La Belle Epoque. Da Boldini a De Nittis

28/10/2013 di Simone Di Dato

Belle époque, da Boldini a De Nittis

Belle époque, da Boldini a De Nittis – Quarant’anni di vita spensierata e frivola quella della storia europea tra fine Ottocento e l’ inizio della prima guerra mondiale. Parigi, Vienna, Londra, Milano e Torino sono l’affascinante scenografia di caffè concerto, teatri, esposizioni universali, corse automobilistiche, euforia economica: amore per il progresso tecnologico quindi, ma soprattutto per la bellezza, quella femminile. Immersa in atmosfere nostalgiche, tanto cosmopolite quanto illusorie, la Belle Epoque non è stata solo mondanità e spazi urbani e in Italia non fu meno significativa e intensa. A documentarlo sarà la grande mostra presso la Galleria Bottegantica di Milano che con 50 capolavori tra disegni e dipinti, finisce per essere un grande omaggio a quegli anni di forte fervore artistico e culturale visto e vissuto in questa occasione, dagli occhi di artisti italiani.

La belle époque, da Boldini a De Nittis
Giuseppe De Nittis, Prima del ballo, 1879

Firmato da Enzo Savoia e Stefano Bosi, il percorso espositivo farà luce sulla vita dei protagonisti dei famosi “Bei tempi” con l’alternarsi di momenti di intimità ed eventi mondani, dalle promenades e boulevard affollati, i rendez-vous, le gite al mare, la vita notturna in teatri, caffè e casinò, vizi e leggerezza. Protagonista assoluta di questo universo poetico è la donna e la sua bellezza esaltata in ogni modo possibile: non più esclusivamente madre amorevole e dea del focolare, la donna diventa regina delle platee dominando gli ambienti con abiti dai colori accesi, eleganti e sofisticati. Grazie ad un curato allestimento, da un lato potremo ammirare il ruolo di femme fatale eccentrica e irrequieta, sempre in bilico tra vanità e lussi di ogni tipo, mentre dall’altro la rassegna affiancherà in modo inedito e sorprendente il punto di vista degli artisti più attenti e sensibili ad una femminilità misteriosa, ambigua, contraddittoria e per questo anche più moderna.

La Belle Epoque, la mostra alla Bottegantica
Giovanni Boldini, lettera mattutina, 1884

Vittorio Matteo Corcos, Antonio Mancini, Ulisse Caputo, Leonardo Bazzarro, Arnaldo Ferreguti e Pablo Salinas sono solo alcuni dei nomi degli artisti selezionati e affiancati dai curatori alla ben più nota triade degli italiens de Paris, vale a dire Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, celebri e celebrati interpreti di incredibili ritratti. Del pittore ferrarese sono presenti numerose opere che indagano sul lavoro prodigioso e di primo piano. Ci sarà un nutrito nucleo di dipinti tra cui Nudo femminile seduto, Donna in riposo e il Nudino scattante, tra cui spicca uno splendido acquerello del periodo Goupil dove ritratta è la prima modella e amante Berthe, donna “dolce come lo zucchero” come Boldini stesso la definì in una lettera. Irrompe poi sulla scena la bellissima contessa Gabrielle De Rasty, ritratta appena sveglia nell’atto di scrivere,  nonché medesima protagonista del più audace dipinto “Nudo di giovane donna con calze nere”, capolavoro che vuole  esaltare il dinamismo evidente delle linee tipico di Boldini.

Altro cantore della femminilità della Belle Epoque fu De Nittis, presente in mostra con “L’attesa”, appartenuto in passato a Dumas figlio, in cui raffigurata è probabilmente la moglie del pittore stesso. Ad affiancarla ci sarà l’opera intitolata “Prima del ballo”: è’ questo un vero esempio di femminilità espressa in senso enigmatico e misterioso: protagonista una dama colta di spalle pronta ad accettare l’invito di un segreto spasimante in un’atmosfera intima e nostalgica.

La mostra, visitabile fino al 21 dicembre, si propone di mutarsi in una galleria di donne audaci,  provocatorie eroine, modelle e amanti, tra stoffe e salotti in pose sofisticate e frivole, ma comunque  interpreti di una personalità sempre più indipendente. Una personalità, un modo di essere che si affaccia  al nuovo secolo in modo saldo e costante, lontana paradossalmente dalla moda effimera di un abito, un’acconciatura o un cappello.

The following two tabs change content below.

Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
blog comments powered by Disqus