Cara Josefa Idem, dia un segnale al Paese

22/06/2013 di Andrea Viscardi

La non consapevolezza non è una giustificazione, tantomeno nel suo ruolo

Josefa Idem, dimissioni

Oggi vorrei spendere qualche parola sul caso Josefa Idem. Non starò a riportare dettagliatamente quanto accaduto, i fatti sono a disposizione di tutti da qualche giorno su ogni giornale o media esistente in Italia. Trovo invece necessario affrontare il comportamento del ministro per lo sport e le pari opportunità. Un comportamento che, in un governo di questo tipo e in una situazione come quella odierna non può essere accettato.

Partiamo da un principio, chiaro e ben impresso – teoricamente – nella testa di tutti gli italiani: la legge è uguale per tutti e, soprattutto, non ammette ignoranza – almeno non in situazioni simili a quelle del ministro Idem. Giustificare quanto avvenuto nascondendosi dietro al non sapere, o alla non intenzionalità, promettendo di rimediare ai propri errori, può essere accettato da un personaggio pubblico quale uno sportivo, un uomo di spettacolo, ma non certo da un politico. Questi, dopo aver pagato per i propri errori, tornerebbero a cantare o a correre in moto – giusto per dirne una. Ma un ministro ha ben altre responsabilità verso il Paese.

Vede, cara Josefa, dichiarare la sua onestà a 360° e riaffermare, per questo, le sue non dimissioni, all’Italia di oggi, non fa assolutamente bene. Lei  – per quanto anche chi scrive possa credere nella sua buona fede – è in tutto e per tutto un evasore fiscale. La parola onestà, cito dal dizionario, è riferita ad un “soggeto che si attiene a principi di integrità morale, di giustizia, di rettitudine. Qui non si vuole mettere in dubbio la sua onestà morale, assolutamente ma, per quanto inconsapevolmente – come lei sostiene -, non si è comportata in modo corretto, e la possibilità che quanto da lei fatto possa essere giudicato un reato, è più che concreta. Pensa potrebbe presentarsi davanti ad un tribunale e giustificare l’aver violato la legge basando la sua difesa sull’averlo fatto in buona fede? Potrebbe ottenere qualche attenuante, forse, ma di certo non eviterebbe una condanna.

L’Italia, oggi più che mai, ha bisogno nei ruoli di potere, oltre che persone capaci, anche e soprattutto esempi di professionalità, di correttezza e capaci di attirare fiducia. Quella fiducia che gli ultimi quindici anni hanno distrutto completamente. Non di un rappresentante delle istituzioni che ha aggirato la legge, e la cui difesa, mi permetta, può essere considerata sincera o meno a seconda di chi la ascolta. Perché così comportandosi, lei non fa altro che legittimare chi tenta di aggirare il versamento di certi contributi, salvo poi – qualora venisse scoperto – interpretare la parte dell’ingenuo cittadino e poter andare avanti sulla propria strada. E’ andata male, andrà meglio un’altra volta. Classico esempio dell’evasore medio.

Nella realtà odierna non possiamo permetterci situazioni di questo tipo. Vi è un governo che stenta a decollare e a mantenere le promesse fatte, l’Italia è in crisi – non solo economica ma anche sociale – e l’evasione fiscale rappresenta una delle prime cause di una ripresa che, invece di farsi sempre più vicina, continua ad essere assai distante. Lei ha dichiarato, pochi minuti fa: “vi sono state irregolarità e ritardi: me ne scuso pubblicamente, me ne assumo le responsabilità e sanerò ciò che sarà da sanare”. Cara Josefa Idem, si faccia carico veramente delle sue responsabilità, non solo quelle da cittadino, ma anche quelle da ministro e dia un segnale tanto forte quanto giusto. Il suo ruolo non permette, in un caso del genere, di chiudere il tutto con un “mi scuso e vado avanti”. Ne approfitti, allora, fino a quando ne ha tempo, per fare un gesto utile a tutto il Paese,alla sua mentalità, ai suoi cittadini e non si arrocchi su posizioni pregne della politica da poltrona.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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