La grande bellezza della cultura in Italia

15/06/2015 di Lucio Todisco

La cultura nel nostro paese non genera soltanto bellezza ma anche ricchezza, benché qualche Ministro nel corso degli anni abbia sottovalutato tale enorme opportunità.

443mila: è il numero di imprese che girano intorno al sistema culturale italiano e dà lavoro ad 1,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto di circa 78,6 miliardi. Cifre importanti, che ci fanno comprendere come la cultura nel nostro paese debba essere considerata un valore aggiunto dal quale è impossibile prescindere.

La soft economy al potere – Se consideriamo anche l’indotto, così come oggi riportato da Il Sole 24 Ore, stiamo parlando di un valore aggiunto nazionale che si attesta intorno ai 227 miliardi. Tali cifre sono descritte in un importante rapporto esteso per l’anno 2015 presentato dalla Fondazione Symbola insieme ad Unioncamere, che ha realizzato un’analisi approfondita di un settore che l’Italia deve maggiormente considerare come suo punto di forza, ridandone orgoglio. Lo studio del 2015 fa emergere come le 443,208 imprese presenti nel sistema produttivo culturale rappresentino il 7,3% del sistema di imprese italiano e realizza il 5,4% della ricchezza prodotta nel nostro paese. Tutto questo è determinato anche dalla forte spinta che l’innovazione sta apportando nel campo culturale, modificando i sistemi produttivi in senso migliorativo. Stiamo parlando in cifre di un effetto moltiplicatore che per ogni euro investito nella cultura ne genera 1,7 euro in altri settori.

Un nuovo modello di “Made in Italy” – La grande spinta propulsiva che il settore culturale può realizzare è determinata dalla sua capacità di coniugare tradizione ed innovazione, tecnologia, bellezza e territorio. Dalle elaborazioni realizzate da Il Sole 24 ore sui dati forniti dal rapporto Unioncamere è possibile vedere come le industrie culturali e creative alimentano occupazione e crescita economica. Da settori come la comunicazione e il branding, il design ed il settore software, arrivano il 39,4 % degli occupati e il 46,8% del valore aggiunto all’economia nazionale. Risultati incoraggianti arrivano anche dall’export, poiché il sistema produttivo culturale, sempre secondo i dati di tale rapporto, si aggira intorno ai 43.176 milioni di euro, molto vicino a settori tradizionali dell’export italiano come la metallurgia e quella chimica farmaceutica.

Il dato in controtendenza e che deve far riflettere sugli investimenti da realizzare in futuro a livello non soltanto politico, ma anche privato, riguarda la galassia delle attività nel campo del patrimonio storico-artistico: Musei, biblioteche, performing arts rappresentano complessivamente il 6,4% dell’intero comparto di attività inerenti la software economy. Ciò è sintomo anche di una scarsa capacità innovativa in tali settori, per i quali si dovrebbe maggiormente spingere sula creatività per generare profitto, ma anche per stimolare interesse per possibili fruitori ed investitori. D’altro canto, ciò che fa ben sperare è che il settore culturale, puntando sull’innovazione per crescere e diffondersi, sta fungendo da traino ad altri settori della soft economy che stanno incrementando la ricerca in innovazione per ottenere migliori performance. Si sta creando in questo modo un filo rosso che sta unendo settori apparentemente lontani che stanno investendo sempre di più in cultura. Questo è un buon motivo per sperare in una crescita sempre maggiore di tali aree, anche grazia a un’unione sempre più diffusa di tradizione, talento ed innovazione.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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