Kenneth N. Waltz: il neorealista a favore dell’Iran nucleare

26/05/2013 di Lorenzo Vermigli

L’uomo – Lo scorso 12 maggio ci ha lasciato Kenneth N. Waltz, rinomato scienziato politico statunitense, esperto di politica internazionale e sempre ideatore di nuove teorie. Ci lascia a 89 anni, dopo aver fondato quella corrente di pensiero politico che va sotto il nome di “neorealismo”. Ha insegnato alla University of California, Berkeley e alla Columbia University di New York, dove ha pubblicato libri da leccarsi i baffi, per gli amanti del genere.

Kenneth Waltz
Kenneth Waltz

Le tre cause della guerra – Nel suo libro del 1959, “Man, the State and War”, Waltz individuava tre livelli di analisi delle cause della Guerra (lui li chiamava “images”). Il primo motivo per cui esistevano le guerre era (in pieno stile realista) la natura umana di persone potenti: basti vedere Napoleone o Hitler. La seconda “image” era la particolare composizione interna degli Stati, il loro assetto politico e la linea-guida alla base della legittimità dei loro governi (esempi sono l’anti-imperialismo leninista o il révanchismo tedesco dopo il Trattato di Versailles). La terza e piu’ importante causa delle guerre era da ricercare a livello sistemico; era l’anarchia del sistema internazionale, incapace di garantire lo stesso livello di enforcement delle leggi che era assicurato a livello di domestic politics. In altre parole, se qualcuno entra in casa nostra, noi chiamiamo il 112; se invece qualcuno ci invade, difficilmente il 112 ci sarà utile.

Padre del neorealismo – A differenza del realismo, il cui concetto cardine è l’idea per cui è la natura umana ad animare le relazioni internazionali tra stati sovrani, il neorealismo si basa sulla convinzione che è a causa dell’anarchia del sistema internazionale (non nel senso di caos, bensì nella mancanza di un international law enforcer) che gli stati sovrani si comportano in una certa maniera in campo mondiale, essendo soggetti a pressioni esterne e di auto-conservazione. Quello di Waltz non era un tentativo di spiegare i processi di foreign policy decision-making, ma piuttosto una teoria capace di spiegare le relazioni tra stati sovrani in un sistema internazionale anarchico.

Il bastian contrario sulla proliferazione nucleare – Una delle sue idee più originali era sicuramente quella relativa alla proliferazione nucleare. In un noto articolo apparso su Foreign Affairs (luglio/agosto 2012), Waltz sosteneva che l’Iran avrebbe dovuto costruire la sua bomba nucleare per la stabilità della regione e la sicurezza internazionale. Molti esperti storsero il naso alle sue convinzioni (e anora lo fanno), ma questo non gli impedì di portare avanti le sue idee avanguardiste e anticonformiste. Riguardo all’Iran nucleare, Waltz sosteneva che, come tutti i regimi del mondo, anche Teheran aveva a cuore l’auto-conservazione. Questo implica che anche disponendo di armi nucleari, il regime degli Ayatollah non le avrebbe mai usate per la stessa ragione per cui non le usarono né gli USA né l’URSS nel secolo precedente (ovvero la teoria della Mutual Assured Destruction). Waltz sposava il principio del “Nuclear balancing would mean stability”. Da buon neorealista, non potevamo certo aspettarci che Waltz puntasse ad un mondo perfetto. Lui puntava al “buono”, non al “perfetto”, perche’ era consapevole che il “perfetto” non era raggiungibile.

Le opere – Oltre al già citato “Man, the State and War”, il più celebre libro di Waltz è “Theory of International Politics” (pubblicato nel 1979). In quest’ultimo, l’autore fonda i principi del neorealismo e li difende a spade tratta, prendendo parzialmente le distanze dal realismo più puro. Il libro, invece, in cui difende la proliferazione nucleare come elemento di stabilita’ per la sicurezza internazionale è “The spread of nuclear weapons: a debate renewed”, del 1995.

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Lorenzo Vermigli

Nato a Massa Marittima (GR) il 13/02/1989, ma cresciuto nella ridente Follonica (GR). Ha frequentato il Liceo Linguistico Sperimentazione Brocca di Follonica e ha conseguito la maturità con 100/100. Ha studiato Scienze Politiche alla LUISS di Roma e si è laureato con una tesi sul fondamentalismo islamico (110 e lode). E' attualmente iscritto al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in International Relations alla LUISS. Ha studiato all'Institut d'études politiques di Parigi e alla University of Pennsylvania di Philadelphia. Ha frequentato un corso di Security Studies presso l'Institute of Global Studies di Roma. Appassionato di calcio, storia e viaggi.
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