Italia Unica, nuovo cdx liberale o grande utopia di Passera?

16/06/2014 di Giacomo Bandini

Corrado Passera, Italia Unica

Non sarà stato costellato da grandi nomi o personalità di spicco della politica, ma il secondo lancio del progetto Italia Unica di Corrado Passera ha potuto contare sulla partecipazione di un pubblico numeroso proveniente un po’ da tutta Italia. Nella location dei “Tiburtina Studios” più di 2,000 erano presenti sugli spalti ad ascoltare il programma “visionario” del nuovo centrodestra elaborato dall’ex Ministro dello Sviluppo Economico e dai suoi collaboratori. Le proposte paiono piuttosto interessanti, ma quando si parla di moderati, liberali e centrodestra tendono a ritornare vecchi retaggi del passato. In primis la difficoltà di riconoscimento e persuasione dell’elettorato potenziale.

Non solo sconosciuti – In realtà qualche volto conosciuto ha fatto parte del pubblico. Giulia Bongiorno, ex presidente della Commissione Giustizia, l’ex ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, Santo Versace e Fluttero in quanto esponenti berlusconiani “in borghese”, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick. Ciò che ha maggiormente colpito è stata la totale assenza degli esponenti di Scelta Civica che, nominalmente, sembrerebbero i destinatari ideali della proposta di Passera. In particolare ora, visto il clima di dispersione cui stiamo assistendo dopo il duplice fallimento alle urne. Nemmeno l’anomalo centrodestra italiano, rappresentato principalmente da Forza Italia, ha mostrato troppa curiosità nei confronti del competitor. Eppure i sondaggi piangono e qualcosa di nuovo potrebbe essere un potenziale toccasana, perlomeno nell’ottica di un necessario ricambio di “menti” e progetti.

Rottamare e rilanciare – Proprio su questi ultimi punti si basa la proposta politica ed economica di Italia Unica. Il programma presentato dal leader, che nelle immagini ricorda Renzi alla Leopolda, è vasto e, per certi versi, molto ambizioso. Si è parlato abbondantemente della rifondazione del centrodestra italiano come partito allineato al bipolarismo classico europeo ossia Ppe da una parte, Pse (in Italia Pd) dall’altra. Nulla a che vedere, dunque, con l’anomalia italiana dettata dal ventennio berlusconiano e dal partito-azienda personale. L’obiettivo di Passera risulta così chiaro: convincere i moderati delusi, i liberali nascosti e l’alto numero di astenuti alle ultime consultazioni.

Il programma – Entrando nel merito delle proposte concrete la prima e, forse, la più incisiva prevede un taglio della pressione fiscale pari a 50 miliardi, ottenibile attraverso un vasto piano di riforme fra cui quella portante risulta essere l’alienazione del patrimonio pubblico effettuata da una società pubblica ad hoc. La cifra stimata, estremamente ottimistica, dovrebbe aggirarsi attorno ai 1,000 miliardi di euro. Con buona pace di Oscar Giannino e i suoi, si può aggiungere, che avevano proposto una simile soluzione due anni fa. Contemporaneamente è necessario intervenire con un forte stimolo per la ripresa economica di aziende e famiglie bisognose. Secondo Passera è possibile rimettere in circolo in breve tempo 400 miliardi di euro complessivi, tagliando in modo non lineare gli sprechi. A partire dalla Pa che dovrà occuparsi anche del rimborso di 100 miliardi alle imprese tramite la Cassa depositi e prestiti e il Fondo Centrale di Garanzia. Famiglia e sanità occupano posti altrettanto importanti nel programma. Per i primi si parla soprattutto di Tfr, taglio immediato delle tassazione a carico e necessità di strutture per i figli. Il capitolo sanità invece prevede una profonda razionalizzazione delle risorse e la depoliticizzazione dell’intero settore.

Comparsa o protagonista? – Si è parlato a lungo di quale proposta avrebbe potuto convincere maggiormente i moderati e i liberali e l’obiettivo del futuro partito di Passera è proprio questo. Ridare un progetto allo sconforto generale di un vasto colore politico. Il senso di ricambio che però vuole infondere rischia di collidere con il precedente di Renzi e di diventarne una mera imitazione nel versante opposto. Inoltre, ad ostacolare il cammino di questa nuova iniziativa politica potrebbe essere la stessa guerra al massacro dell’attuale centrodestra italiano. Con Forza Italia difficile da cambiare e convincere a lasciare l’ovile del patron Berlusconi, Ncd forte dell’esperienza governativa e delle Europee soprattutto al Sud e un universo costellato da partiti o partitini allo sbando. Passera dovrà quindi dimostrare la concretezza del suo progetto e di sapere bene come colpire il vasto target cui punta o rischierà di essere una semplice comparsa in un palcoscenico troppo grande.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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