La domenica delle salme: il 24 marzo dall’eccidio ardeatino alla pace cristiana

24/03/2013 di Monica Merola

Oggi ricorre la festività della domenica delle palme. Per la tradizione cristiana circa 2000 anni fa il Salvatore Gesù entrò a Gerusalemme circondato da splendide palme ed ulivi sulla groppa di un somaro. Cinque giorni prima di essere crocifisso sotto Ponzio Pilato, e proprio una settimana prima di risorgere regalando la speranza al mondo dei fedeli. La domenica delle palme, da sempre insieme alla colombe bianche simbolo di pace e fratellanza, apre la settimana Santa più importante per il modo cristiano, quella della morte e del sacrificio di Gesù.

fosse-ardeatineIl 24 marzo di molti secoli dopo – era il 1944 – durante la seconda guerra mondiale ed in piena occupazione tedesca, 335 italiani – tra militari e cittadini – furono trucidati dalle SS naziste a seguito di un tentativo di ribellione avvenuto nelle 24 ore precedenti. I loro corpi furono gettati in alcune cave presenti a Roma lungo la via Ardeatina, oggi luogo di eterna memoria.

Nell’attentato ai danni dei nazisti – organizzato da un gruppo composto da una dozzina di partigiani – morirono più di 32 militari del battaglione Bozen, ed il “costo umano” italiano richiesto in cambio fu moltiplicato per dieci, con l’aggiunta di 15 civili assassinati affinché non raccontassero i fatti di cui sarebbero potuti divenire oculari testimoni.

L’ironia della storia, nella sua crudezza, sottolinea con un tratto impietoso come la stessa data può impartire ai posteri differenti lezioni: da una parte la morte di Cristo, simbolo per i cristiani del sacrificio supremo del figlio di Dio, dall’altra il sacrificio assurdo di moltissimi italiani, come agnelli sgozzati sull’altare di una guerra in cui tutto – ed anche troppo – e’ stato concesso alla bramosia ed alla crudeltà dell’uomo.

Oggi molti pensieri del mondo sono rivolti all’inizio della settimana Santa cristiana. Ma una fetta di noi stessi, quel piccolo angolo interiore di riflessione che ognuno di noi prima o poi scopre di possedere, merita di lasciare un po’ di posto a chi di posto oggi ne ha solo nella fredda custodia di una bara, come i corpi di 335 italiani che con la loro vita hanno riscattato la codardia di un intero popolo.

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Monica Merola

Dopo aver conseguito la maturità classica ottiene la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso "La Sapienza", con una tesi su Anna Politkovskaja. Giornalista pubblicista da marzo 2012 , non scrive per vivere ma vive per scrivere.
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