James Gandolfini, ci lascia il boss depresso de i “Soprano”

21/06/2013 di Luca Tritto

Stroncato da un infarto mentre era in vacanza a Roma. Aveva 51 anni

James Gandolfini

Doveva recarsi al Taormina Film Festival per ricevere un premio, insieme al regista Gabriele Muccino. Invece, l’attore James Gandolfini è morto per un attacco di cuore in un’afosa giornata romana. Al nome, forse, in pochi saprebbero ricondurlo all’immagine del personaggio che lo ha reso famoso in tutto il mondo: il boss mafioso del New Jersey Anthony “Tony” Soprano, protagonista della serie televisiva più premiata al mondo, prodotta dalla HBO, la tv via caso statunitense.

Un attore per caso – Una carriera iniziata quasi involontariamente, quella dell’attore italo-americano. Fu notato quando accompagnò un amico ad un provino a New York. Da lì, svolte le prime esperienze, il regista e produttore David Chase decise di scritturarlo per interpretare il ruolo di Tony Soprano, il protagonista della serie tv su una famiglia mafiosa del New Jersey, ruolo che lo ha consacrato alla storia. Nonostante sarà ricordato soprattutto per questa performance, Gandolfini ha recitato in più di 30 film, lavorando con registi prestigiosi come Sidney Lumet e Joel Schumacher. Tra le ultime partecipazioni, ricordiamo “Perlham 123, ostaggi in metropolitana” e “Zero Dark Thirty”, la storia della cattura di Osama Bin Laden. Nonostante l’importanza, ciò è poca roba rispetto ai livelli di recitazione toccati con “I Soprano”, la sua consacrazione.

Il Boss spietato e depresso – Quello di Tony Soprano è uno dei personaggi maggiormente caratterizzati dal punto di vista psicologico. Gandolfini fu scelto al posto di un attore del calibro di Ray Liotta, in quanto la serie voleva essere una ideale continuazione del film “Quei Bravi Ragazzi”, di Martin Scorsese, sulla vita quotidiana dei criminali, tra reati commessi e vicende umane. Tony è un capodecina della mafia del New Jersey, divenuto poi boss, il quale deve districarsi tra i rischi del mestiere, rappresentati dai nemici mafiosi e dalle indagini dell’FBI, e da imprevedibili attacchi di panico, i quali lo porteranno a rivolgersi alla psicanalisi della dottoressa Melfi, interpretata da Lorraine Bracco. Una introspezione che svelerà a fondo il suo carattere nel corso delle sei stagioni. Un carattere fatto di forza, tradizione, fermezza, ma anche debolezza, paure e ansie continue. L’attore ha dichiarato di essere molto diverso dal suo personaggio. Eppure, l’immagine del corpulento boss, con il suo respiro pesante e la sua passione per il cibo, hanno permesso a Gandolfini di rendere estremamente reale il personaggio. Motivo per il quale ha vinto: 1 Golden Globe come migliore attore di una serie drammatica nel 2000, con altre 3 nomination nel 2001, 2002 e 2003; 3 Emmy Awards nel 2000, 2001 e 2003; 3 Screen Actors Guild Awards nel 1999, 2002 e 2007, con ben 7 nomination nel 1999, 2000, 2001, 2002, 2004, 2006 e 2007. Vanno contati anche i premi ricevuti con l’intero cast della serie e tutti i riconoscimenti ottenuti nel corso delle sei stagioni.

Una perdita enorme – L’emittente HBO, sulla quale furono trasmesse le puntate de I Soprano, ha dichiarato in una nota che la sua scomparsa è: “Un’incommensurabile tristezza. Era un uomo speciale, un grande talento, che con il suo straordinario senso dell’umorismo, il suo calore e il suo rispetto, ha toccato molte persone”. Senza pensare allo sconforto dei fan – in primis chi scrive – i quali magari speravano in una continuazione della serie, quanto meno per svelare lo straordinario e altrettanto misterioso finale della sesta stagione, nella quale non si capisce quale sarà il destino di Tony. Quello di James Gandolfini, purtroppo, adesso lo sappiamo. Ma, nonostante ciò, la sua figura e il suo personaggio più famoso, resteranno nella storia e, soprattutto, nei cuori di tutti gli amanti del genere.

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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