Un italoamericano a New York: Bill de Blasio nuovo sindaco della grande mela

06/11/2013 di Iris De Stefano

La Grande Mela ha un nuovo sindaco, ed è il primo democratico dal lontano 1989: Bill de Blasio. Ieri, come tutti i  martedì successivi al primo lunedì del mese di novembre (dal 1845) si sono tenute elezioni e referendum importanti per la vita politica statunitense. Le elezioni del sindaco di New York, Detroit e quelle per il governatore del New Jersey e Virginia sono solo alcune dei quesiti proposti ai cittadini americani recatisi alle urne, e la vittoria di de Blasio è sicuramente la più notevole.

la Grande Mela ha un nuovo sindaco
la Grande Mela ha un nuovo sindaco

Il programma109esimo sindaco della città di New York, l’italoamericano democratico ha quasi polverizzato alle urne l’opponente repubblicano; i risultati ufficiali non sono ancora diffusi, ma secondo gli exit poll e l’analisi quasi completa dei voti ci sarebbe tra i due un margine di quasi 50 punti percentuali che, se confermato, renderebbe de Blasio il sindaco vincente con il maggior scarto nella storia della Grande Mela. Joe Lhota, lo sfidante, ha infatti potuto ben poco di fronte al programma di de Blasio ribadito di nuovo ieri sera quando, salito sul palco del Park Slope Armory YMCA a Brooklyn per proclamare la sua vittoria ha detto: “Noi siamo uniti nel credere che la nostra città non dovrebbe lasciare alcun newyorkese indietro. Le persone di questa città hanno scelto una strada progressista e noi iniziamo questo viaggio insieme come un’unica città.” Quello dell’ineguaglianza è il tema principale del neosindaco italoamericano, il quale ha già fatto presente che non sarà un problema semplice da affrontare, a causa di retaggi culturali non trascurabili e certamente non eliminabili nel giro di poche settimane. Dopo aver vinto le primarie del Partito Democratico, dove era ritenuto il candidato più di sinistra anche all’interno del suo stesso partito, ha difeso a spada tratta il sistema scolastico e gli asili pubblici, per finanziare i quali ha proposto un aumento delle tasse ai più ricchi. In più, ha proposto la fine delle agevolazioni fiscali ai grossi imprenditori edili e dei controlli serrati ed indiscriminati da parte della polizia a latinos e persone di colore, secondo quella che è stata la politica di abbattimento del crimine portata avanti dal sindaco miliardario Bloomberg.

Bill-de-Blasio
Bill de Blasio, nuovo sindaco di New York

La famigliaPer avvicinare l’elettorato newyorkese, ormai un vero e proprio meltin pot di culture differenti, de Blasio ha utilizzato molto l’immagine della sua famiglia, metafora eloquente di quello che sta diventando l’America più moderna: la moglie, sempre al suo fianco, è un’attivista politica e poetessa, di colore e bisessuale mentre i due figli Chiara e Dante sono stati spesso fotografati accanto al padre, con la pettinatura afro di Dante che ha addirittura conquistato le colonne del New York Times. Rivolgendosi alla folla che lo attendeva ieri a Brooklyn per il discorso di vittoria anche in spagnolo ed italiano de Blasio ha rimarcato le sue origini, perché i nonni materni erano originari di Sant’Agata dei Goti, un comune in provincia di Benevento dove il neo sindaco si reca spesso, essendo molto legato alle sue origini italiane, come dimostrano anche i nomi dei due figli. Questo miscuglio di culture ha ovviamente premiato de Blasio, votato dal 92% della comunità nera, dall’82 dei quella latina e dal 52 di quella bianca. Considerando invece la parte meno ricca della città è riuscito a conquistare l’84% della popolazione con un reddito inferiore ai 50mila dollari, il 73% di chi guadagna tra i 50 e i 100 mila dollari e, grazie all’appoggio di personaggi famosi come Sarah Jessica Parker e  Alec Baldwin, anche il 64% di chi guadagna più di 100mila dollari all’anno.

I successori – Quella di de Blasio è sicuramente una vittoria importante per i democratici, che non vincevano le elezioni newyorkesi dal 1989, quando finirono i tre mandati del leggendario Ed Koch, morto nel febbraio scorso e per tre volte sindaco della Grande Mela, sempre eletto con percentuali bulgare. La vittoria acquista ancora maggiore valore perché segue i tre mandati di Micheal Bloomberg, repubblicano e poi indipendente, per dodici anni sindaco di New York e definito dal New York Times come uno dei migliori sindaci della storia della città. Durante i suoi mandati, grazie anche alla politica dello stop and frisk ( programma della Polizia di fermo e interrogazione di centinaia di normali cittadini all’anno, spesso però accusato di razzismo latente per percentuale di fermati latini o di colore vicina al 100%) la criminalità è calata del 31% e l’aspettativa di vita aumentata di tre anni. Lhota, il candidato repubblicano, si era detto quasi completamente d’accordo con le politiche di polizia dell’ex sindaco, anche se quest’ultimo aveva deciso, nonostante la popolarità di cui ancora gode in città, di non sponsorizzare alcun candidato.

Ricevuta la tradizionale telefonata di congratulazioni da parte del Presidente Barack Obama, il compito che attende de Blasio è onorevole ma difficile; vedremo nei prossimi mesi se riuscirà a non essere oscurato dai capelli di un figlio adolescente.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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