La GRANDE BELLEZZA degli Oscar 2014

03/03/2014 di Jacopo Mercuro

Paolo Sorrentino ha vinto la statuetta per il miglior film straniero

Quella degli Oscar è la notte delle notti, quella capace di rapire gli occhi di milioni di spettatori, ansiosi di scoprire chi verrà premiato per essere stato il migliore di tutti. Per una notte l’anno, la terra, può vantare di avere più stelle dell’intero firmamento, tutte comodamente sedute all’interno del Dolby Theatre di Los Angeles. Nella suggestiva location californiana, si è svolta l’ottantaseiesima edizione degli Oscar. È la premiazione per antonomasia, quella in cui, un semplice “and the winner is” può cambiare il destino artistico dei vincitori. Ritirare quella statuetta d’orata significa entrare nell’olimpo del cinema, nella storia. È l’apice e il completamento di una carriera, il simbolo di eterna eccellenza. Quell’eccellenza che, dalle nostri parti, si sente spesso nominare, l’eccellenza italiana che è ormai è divenuta solo un luogo comune. Ma ieri notte, un uomo, un nostro connazionale, ci ha riportati sul gradino più alto, risvegliando in noi quel senso di qualità che dobbiamo assolutamente ritrovare.

La Grande Bellezza si aggiudica l’Oscar per il miglior film straniero, rendendo Paolo Sorrentino una delle tante stelle che illuminava la serata. Al regista napoletano va un collettivo grazie. Grazie per averci svegliati, riaprendo uno scrigno che contiene un grande passato e un’enorme tradizione. Siamo un piccolo paese che ha sempre cercato di essere grande e la storia di Sorrentino deve essere la sveglia dal nostro letargo. Questo non è più il momento di dire quanto stiamo andando male, ma è il momento di fare e di fare bene. Paolo Sorrentino, molto emozionato, ha prima di tutto ringraziato la sua famiglia e poi ha aggiunto: “Grazie all’Academy, a tutti gli attori, i produttori e alle mie fonti di ispirazione: Federico Felini, Martin Scorsese, i Talking heads e Maradona. Sono quattro campioni nella loro arte che mi hanno insegnato cosa vuol dire fare un grande spettacolo, che è la base di tutto lo spettacolo cinematografico”. Sorrentino ha poi concluso ringraziando Roma, la città in cui è ambientato il film e Napoli, sua città natale.

La Grande Bellezza, di Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino, regista de “La grande bellezza” e vincitore, ieri sera, dell’Oscar per il miglior film straniero.

Il vero vincitore della serata è stato 12 Anni Schiavo, riuscendo a vincere la statuetta più prestigiosa, quella per il miglior film. La discesa negli inferi di Solomon Northup ha incantato i giurati dell’Acamedy, com’era ampiamente previsto. Il regista britannico, Steve McQueen, dopo aver saltellato sul palco dalla gioia ha detto: “Tutti non devono solo sopravvivere, ma devono avere la possibilità di vivere. Questa è l’eredità di Solomn Northup. E vorrei dedicare questo premio a tutte le persone che hanno sofferto la schiavitù e ne soffrono ancora nel giorno d’oggi”. L’impressione è che tutti i pronostici iniziali siano stati rispettati, quest’anno, più che mai. Le premiazioni che avvengono prima degli Oscar avevano già tracciato una linea guida su chi sarebbe riuscito a stringere tra le mani la statuetta e come era ampiamente previsto, Gravity, ha fatto incetta di premi tecnici, oltre al personalissimo premio per la regia al regista messicano Alfonso Cuarón.

Nella categoria degli attori, chi l’Oscar sembrava già averlo vinto da tempo, era Cate Blanchet. L’australiana si è dimostrata l’attrice migliore grazie al Blue Jasmine di Woody Allen. Al contrario, per la statuetta del miglior attore, i giochi erano molto aperto, ma ancora una volta, Leonardo Di Caprio, torna a casa a mani vuote, nonostante la superba interpretazione nel film di Scorsese. Questa volta Di Caprio doveva fare i conti con un avversario troppo scomodo, Matthew McConaughey ha meritato e vinto un Oscar che ha ancora più valore se si considerano gli altri canditati. Il film Dalls Buyers Club non ha incoronato solo McConaughey, ma anche il suo non protagonista: Jared Leto che ha dato prova di un’indiscutibile bravura. Alla bravissima Lupita Nyong’o va il riconoscimento come migliore attrice non protagonista in 12 Anni Schiavo, dopo aver ringraziato il regista McQuenn ha detto: “questa statuetta è un simbolo, per ogni bambino, significa che non conta da dove vieni. I sogni si possono avverare”.

Spazio ai grandi sconfitti. L’American Hustle di David O. Russel esce dal Dolby Theatre con le ossa rotte. Nonostante avesse ricevuto ben dieci nomination, non è riuscito a far suo nemmeno un premio. Lo stesso vale per il film di Scorsese: The wolf of wall street che accompagna la maledizione del suo attore protagonista. L’Oscar alla carriera, oltre a Steve Martin e Angela Lansbury, va ad un altro italiano: il costumista Piero Tosi. La serata è stata anche un’occasione per salutare i personaggi del mondo dello spettacolo scomparsi nell’ultimo anno: Philip Seymour Hoffman, Shirley Temple, James Gandolfini, Paul Walker, Peter O’Toole, Richard Matheson, Harold Ramis e Roger Ebert.

LISTA COMPLETA DEI VINCITORI

Miglior film: 12 anni schiavo

Miglior regista: Alfonso Cuaron

Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey

Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett

Miglior attore non protagonista: Jared Leto

Miglior attrice non protagonista: Lupita Nyong’O

Miglior film d’animazione: Frozen – Il regno di ghiaccio

Miglior film straniero: La Grande Bellezza

Miglior sceneggiatura non originale: 12 Anni Schiavo

Miglior sceneggiatura originale: Her

Miglior colonna sonora originale: Gravity

Miglior canzone originale: Let it Go

Miglior montaggio: Gravity

Miglior scenografia: Il Grande Gatsby

Miglior trucco: Dallas Buyers Club

Miglior fotografia: Gravity

Migliori costumi: Il Grande Gatsby

Miglior montaggio sonoro: Gravity

Miglior missaggio sonoro: Gravity

Migliori effetti visivi: Gravity

Miglior documentario: 20 Feet from Stardom

Miglior cortometraggio documentario: The “Lady in Number 6: Music Saved My Life”

Miglior cortometraggio d’animazione: Mr. Hublot

Miglior cortometraggio: Helium

Oscar alla carriera: Steve Martin, Angela Lansbury e Piero Tosi

Oscar per l’impegno umanitario: Angelina Jolie

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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