La frontiera “Smart” delle città italiane

07/09/2015 di Lucio Todisco

Quando parliamo di Smart City, ci troviamo di fronte ad una esigenza, ad una frontiera da scoprire e da raggiungere per le nostre città. Una opportunità per il nostro paese per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ed una grande sfida per la riqualificazione e dal risanamento dell’esistente.

Con il termine smart city, in ambito europeo, definiamo una città che attraverso investimenti in infrastrutture, con l’apporto della tecnologia, si trasforma divenendo economicamente sostenibile, introducendo una maggiore qualità della vita e un uso consapevole delle risorse esistenti. Infatti, le città, così come le abbiamo conosciute fino ad oggi, sono un modello non più replicabile ed economicamente poco vantaggioso.

Investimenti ed innovazione per Per diventare “più smart”- Il primo step che le città italiane stanno affrontando è quello di realizzare politiche che conducano all’ottimizzazione delle risorse energetiche e dei trasporti in modo che le aree metropolitane diventino più efficienti, riducendo al tempo stesso le emissioni di carbonio, l’inquinamento in generale, la produzione di rifiuti e la congestione del traffico. Nel corso dell’ultima edizione della Smart City Exibition, nel progetto Milano smart city è stato indicato quello che sta dando i risultati migliori in termini di recupero ambientale. Anche le città del sud stanno facendo notevoli sforzi sul tema dell’ambiente e della sostenibilità urbana: basti pensare a Napoli, Bari e Matera. Ma il cambiamento al nord risulta, al momento, più veloce. In generale, secondo l’Istat nel suo rapporto per il 2015 sullo stato del paese, almeno 57 città italiane hanno avviato la promozione degli orti urbani, pratica dal forte valore ambientale che ha il merito di salvare alcune aree verdi da abbandono e degrado, ed aumenta il numero dei Comuni che acquistano alimenti biologici per le mense scolastiche, 76.

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Una sfida, questa, che necessita di innovazione ed investimenti, Un lavoro interessante dal titolo “Smart Cities in Italia: un’opportunità nello spirito del Rinascimento per una nuova qualità della vita” prodotto da The European House – Ambrosetti già da qualche anno, ovvero dal 2012, affermava che nel nostro paese, per mettere in campo delle politiche efficaci per rendere “smart” le nostre città, è necessario effettuare investimenti per circa 3 punti di PIL ogni anno fino al 2030. Un processo di trasformazione che dovrebbe aggirarsi economicamente su circa 50 miliardi di euro all’anno. Un investimento che, sempre secondo il report Ambrosetti, darebbe vita ad un’Italia più “smart” che potrebbe valere fino a 10 punti di PIL all’anno, grazie all’uso di tecnologie innovative tali da innescare un recupero di efficienza, di tempo utile, di produttività, oltre a risultare un ottimo strumento in termini di immagine e competitività internazionale e al miglioramento della coesione sociale, della creatività e della diffusione di conoscenza.

Il tema dell’innovazione è centrale quando parliamo di Smart Cities. Nel rapporto Urbes 2015, realizzato dall’Istat in collaborazione con il CNEL, si fa riferimento a come, in una città “smart”, gli indicatori di ricerca e innovazione siano fondamentali per l’aumento della specializzazione produttiva. Tale processo di specializzazione è determinato anche dalla presenza delle connessioni a banda larga, determinante per lo sviluppo di una città smart, che nei comuni capoluogo, con l’unica eccezione di Milano, raggiunge livelli di diffusione maggiori in confronto alle rispettive province. Un differenziale che è particolarmente elevato per Torino, Cagliari e Catania e che incide con riferimento agli occupati nei settori dell’high-tech.

La piattaforma “Italian Smart Cities” – A che punto siamo oggi in questo processo di trasformazione delle città italiane? Un ottimo strumento per monitorare questo cambiamento è la piattaforma Italian Smart Cities, realizzata dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ANCI, dove sono presenti 1222 progetti, per un totale di 4 miliardi e 400 milioni di investimenti che riguardano quasi 14 milioni di cittadini. La piattaforma è attiva dalla prima settimana di maggio e nasce con l’intento di rendere visibile ciò che le amministrazioni comunali stanno portando avanti sulla cosiddetta via italiana alle città intelligenti, migliorando la sostenibilità e la vivibilità dei centri urbani. La piattaforma spiega in quali settori sono stati indirizzati gli investimenti, oltre ad indicare, per ogni comune, il numero dei progetti con gli investimenti totali. Lo strumento è utile anche per comprendere il grado di coinvolgimento degli stakeholders e offrire un supporto in termini di idee, documentazione ed esperienze sul percorso che ogni città italiana sta portando avanti. Uno dei progetti più interessanti che si possono analizzare è quello della città di Bari che prende il nome di “Res Novae”-  Reti, Edifici, Strade, Nuovi Obiettivi Virtuosi per l’Ambiente e l’Energia – che ha come scopo quello di creare una rete infrastrutturale rispettoso dell’ambiente.

Tuttavia le cifre prima riportate si scontrano con la riduzione degli investimenti determinata dalla crisi economica e che ha colpito maggiormente i Comuni, limitando gli investimenti. In generale, l’obiettivo dei prossimi anni è aumentare le partnership pubblico-privato, sfruttare efficacemente i fondi europei, per rendere sempre più efficaci scelte non più rimandabili.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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