La celebrazione dell’amore: Chagall in mostra a Roma

21/03/2015 di Laura Caschera

“Una pittura con cui gli stupendi colori fondamentali portano in sé il tormento moderno, pur conservando l’antica ingenuità nel raffigurare i fiori e l’espressione dell’amore”

Chagall, Roma

Disegni, dipinti, acqueforti, raccontano l’esperienza pittorica e la vita di Marc Chagall nell’ esposizione romana del Chiostro del BramanteChagall. Love and Life”, in mostra fino al 26 luglio. La rassegna si propone di raccontare, con oltre 150 opere, il singolare legame tra il pittore russo e sua moglie Bella Rosenfeld, sua compagna di vita e sua unica musa, continua fonte di ispirazione, elemento imprescindibile nella vita dell’artista. Le opere provengono tutte dall’Israel Museum e offrono al grande pubblico un nuovo volto del pittore di origini ebraiche, con il quale si enfatizza la straordinaria capacità disegnativa e la sua attitudine a parlare ai sentimenti universali.

Coppia di amanti e fiori, 1949La rassegna artistica, prodotta da Dart Chiostro del Bramante e Arthemisia Group, in collaborazione con l’Israel Museum, nell’ultimo decennio ha già avuto diverse edizioni e dopo Roma sarà la volta di Pechino. Come spiega la vicedirettrice dell’Israel Museum Tania Coen, “la si può definire una mostra itinerante, anche se tra un’esposizione e l’altra deve passare un po’ di tempo, vista l’intrinseca fragilità di questi lavori su carta.” Curatore della mostra è Ronit Sorek, che con le sue selezioni vuole narrare il complesso rapporto dell’artista con la cultura ebraica e con il tema dell’Olocausto, che così profondamente ha influenzato le sue opere e la sua concezione artistica. L’esposizione “Chagall. Love and Life” ha come pilastri centrali le esperienze personali dell’artista e i temi centrali della sua poetica, tra i quali spiccano i simboli della cultura ebraica, come la capra, allegoria di speranza e fiducia, la capanna, che ricorda la celebrazione della festa dopo l’Esodo, oppure l’asino, legato ai diversi momenti biblici, così cari al pittore.

La mostra non tralascia però l’intreccio della visione artistica di Chagall con il mondo delle avanguardie, soprattutto francesi. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e alla figura di Modigliani, si interessò anche al cubismo e al fauvismo, senza tuttavia esserne travolto totalmente.

Davide e Betsabea
Davide e Betsabea

Le opere selezionate da Sorek raccolgono la visione dei principali momenti della vita dell’artista, partendo dal suo amore per sua moglie Bella, fino ad arrivare a quello per tutto il genere umano. Diceva Chagall: “Solo l’amore mi interessa. Sono a contatto solo con cose che hanno a che fare con l’amore”. Fondamentale il rapporto dell’artista con il mondo della sua infanzia e della prima giovinezza, fatte di ricordi che porterà sempre con sé e che saranno spesso protagonisti delle sue opere. Vivo il legame con il suo mondo familiare e soprattutto con la figura della madre, la prima a credere veramente in lui. L’ebraismo coincide per Chagall con il ricordo della sua infanzia e con la nostalgia per quegli anni. Come sottolinea la Coen, la componente ebraica si sposa perfettamente con la cultura russa, con quella occidentale e cristiana, simboli del percorso di vita dell’artista e di quella poetica che gli servirà per arrivare al cuore della gente.

Sopra VIcebsk
Sopra VIcebsk

La pittura di Chagall non è surrealista, egli assorbiva ogni cosa, metabolizzandola attraverso la sua poetica, il suo modo di intendere l’arte. Artista completo, affascinato dalla diversità delle ambientazioni, delle culture, come testimoniano i suoi lavori, che spaziano da ambiti che a prima vista possono sembrare così lontani tra loro. Un esempio del suo amore per tutto il panorama artistico è rappresentato dalle illustrazioni della Bibbia, tema che ha affascinato l’artista sin da giovane, considerata da lui come la più importante fonte di poesia e di arte. In esposizione, simbolo di questa sua dedizione, il gouache “L’Angelo Caduto”, del 1924. Cupi colori invadono il quadro, forme angosciate che girovagano nella tela in cerca di una posizione, un angelo, interamente rosso ed a testa in giù, domina la scena, dalla quale traspare il senso di irrequietezza generato dagli eventi storici che l’artista si trova ad affrontare. Uno dei più grandi lavori di Chagall fu la decorazione del testo “Le Anime Morte” di Gogol, del quale possono ammirarsi nell’esposizione il frontespizio e 15 delle 96 tavole , realizzate nel 1948. Famose anche le sue illustrazioni delle favole di La Fontaine, dove troviamo in mostra 18 tavole, tra acquerelli, acqueforti e gouache.

Il percorso, suddiviso in otto sezioni, è in realtà una mappa artistica e spirituale, che si prefigge lo scopo di narrare l’evoluzione del pittore russo, dai primi anni nella madre patria, fino ad arrivare in Francia, terra che lo accoglierà per il resto della sua vita. Come sottolinea la Coen, Chagall, “non è un rivoluzionario, bensì accoglie in sé le diverse culture che incontra, reinterpretandole attraverso i propri sentimenti”. A chiusura dell’itinerario troviamo le opere che celebrano l’amore, tra le quali senza dubbio un cenno merita il quadro “Gli Amanti”, del 1937. L’empatia trasmessa dalla visione delle due figure l’una sull’altra e il sapiente uso del colore, sottolineano e contribuiscono alla materializzazione della più profonda poetica del pittore russo, facendo diventare gli amanti simbolo dell’amore universale che nutre e governa il mondo.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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