Carta di Milano – Con Expo, l’Italia può lanciare “buone pratiche” per l’alimentazione?

10/02/2015 di Lucio Todisco

Sabato 7 febbraio si è tenuto l’Expo delle Idee. Tavoli tematici, idee, buone pratiche per un sistema agroalimentare di qualità. L’Italia può giocare un ruolo importante nei prossimi mesi, e quella della Carta di Milano dovrà essere un'occasione per proporre politiche innovative per tutto il mondo.

All’Hangar Bicocca di Milano, sabato scorso, si è tenuto l’Expo delle Idee, una giornata di lavoro dedicata ai temi di Expo 2015, organizzata dal Ministero delle Politiche Agricole in collaborazione proprio con Expo 2015.

E’ stata una giornata di dibattito sui temi che verranno affrontati nel corso dell’importante evento che si terrà a Milano dal 1 Maggio 2015 al 31 Ottobre 2015. L’evento ha visto la partecipazione di 500 esperti e con la realizzazione di 42 tavoli tematici con il compito di approfondire tutti i temi espositivi sulla scia di quattro percorsi:

  • Le dimensioni dello sviluppo tra equità e sostenibilità;
  • Cultura del cibo energia per vivere insieme;
  • Agricoltura alimenti e salute per un futuro sostenibile,
  • La città umana futuri possibili tra smart e slow city

La Carta di Milano. Contenuti per un’alimentazione sostenibile e di qualità – Sulla base delle attività svolte, della presentazione delle pratiche innovative in tema di agroalimentare e sostenibilità, in un lungo percorso che coprirà tutto l’arco temporale di Expo 2015, si procederà alla stesura della Carta di Milano, ovvero di un documento finale con il quale il nostro Paese intende proporre “buone pratiche” per un cibo sano, sicuro e per tutti. Come ha dichiarato Maurizio Martina, Ministro per le Politiche Agricole con delega ad Expo 2015, alla presentazione dell’evento: “La principale eredità di Expo è di contenuto, e l’Italia darà anima al grande Tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita con la Carta di Milano, un protocollo per tutti i Paesi che decideranno di aderirvi e che in autunno arriverà a New York nella sede Onu per la definizione dei nuovi Obiettivi del Millennio”.

L’Agricoltura in Italia – Sicuramente, sullo scenario internazionale, l’Italia può svolgere un ruolo importante e può delinearsi tra i paesi guida nel campo di un settore agroalimentare di qualità e innovativo. Così come descritto dall’Istat sulla base del VI censimento sull’Agricoltura, le aziende agricole nel nostro Paese sono oltre 1,6 milioni, con una superficie totale di 17,1 milioni di ettari (2010). Tuttavia, dal 2000 si è registrata una riduzione del 32,4 % nel numero delle aziende agricole (-775 mila unità), che però è associata ad un deciso aumento della dimensione media (pari a 7,9 ettari; +2,4 ettari in più).

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Il Ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina

Sul nostro territorio, sempre in riferimento al 2010  (i numeri sono verificabili nell’Atlante dell’Agricoltura Italiana uscito nel 2013), al 2010 sono 43.367 le aziende agricole di cui circa il 2,7% del totale adotta il metodo di produzione biologico. Produzioni queste ultime che rientrano in una nuova vision da parte del consumatore/cittadino, di un nuovo interesse dei cittadini per la qualità dei prodotti agroalimentari. In questo ambito l’Italia occupa una posizione di rilievo e registra il numero di certificazioni più elevato a livello comunitario. Alla data del 31 dicembre 2012 le specialità agroalimentari italiane con marchi di qualità sono 248.

Combattere la malnutrizione – La seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), svoltasi a Roma dal 19 al 21 novembre 2014, ha portato alla stesura di un documento, la Dichiarazione di Roma sulla nutrizione, che impegna i paesi nello sradicare la fame e prevenire le forme di malnutrizione in tutto il mondo. Secondo i dati diffusi dalla FAO, l’Organizzazione Internazionale che si occupa di agricoltura e alimentazione, ci sono 161 milioni di bambini al di sotto di 5 anni che subiscono un arresto della crescita a causa della fame cronica; 51 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono sotto peso a causa della fame acuta. Ad oggi, vi sono più di 2 miliardi di persone ancora che soffrono di carenze di micronutrienti come la Vitamina A, lo iodio, il ferro e lo zinco. La carenza di ferro, inoltre, aumenta il rischio di complicazioni in casi di gravidanza, crea problematiche nello sviluppo cognitivo di bambini e madri. L’anemia, ovvero la carenza di ferro, colpisce il 50% delle donne incinte nei paesi in via di sviluppo.

Se da una parte la malnutrizione è un  problema annoso, non è da meno, di certo, la cattiva alimentazione che crea situazioni di grandi disagio nelle economie più floride. Sempre secondo i dati diffusi dalla FAO nel mondo 42 milioni di bambini sotto i 5 anni sono sovrappeso e più di 500 milioni di adulti soffrono di obesità.

Cosa si può fare – Di sicuro, da Expo 2015, potranno arrivare delle utili indicazioni per migliorare le politiche alimentari nel mondo. L’Italia può farsi promotrice di importanti iniziative che abbiano, innanzitutto, come scopo quello di aumentare gli investimenti nel sistema agroalimentare e che portino al miglioramento sia della qualità dell’alimentazione sia della nutrizione mondiale. Sarebbe necessario, per esempio, proporre la creazione di un ambiente favorevole per il rafforzamento di sistemi agroalimentari sostenibili. Un’intuizione interessante è di certo quella di ragionare per Cluster: una linea di pensiero portata avanti da Expo, sulla base dell’idea di raggruppare i Paesi per identità tematiche e filiere alimentari, più che per dinamiche geografiche. Saranno nove i Cluster Tematici presenti a Expo Milano 2015: riso, cacao, caffè, frutta e legumi, spezie, cereali e tuberi, bio-Mediterraneo, isole mare e cibo, zone aride.

La Carta di Milano può essere utile per incentivare ed immaginare, anche sulla base anche delle nostre esperienze territoriali, investimenti per aumentare l’agricoltura identitaria su piccola scala, accrescendo la qualità alimentare, aumentando i livelli di nutrizione e promuovendo produzioni che migliorino la qualità della vita e che aumentino l’occupazione, soprattutto al femminile. Ad esempio, In Italia, il numero di aziende agrituristiche si conferma superiore alle 20 mila unità, più di un terzo gestite da donne. A livello territoriale, circa un quinto è concentrato in Toscana. Accanto a ciò si dovrà ragionare sull’educazione alimentare; puntare sulle scuole, sull’Università, realizzando percorsi formativi che riguardino non solo la formazione corretta del cittadino-consumatore, ma anche la nascita di produttori agricoli consapevoli, che riconoscano sempre più il ruolo fondamentale della cultura del cibo come elemento di vita e di salute. Di certo è uno sforzo di cui l’Italia si deve far carico, sfruttando in modo coscienzioso questa grande opportunità che ha d’avanti, facendosi promotrice di politiche nuove, dinamiche ed innovative. Ciò che ci dobbiamo augurare è che la Carta di Milano, quando verrà definitivamente stesa, possa diventare un punto di riferimento per le politiche agroalimentari nel mondo. Solo in quel caso potremmo dire di aver vinto la nostra sfida.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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