La Crescita europea ancora “molto verde”

13/09/2013 di Giovanni Caccavello

Draghi certifica la ripresa europea ma mostra cautela. Intanto la Spagna "supera" l'Italia mentre Berlusconi si prepara alla lotta finale.

Mario Draghi e Ripresa

Francoforte – “La crescita economica in Europa è certa ma i suoi germogli risultano essere ancora molto, molto verdi”. Con queste parole Mario Draghi a certificato la ripresa, seppur lenta e debole, dell’Unione Europea. Nell’ultimo bollettino mensile rilasciato dalla Banca Centrale Europea si legge infatti come l’economia del vecchio continente rimanga fragile (-0,4% per il 2013) ma si prepari per il primo piccolo slancio dopo quasi un anno e mezzo di recessione (+1,0% per il 2014). Oltre a questo Draghi ha voluto spendere anche qualche parola sull’Italia, uno dei paesi più in difficoltà dell’Euro-Zona. “In Italia – sostiene il Presidente della BCE – ci sono seri rischi che il forte fabbisogno finanziario Italiano (salito a 51 miliardi nell’ultimo trimestre rispetto ai 28 miliardi del 2012) faccia risalire il deficit sopra la soglia del 3% e ciò potrebbe gravare sui miglioramenti dell’economia italiana”.

Rehn
Olli Rehn

Riga – Simili parole sono state espresse poche ore dopo da Olli Rehn, commissario UE per gli affari economici, durante una conferenza tenutasi a Riga, prossima capitale ad entrare nell’Unione dei 28: “L’Euro-Zona è ad un punto di svolta. Finalmente si intravedono gli spiragli per una crescita sostenibile ma l’instabilità politica di alcuni paesi mette a rischio la ripresa”. Anche in questo caso la stoccata era rivolta principalmente all’Italia che, dopo la breve esperienza del governo Monti, sembra aver di nuovo riperso la bussola. Secondo Rehn, infatti, se tutti i paesi, ed in particolar modo, le economie fragili dell’Euro-Zona, continueranno con le riforme e rispetteranno gli impegni assunti l’anno prossimo potremo assistere “ad una ripresa e ad un miglioramento dell’occupazione che nel corso di questi ultimi due trimestri si è stabilizzata intorno al 12,1%”.

New York – Anche il Fondo Monetario Internazionale, tramite il suo capo di dipartimento comunicazioni Gerry Rice, ha comunicato che tra dieci giorni il Fondo discuterà il rapporto conclusivo della missione di ispezione annuale in Italia. Secondo Rice, che non lascia spazio a commenti politici, “l’Italia ha fatto notevoli progessi su risanamento e riforme ma è importante che tali progessi vengano mantenuti e ulteriormente sviluppati”.

Roma – Il timore di tutti, da Draghi al FMI, da Olli Rehn a Letta stesso, è che i passi avanti avvenuti principalmente tra il Dicembre 2012 ed i primi mesi del 2013 vengano velocemente buttati via a causa della forte instabilità della politica italiana. Il caso Berlusconi, infatti, sta facendo tremare la già debole e strana maggioranza e nel caso di un voto a favore della decadenza da Senatore dell’ex Premier, potrebbe portare alla caduta del Governo e a conseguenti elezioni anticipate. Anche nel momento in cui le riforme dovrebbero essere al centro del dibattito politico, è invece il solito Berlusconi, con i suoi problemi giudiziari, a fare la voce grossa e a tenere in scacco ed in stallo l’intero sistema italiano. Se da un lato la caduta del governo Letta potrebbe essere un dato positivo, visti gli scarsi risultati ottenuti dal governo nel corso di questi primi 5 mesi, dall’altro, i mercati potrebbero non perdonare all’Italia altre elezioni anticipate, cioè altri mesi di campagna elettorale e di non-riforme.

Madrid – Mentre in Italia la situazione politica ed economica risulta essere sempre più instabile a causa di una classe politica troppo narcisista e incapace, a Madrid, l’altra grande capitale dell’Europa Mediterranea in crisi, la situazione macro-economica generale sembra migliorare. Da un paio di giorni i Bonos spagnoli a 10 anni hanno un rendimenti più basso di quello Italiano (secondo le rilevazioni di oggi 4,48% contro i 4,52% dei Buoni del Tesoro a dieci anni Italiani) e anche il differenziale tra i Bonos e Bund tedeschi è calato rispetto a quello nostrano (252 punti percentuali contro i 257 tra Buoni Italiani e Bund). Tali benefici derivano principalmente dal forte programma di riforme che il Governo Rajoy ha messo in campo a partire dalla sua elezione. Grazie alle riforme, il costo del lavoro si è abbassato, i prezzi si sono abbassati rispetto agli altri paesi della Zona-Euro, l’export è cresciuto oltre le attese, l’economia spagnola è diventata molto più competitiva rispetto agli altri paesi periferici dell’Euro e gli investitori incominciato a mostrare i primi segnali di fiducia. Da ricordare anche la recentissima idea di Madrid di tornare sul mercato dei trentennali e  dei cinquantennali e di emettere Bonos a 30 e 50 anni. Visto il netto miglioramento dei cugini spagnoli, forse, è il momento che anche in Italia si incominci seriamente a pensare alle riforme e non alla vicende del solito Mr.B.

The following two tabs change content below.

Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
blog comments powered by Disqus