L’ Italia tra prospettive di crescita e paura del futuro

02/12/2014 di Alessandro Mauri

Alcuni dati sull'andamento del Pil, sui prestiti alle Pmi, sull'andamento dei mercati e sulla ricchezza privata delle famiglie mostrano segnali contrastanti, ma aprono ad una potenziale ripresa

I segnali sullo stato di salute dell’economia italiana stanno arrivando in questi giorni, ed appaiono contrastanti: da un lato il PIL si contrae ancora dello 0,1%, dall’altro aumentano i mutui ed i finanziamenti alle Pmi. Nel frattempo la ricchezza degli italiani supera i 3800 miliardi di euro.

I dati sul PIL – Il terzo trimestre del 2014 si è concluso con una contrazione del PIL per l’ Italia dello 0,1%, il ché porta il dato complessivo dell’anno ad un -0,5% tendenziale, in lieve peggioramento rispetto alle previsioni, che parlavano di un calo annuo dello 0,4%. A influire negativamente sulle dinamiche del prodotto è stato principalmente il calo degli investimenti, pari ad un -1%, mentre i consumi sono rimasti invariati, considerando la variazione positiva (+0,1%) dei consumi delle famiglie e il contestuale calo dei consumi della Pubblica Amministrazione. Bene anche le esportazioni (+0,2%), mentre continuano a calare le importazioni (-0,3%). Se si analizzano i dati tendenziali annuali però emerge con più chiarezza una situazione di potenziale ripresa, specie se si considerano i consumi delle famiglie, che cresceranno a fine anno dello 0,4%, e l’aumento delle esportazioni, che aumenteranno complessivamente dell’1,3%. Ancora molto male, infine, il dato sugli investimenti, che presenterà un calo del 3,1%.

Mutui e prestiti – Ancora più incoraggianti appaiono i dati sui mutui e sui prestiti alle Pmi resi noti dall’Abi. Per quanto riguarda i mutui immobiliari la crescita nei primi 10 mesi del 2014 ha raggiunto il 30,5%, per un totale di oltre 20 miliardi di euro, favorito dal calo dei prezzi delle abitazioni (che ora pare in via di stabilizzazione), ma che corrisponde ad un livello di transazioni ancora piuttosto scarso. I dati sui prestiti alle Pmi sono contrastanti, dal momento che quelli inferiori al milione di euro crescono dello 0,2%, mentre quelli per importi superiori si sono contratti, sempre nei primi 10 mesi dell’anno, del 5%. Resta tuttavia molto positivo il fatto che i prestiti a lungo termine sono aumentati dal 28,7% al 46,4% del totale, il che lascia supporre che le imprese abbiano richiesto tali finanziamenti non per far fronte a necessità contingenti, ma per pianificare un orizzonte temporale decisamente più lungo. Inoltre occorre sottolineare come questi dati non risentano ancora della liquidità immessa dalla BCE sotto forma di Tltro e destinata proprio a finanziare le imprese e le famiglie (ma non i mutui immobiliari), il ché potrebbe favorire un ulteriore sviluppo dei prestiti.

L’andamento dei mercati – Altri elementi che giocano un ruolo fondamentale nelle prospettive di crescita dell’Italia per il 2015 sono quelli legati all’andamento dei mercati finanziari, con particolare riferimento alle variazioni dei prezzi delle materie prime (petrolio su tutte), alla svalutazione dell’euro e al rendimento dei titoli di Stato. Per quanto riguarda il petrolio, la decisione dell’Opec di mantenere invariata la produzione ancora a lungo, e lasciar cadere il prezzo per eliminare i competitor americani, permette di ottenere materie prime a prezzi molto bassi e stabili ancora a lungo, a tutto vantaggio di imprese e famiglie. Il cambio euro-dollaro in calo, che quindi favorisce un rilancio delle esportazioni, unito ai rendimenti dei Btp ai minimi storici, sull’onda di un sempre più probabile Quantitative Easing della BCE, rendono il contesto macroeconomico del prossimo anno tra i più favorevoli possibili per agganciare il treno della ripresa e della crescita, ma molti sono ancora i nodi da sciogliere, primo fra tutti quello della disoccupazione, che tuttavia seguirebbe le eventuali dinamiche positive del PIL.

La ricchezza delle famiglie sul PIL, l ‘ Italia è al primo posto – dati eurostat

Ricchezza record –  Occorre inoltre abbattere quel sentimento di incertezza e sfiducia che pervade il tessuto economico dell’ Italia e che si riflette nel già citato calo degli investimenti, ma anche, e soprattutto, nell’aumento della propensione al risparmio. A evidenziare questo elemento è il dato sulla ricchezza privata, quella cioè detenuta dalle famiglie italiane e che, quest’anno, supererà i livelli pre-crisi, ad un massimo storico di oltre 3858 miliardi di euro (più del doppio del debito pubblico, per intenderci). Dato ancor più sorprendente se si considera che si tratta solamente della parte mobiliare (conti correnti, titoli, azioni, quote di fondi, etc.), e che quindi esclude il patrimonio immobiliare, su cui gli italiani, storicamente, hanno sempre fatto affidamento. Il livello pro-capite è più alto di quello di Francia e Germania e supera di un terzo quello della Spagna. Certo, il dato al suo interno nasconde grandi differenze, ma un discorso analogo può essere fatto per qualunque dato aggregato si prenda in considerazione, e  dunque la valutazione che possiamo dare è che in Italia, nonostante molti ne abbiano le possibilità, si preferisce non aumentare i consumi, ma accumulare ricchezza, vista l’incertezza sul futuro, ed è proprio questo il meccanismo da invertire.

Compito di generare fiducia è, ovviamente, nelle mani della politica (ma anche dei media), che deve essere in grado di rilanciare il programma di riforme più volte annunciato, dato che a questo punto non ci si può permettere l’ennesima occasione persa. Le condizioni e i segnali per la ripresa ci sono, occorre approfittarne il prima possibile, per rendere più efficace il messaggio che  le prospettive non sono poi così nere come si pensa.

The following two tabs change content below.

Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
blog comments powered by Disqus