La fuga del Goeben e del Breslau

20/12/2014 di Lorenzo

Storia di una clamorosa leggerezza della Marina Britannica all'alba della Prima Guerra Mondiale, che permise a due incrociatori tedeschi di raggiungere Costantinopoli, creando il preludio per l'ingresso dell'impero ottomano nel conflitto globale

Questa interessante pagina, facente parte della Grande Guerra, viene raccontata brillantemente da uno dei personaggi più attivi in questo periodo e che fu duramente umiliato in quest’episodio, il Primo Lord dell’Ammiragliato britannico Winston Churchill. Nella sua opera “Crisi mondiale e Grande Guerra”, Churchill descrive in termini rassegnati l’ingresso nei Dardanelli dei due incrociatori tedeschiGoeben” e “Breslau” il 4 agosto 1914.

L’arrivo a Costantinopoli di questi due incrociatori del Reich contribuì a far unire il Sultano al blocco delle Potenze Centrali contro Gran Bretagna, Francia e Impero russo, creando un nuovo fronte nel sud-est europeo e in Medio Oriente. Nei giorni seguenti all’attentato di Sarajevo, l’incrociatore da battaglia moderno Goeben si trovava ancorato nel porto ottomano di Haifa e il suo comandante, l’ammiraglio William Souchon, aveva già intuito, riprendendo la massima di Bismarck, che un eventuale conflitto europeo sarebbe divampato a causa di “qualche bestialità balcanica”.

Cosciente del fatto che la sua nave da battaglia era di costruzione molto recente, l’ammiraglio, nel pieno della crisi internazionale, fece rotta presso il porto austroungarico di Pola in Istria per verificare appieno le condizioni dell’incrociatore. Poi, per non rimanere imbottigliato nell’Adriatico – preoccupazione lecita vista la diffidenza nei confronti dell’Italia e convinto che la guerra sarebbe scoppiata in poco tempo -, fece salpare il Goeben affinché si ricongiungesse con l’altro incrociatore tedesco che si trovava in quei giorni nel Mediterraneo, il Breslau.

Una volta ricongiuntesi, i due incrociatori, oramai in piena guerra, cominciarono a cannoneggiare i porti francesi di Bona e Philippeville della colonia d’Algeria. Ciò che accadde dopo quest’abile mossa però superò ogni immaginazione. I britannici disponevano in tutto il Mediterraneo varie imbarcazioni da guerra, tali da poter ben controllare i movimenti in quelle acque, ma la squadriglia tedesca, quando passò vicino alle imbarcazioni di Sua Maestà britannica, trovo la forza navale britannica impotente. Il motivo era semplice: mancava ancora la formale dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Germania. Ma, intanto, forzando le caldaie, la Goeben e la Breslau stavano distanziando gli inseguitori: al crepuscolo, erano fuori tiro e, quando calò la nebbia, al largo delle coste siciliane, le due navi scomparvero nel buio più profondo.

Confusione negli ordini ed equivoci vanificarono, per Londra, ogni serio tentativo di intercettare la divisione navale tedesca, che era oramai in dirittura di arrivo presso Costantinopoli. Nel frattempo, l’ambasciatore tedesco presso la Sublime Porta, Hans von Wangenheim, era in procinto di firmare l’alleanza segreta tra Germania e Impero Ottomano. Costantinopoli diveniva così per i due incrociatori del Kaiser un porto sicuro ove ancorare. Enver Pascia, uno delle teste del movimento dei Giovani Turchi del 1908, si trovava a colloquio con un ufficiale tedesco, quando gli venne annunciato che due incrociatori stavano per raggiungere la città e chiedevano il permesso di entrare.

Il governo ottomano tentennò, ma una circostanza lo spinse poi ad accettare le richieste tedesche. Gli ottomani, anni prima, aveva commissionato due corazzate presso i cantieri britannici, ma Churchill aveva optato per il sequestro delle due, facendo così perdere 30 mila dollari al sultano. Altro problema fu che l’accoglienza delle navi tedesche si avviava a rendere vano il trattato per cui veniva impedito a Costantinopoli di ospitare navi di nazioni in guerra. Per compensare ciò – e per dare protezione alle due navi tedesche – il governo ottomano “acquistò” i due incrociatori oramai al sicuro nel porto turco. Entrambi gli incrociatori vennero ribattezzati “Javuz Sultan Selim” e “Midilli” e gli uomini a bordo si divertirono molto a sostituire i loro berretti di ordinanza con il Fez ottomano. Tale mossa fu il preludio della fine della neutralità ottomana e l’ingresso della Sublime Porta in guerra al fianco della Germania e dell’Austria-Ungheria.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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