promuovono per il loro personale addestramenti del genere, sia negli Stati Uniti, come sempre più innovativi in questi argomenti, ma anche in Italia. Le finalità sono quelle del team building e del problem solving.

I LARP sono attività ludiche di origine teatrale, in cui i giocatori interpretano un ruolo, un personaggio, sulla base di un canovaccio fornito da chi organizza la sessione (incontro di qualche ora). Un codice di regole definisce i limiti e le irregolarità, permettendo anche ad elementi irreali e fantastici, come la magia, di rientrare nel ventaglio di opzioni selezionabili dai giocatori.

Chi organizza la sessione di gioco, il master (o narratore), si occupa di fornire ai giocatori i tratti del mondo in cui dovranno muoversi, tratteggiando con dettagli via via più complessi l’ambiente in cui l’azione si svolge, e gestirà i personaggi secondari: i nemici e gli antagonisti, le creature fantastiche, tutti classificati sotto il nome di personaggi non giocanti (PNG), e le forze naturali e sovrannaturali dell’ambientazione, come lo svolgersi degli eventi secondo una precisa linea temporale, le forze politiche o le divinità. Normalmente si gioca in gruppi, per facilitare la socializzazione, e ogni giocatore crea il personaggio che interpreterà nel gioco; oltre a definirne il nome, il carattere, e la storia passata, dovrà stabilire gli scopi, le motivazioni che lo spingeranno ad agire, gli ideali, la sua fede e, in generale, tutto ciò che può donare spessore e profondità, per dare coerenza ad ogni azione.

Di solito si tratta di singole sessioni, ma possono durare anche per più giorni, o addirittura per anni, con un cast di giocatori che si evolve nel tempo assieme all’ambientazione. Uno dei LARP italiani più conosciuti, che nella primavera 2014 ha raggiunto 1101 partecipanti, è Battle for Vilegis: “In un mondo fantasy, tra spade e incantesimi, quattro casate si sfidano per il controllo di Vilegis. Solo una conquisterà il titolo di Alto Guardiano, tra battaglie, intrighi, missioni e sotterfugi. Armati e difendi il tuo vessillo: la gloria ti aspetta”. Oppure il più macabro Doom Valley, che non potrà non essere apprezzato dai fan del fumetto e della serie The walking dead, o dagli appassionati del genere zombie: “Quando il mondo viene scosso da una catastrofe, quando l’umanità rischia l’estinzione, è tempo per i sopravvissuti di reagire… e combattere. Tra non morti, briganti e altri gruppi di sopravvissuti, dovrai cercare cibo, armi e un posto sicuro dove passare la notte. L’obiettivo è semplice: vedere la prossima alba”.

E per tutti i babbani amanti di Harry Potter: volete ancora andare ad Hogwarts? Be’, andare a studiare magia in un castello non è più impresa impossibile. Nasce infatti in Polonia lo Czocha College of Witchcraft and Wizardry, il primo college dedicato agli studi di magia e stregoneria. Le case sono sempre quattro, ma con nomi diversi, probabilmente per sfuggire ai diritti d’autore,   e si svolgono le stesse attività dei libri, tra lezioni, balli del ceppo, missioni e passeggiate lungo il lago. Circa 200 gli aspiranti studenti che hanno partecipato al primo appuntamento di novembre. Il corso dura quattro giorni e la seconda sessione aprirà ad aprile 2015.

Ovviamente i costi non sono una sciocchezza, per nessun gioco di ruolo ben fatto; sia per via di tutto il lavoro che richiede un raduno del genere, tra scenografia, trame, cibo, organizzazione e via dicendo, sia per via delle armi, dei gadget e dei costumi, che bisogna trovare da sé. È pur sempre un incontro di appassionati del genere, un gioco per nerd e affini. Un hobby strambo per persone un po’ svitate e fuori dagli schemi. Sicuramente meglio che guardare l’isola dei famosi.

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Ginevra Montanari

Nasce a Roma il 4 settembre 1993. Diplomata al liceo linguistico europeo Sacro Cuore, attualmente frequenta la facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Da sempre appassionata di cinema, musica e teatro.
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