L’incanto delle Donne del Mare. Fosco Maraini. Fotografie. Giappone 1954

25/08/2014 di Simone Di Dato

Fosco Maraini. Viaggiatore, antropologo, fotografo, scrittore e poeta italiano, in un reportage sorprendente del 1954 immortalò le Ama giapponesi

Museo di Arti Orientali, Torino

Si chiamano Ama, che in giapponese significa “donne del mare”, e sono le più audaci e affascinanti protagoniste delle spiagge nipponiche di Hèkura e Mikurìa, al largo delle coste occidentali del Giappone. A queste coraggiose sirene era tradizionalmente riservato il compito di immergersi in apnea anche fino a venti metri, nei profondi fondali delle isole che abitavano, in cerca di crostacei e molluschi: corpi floridi e sinuosi fasciati dal solo kuroneko (tipico indumento) si tuffavano infatti con gran disinvoltura in gelide acque portando con sé una lama ricurva come unico attrezzo di lavoro. A documentare quest’antica tradizione dai tratti culturali originali, fu tra tutti Fosco Maraini (1912-2004), viaggiatore, antropologo, fotografo, scrittore e poetaitaliano che in un reportage sorprendente del 1954 immortalò queste donne di rara bellezza nei loro gesti quotidiani più semplici ma altrettanto intrepidi. Un lavoro tutto al femminile, praticato soprattutto nei mesi estivi e per circa quattro ore al giorno, che rappresentava non solo la principale fonte di reddito della popolazione, ma anche un modo per consentire alle donne di sostenere economicamente la propria indipendenza. Un contesto, questo, che conquistò l’intellettuale fiorentino, già autore di numerosi lavori fotografici in Tibet, Asia centrale e Italia, oltre che profondo conoscitore di tibetano, sanscrito, hindi e diverse altre lingue asiatiche.

Fosco Maraini - L'incanto delle donne del mare
Fosco Maraini, Reti

A dieci anni dalla scomparsa di uno degli intellettuali italiani più appassionati e dediti alla cultura giapponese, il Museo di Arti orientali di Torino (MAO) col patrocinio del Consolato Generale del Giappone di Milano e della Japan Foundation, presenta fino al prossimo 21 settembre una mostra fotografica per celebrare il talento poetico di Fosco Maraini con una selezione di fotografie rigorosamente in bianco e nero, che testimoniano la bellezza di corpi seducenti e l’incanto di luoghi incontaminati. Nata dalla collaborazione avviata tra il MAO e il Museo delle Culture di Lugano, il progetto propone circa 30 pezzi, affiancati dalla proiezione del documentario realizzato dallo stesso Maraini. Un lavoro non abbastanza conosciuto sebbene più volte proiettato negli anni seguenti alla sua realizzazione, recuperato e restaurato per l’occasione.

Fosco Maraini - L'incanto delle donne del mare
Fosco Maraini – Pausa su uno scoglio

Protagonisti assoluti saranno i volti fieri e spontanei delle ama, colte nella loro seducente femminilità, e corpi sempre atletici ma flessuosi, a volte immersi eroicamente nelle acque giapponesi nell’atto di catturare molluschi, oppure sorpresi su scogli dopo il lavoro, feri di esibire i loro awabi ( gli abaloni che potevano custodire perle al loro interno) con fare felice e orgoglioso insieme. Accanto agli scatti dell’orientalista, il percorso espositivo offre una selezione di stampe xilografiche giapponesi raffiguranti altri gruppi etnici di Ama, con l’intento di fornire una visione quanto più completa del percorso di scoperta, studio e documentazione di Maraini.

Arricchiscono la mostra l’esposizione delle attrezzature realizzate appositamente su indicazione del fotografo per le riprese subacquee e dei volumi scelti, conservati presso il Gabinetto Scientifico e Letterario G.P. Vieusseux, che custodisce e promuove il suo patrimonio fotografico e librario.

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Fosco Maraini – Giù decisamente

Maraini non ammicca, non ricerca se stesso a tutti i costi, non maschera pensieri e impressioni. Nel documentare l’autentica naturalezza di luoghi magici ancora inviolati e donne dalla sensualità tanto spontanea da risultare sfrontata, c’è tutta la sua missione. Le sue fotografie, sempre cariche di un fascino inequivocabile, raccontano con nostalgica verità un mondo ormai scomparso.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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