La Corte Costituzionale e l’Ordo-liberalismo Tedesco

14/02/2014 di Giovanni Caccavello

Corte Costituzionale Tedesca, Salvastati

Dopo oltre sette mesi, la Corte di Karlsruhe ha espresso il suo parere sul programma di Operazione Monetarie Definitive, meglio conosciute come OMT. Osservando bene il perché di questa scelta, la decisione rispetta la visione ordo-liberalista della Germania in ambito economico-politico.

Germania, Salva Stati, Corte CostituzionaleVenerdì 7 Febbraio – Una settimana fa la Corte Costituzionale Tedesca di Karlsruhe ha spiazzato un po’ tutti con la sua decisione. Dopo aver rinviato più volte la decisione sul programma di Operazione Monetarie Definitive (OMT), programma nato nel Luglio del 2012, mai usato dalla Banca Centrale Europea, ma che permette alla BCE stessa di intervenire in favore di uno stato dell’Euro-Zona comprando direttamente i titoli di stato di quella nazione in cambio di riforme strutturali, le alte toghe tedesche hanno rilasciato una sentenza poco chiara, dando la sensazione di volersi lavare le mani.

La Decisione – La Corte Costituzionale ha deciso di inoltrare la pratica alla Corte di Giustizia Europea ben sapendo che, prima di ottenere un parere da tale organo, dovranno passare, visti i tempi attuali, oltre 14 mesi. La parola finale della Corte di Giustizia Europea si avrà solamente a fine primavera 2015. Entro quel giorno si spera che alcuni dei noti irrisolti all’interno dell’Euro-Zona e dell’Unione Europea saranno stati risolti. Oltre a questa decisione, il parere espresso rimane tendenzialmente neutrale nei confronti del programma OTM. Da un lato, infatti, viene enfatizzato come il programma sia stato determinante per calmare i mercati che nell’estate del 2012 stavano mettendo in pericolo nuovamente l’intera Euro-Zona, dall’altro si spiega come tale programma rischi di interferire con il mandato stesso della Banca Centrale Europea che vieta di fatto alla Banca di intervenire in favore di qualsiasi paese poiché si potrebbe generare una sorta di “Conflitto di Interessi”.

Un ammonimento – La Corte Costituzionale ha comunque espresso anche un giudizio legale. Secondo i giudici, infatti, se la BCE comprasse in modo illimitato titoli di stato di determinati paesi in situazione di forte crisi, il programma OTM potrebbe generare perdite molto consistenti da parte dalla Banca Centrale stessa. In una circostanza simile il Parlamento Tedesco potrebbe essere forzato ad assorbire parte di queste perdite andando a tassare in modo maggiore i suoi cittadini, andando contro il principio, ancora vigente nell’Unione Europea nonostante il Fiscal Compact approvato il 3 Marzo 2012, secondo il quale ogni singolo parlamento nazionale, essendo Sovrano, è l’unico ente a poter decidere il carico fiscale che i suoi cittadini devo sopportare.

Conseguenze . Al di là della semplice decisione, che come detto in precedenza, risulta essere molto cauta, la Corte ha fatto implicitamente intendere al parlamento tedesco che il programma OTM dovrà rimanere sempre e solo un programma “sulla carta”, cioè, viene detto in modo informale che il governo tedesco dovrà assicurarsi di far in modo che il programma non venga mai attuato. In caso contrario la Bundesbank si potrebbe riservare il diritto di non partecipare al programma stesso. In tale situazione la Banca Centrale Europea potrebbe portare quindi avanti le sue operazioni monetarie definite, ben sapendo che il parlamento tedesco, molto probabilmente, potrebbe non avvallare mai tali operazioni di salvataggio.

L’ordo-liberalismo tedesco – Cerchiamo di capire il perché di tale scelta. Molti commentatori direbbero semplicemente sia dovuta al fatto che la Germania sia la “sorella europea cattiva”, che vuole portare avanti una politica egemonica fatta di sola austerity. Questa è una visione sbagliata e semplicistica della situazione. Così come in Italia, la scuola di pensiero politico ed economico si basa prevalentemente sulla “statalizzazione”, in Germania una scuola di pensiero economico molto forte si basa sul concetto di “ordo-liberalismo”.

Secondo il professor Adalbert Winkler, docente di economia presso la “Scuola di Finanza e Management di Francoforte”, infatti, molti politici ed economisti tedeschi risultano essere scettici riguardo il programma OTM, non perché vogliono passare come gli anti-europei di turno, anzi. Berlino, secondo Winkler, deve molto all’Europa e non può dimenticare come i risultati di un percorso lungo cinquant’anni, capace di far uscire il continente dai conflitti che per secoli lo hanno scosso. L’ordo-liberalismo, però, è una teoria economica che evidenza la necessità dello Stato di assicurare il “massimo potenziale” del libero mercato. Questa visione economica porta a credere che, se lo Stato non agisce in modo determinato a mantenere un giusto livello di benessere nella società e un giusto livello di competizione nei mercati, lo Stato stesso sarà, con il passare del tempo, il maggior responsabile del declino dell’economia di mercato. Andando addirittura a minare il concetto di “buon governo”. Secondo questa tesi economica è quindi indispensabile che lo Stato porti avanti in modo sistematico riforme strutturali che mirino a migliorare l’economia in modo costante e progressivo.

Osservando più da vicino questa visione si riesce così a capire in modo sicuramente più interessante il perché delle scelte tedesche in ambito Europeo. Il professor Stephen Padgett, docente presso la University of Strathclyde di Glasgow, ci ha spiegato come : “Un elemento centrale dell’ ordo-liberalismo è la divisione ben definita del lavoro nella gestione economica, con responsabilità specifiche assegnate a particolari istituzioni. La Banca centrale deve essere impegnata per ottenere una stabilità monetaria di lungo periodo e il suo obiettivo principale deve rimanere la bassa inflazione. La Bance Centrale e le sue politiche monetarie devono poi rimanere isolate da pressioni politiche da parte dello Stato. Le politiche fiscali, invece, sono di competenza esclusiva del governo che bilancia così il carico fiscale ed il controllo della spesa. La politica macro-economica rimane, infine, ad appannaggio dei datori di lavoro e sindacati”. Analizzando bene la frase, tutto quello riportato risulta essere in linea con quanto avviene giornalmente nella realtà.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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