La “Große Koalizion” approva il salario minimo

05/04/2014 di Giovanni Caccavello

Mercoledì 2 Aprile il governo tedesco ha approvato la proposta di legge che introdurrà il salario minimo a partire da 1° gennaio 2015

1 Gennaio 2015 – Il governo tedesco in formato “larghe intese” introdurrà il salario minimo. Socialisti e Cristiani-Democratici, come stabilito a metà dicembre 2013 dal patto di coalizione, hanno votato a favore del provvedimento che garantirà a oltre 3,7 milioni di persone un salario più alto a partire dal 1° gennaio 2015. Secondo i sondaggi tedeschi condotti dallo Spiegel, la principale rivista settimanale tedesca, circa l’80% dell’elettorato risulta essere soddisfatto o parzialmente soddisfatto dalla decisione di introdurre un salario minimo pari a 8,50 euro all’ora.

Provvedimento – Il provvedimento, uno dei primi risultati importanti ottenuti dalla “Große Koalizion”, entrerà in vigore a partire dall’anno prossimo ma verrà esteso a tutti i lavoratori nel corso dei due anni successivi. Il testo, approvato al Bundestag mercoledì 2 aprile, prevedere l’entrata a pieno vigore della legge solo a partire dal 1° gennaio 2017.

Il salario minimo, che risulterà essere più basso rispetto a quello francese (pari a 9,53 Euro all’ora) e più alto rispetto a quello britannico (equivalente a 7.60 Euro per la fascia di lavoratori part-time e a tempo pieno con più di 21 anni) non verrà applicato a tutte le categorie. Non riceveranno alcun tipo di salario minimo tutti i lavoratori al di sotto dei 18 anni e tutti i lavoratori, precedentemente disoccupati per più di un anno, che ottengono un lavoro per una durata di meno di sei mesi. Anche i neoassunti non riceveranno il salario minimo nel corso del loro primi sei mesi di lavoro mentre tutte quelle aziende che rispetteranno nel corso del 2015 i loro contratti collettivi, potranno pagare meno del salario minimo fino la fine del 2016.

I pro… –  Il ministro del lavoro Andrea Nahles, appartenente al Partito Social-democratico tedesco, ha spiegato come al momento ci sono troppe persone in Germania che guadagnano troppo poco rispetto al lavoro che svolgono. E’ giusto che chi lavora possa guadagnare di più perché lavorare non vuol dire solamente vendere prodotti ma significa anche essere retribuiti in modo equo”. Tra le varie motivazioni del governo viene spiegato anche come il provvedimento punti a rilanciare la domanda interna e permettere alla Germania di poter dipendere di meno dall’export.

Questa decisione, inoltre, potrebbe avere degli impatti positivi anche a livello europeo. L’export di beni di consumo verso la Germania potrebbe aumentare permettendo a paesi come l’Italia e la Francia di trarre dei benefici. Difficile fare un stima di quanto l’Italia possa guadagnare in export ma certo è che da un punto di vista prettamente “nazionalista” si potrebbe facilmente dire che tutte le aziende Italiane che esportano nei lander tedeschi saranno felici di ricevere questa notizia.

..ed I contro – Secondo molti, invece, la mossa effettuata dal governo farà semplicemente aumentare la disoccupazione. Secondo Deutsche Bank e l’IFO (Istituto di ricerche economiche di Monaco di Baviera) l’introduzione del salario minimo porterà nel corso dei prossimi anni al licenziamento di oltre 900,000 posti di lavoro, di cui la maggior parte part-time oppure all’equivalente di circa 340,000 posti di lavoro a tempo pieno.

Klaus Zimmermann.
Klaus Zimmermann.

Secondo il professor Klaus Zimmermann, professore di economia presso l’Università di Bonn, il governo tedesco non sembra intenzionato ad esaminare con attenzione la materia. Secondo alcuni studi indipendenti condotti dall’Istituto Tedesco per gli studi sul lavoro, circa 600,000 persone, principalmente donne, lavoratori part-time, lavoratori meno qualificati e lavoratori della Germania dell’Est, potrebbero perdere il loro lavoro a seguito dell’introduzione del salario minimo”. Sempre secondo il professore, poi, la media del salario per ora di un lavoratore tedesco è stata pari a 17,10 Euro nel 2010. Ciò significa che il salario minimo equivarrà al 50% dell’attuale retribuzione oraria media, collocando la Germania ben sopra la media dei paesi OCSE che attualmente garantiscono un salario minimo (l’Italia al momento non lo garantisce e a livello Europeo sono 21 su 28 i paesi che offrono quest’opportunità) pari a poco meno del 40% della retribuzione oraria media.

Considerazioni finali – Al di là dei benefici sulla domanda interna, l’introduzione di un salario minimo così elevato potrebbe risultare troppo costosa sia in termini di lavoratori persi – soprattutto nei lander della Germania dell’est più deboli rispetto alle regioni dell’ex “Germania occidentale” -, sia in termini di rigidità del mercato del lavoro tedesco.

La decisione di introdurre un salario minimo così alto porta il rischio di vedere aumentare il numero di giovani lavoratori, anche neo-laureati, disponibili ad accettare posti di lavoro a bassa specializzazione danneggiando le loro prospettive di carriera future e facendo diminuire l’accumulazione di capitale umano. Oltre a questo, viste le regole confuse a livello comunitario, si potrebbe assistere ad un incremento dell’immigrazione verso la Germania con il solo scopo di poter ricevere questo grosso beneficio. Una situazione simile si assiste da diversi anni nel Regno Unito dove moltissimi lavoratori rumeni, bulgari, lettoni emigrano semplicemente per godere dei migliori sussidi garantiti ai lavoratori.

Infine, la decisione di introdurre un salario minimo così alto – seguendo il ragionamento del Professor Zimmermann, secondo il quale un salario minimo equo sarebbe dovuto essere pari a circa 6,80 Euro all’Euro – potrebbe portare a rigidità tali da innalzare il tasso di disoccupazione tedesco dal 5,1% attuale (qui i dati Eurostat aggiornati al 1°Aprile) ad oltre il 7%. 

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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