Italia: la semplificazione passa per il web

24/02/2015 di Lucio Todisco

Accesso alle informazioni pubbliche, maggiore interazione tra la Pubbliche Amministrazioni e i cittadini: la semplificazione in Italia passa per la rete. In realtà, però, ci si perde tra i meandri dei centinaia di siti web ministeriali che non permettono risparmio di tempo e portano a numerose “dimenticanze” sulla trasparenza.

La crescita economica di un Paese, nel mondo globale, non può di certo non passare per il web, con la rete come forza propulsiva che può rimettere in gioco energie vitali nel sistema Italia. Ad esempio, la pubblica amministrazione sul web dovrebbe essere facilmente raggiungibile per il cittadino, che non dovrebbe disperdersi nei meandri della macchina pubblica anche nella rete. E, invece, Una recente ricerca pubblicata su Info Data Blog de Il Sole 24 ore ci mostra tutt’altro: Sono ben 240 i siti internet del Governo. 240 siti web che fanno capo ai vari ministeri, in un continuo rimando da finestra a finestra che di certo non sembra semplificare la vita del cittadino e il suo diritto ad avere informazioni chiare.

Una galassia web che, come analizzato su Info Data, presenta ben 154 indirizzi web gov.it registrati presso l’Agenzia per l’Italia digitale dal 2002 a oggi e 87 siti tematici richiamati tramite link diretti sui portali istituzionali. I titolari di questi domini sono la Presidenza del Consiglio (inclusi i suoi dipartimenti, come quelli dei ministri senza portafoglio) e i vari Ministeri.

Al ritmo di riforme – Di riforme in Italia se ne parla da anni, un cantiere perennemente aperto che si alimenta al ritmo di dichiarazioni d’intenti e pochi veri atti concreti. Questo italico difetto si è riversato anche sul web, dove al ritmo delle diverse legislature si sono alternati diversi siti web che sono nati con l’intento di comunicare al cittadino lo stato d’avanzamento delle riforme. Un intento lodevole di semplificare la vita al cittadino, almeno sul web? Quel che è certo è che possiamo trovare, tra i domini registrati come “gov.it”, attuazioneprogramma.gov.it, risalente al Governo Berlusconi III che poi ha battezzato il più semplice attuazione.gov.it. Di seguito si sono susseguiti programmazioneeconomica.gov.it poi programmagoverno.gov.itriformeistituzionali.gov.itriforme.gov.itattuazioneriforme.gov.it. Tutti, ovviamente, non raggiungibili e non più attivi. Anche l’attuale Governo di Matteo Renzi ha realizzato un proprio portale per il proprio “storytelling” delle riforme, ovvero passodopopasso.italia.it, il sito, che provvede a ricordare a tutti noi e al Primo Ministro i 1000 giorni per le riforme. Di sicuro è simpatico segnalare che esiste un vero e proprio vademecum per la realizzazione dei siti web della PA. E’ possibile trovare sul portale www.funzionepubblica.gov.it il testo definitivo delle “Linee Guida per i siti web delle PA” aggiornato al 2011 e che potete leggere qui, disciplinato dall’art.4 della Direttiva n.8/2009 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

Turismo e web governance – Anche il settore turismo e beni culturali vive una certa ipertrofia di siti web. Vi sono ben 25 siti web. Da spettacolodalvivo.beniculturali.it o culturaitalia.it, al tanto contestato italia.it, ci fanno comprendere quanto tutta questa diversificazione non ha né semplificato, né abbattuto i costi. Questa ondata di sprechi della Pa sul web è facilmente calcolabile se si pensa che, ad esempio, che la messa online dell’ultimo prodotto di promozione turistica dell’Italia per Expo2015, ovvero www.verybello.it è avvenuto alla cifra di 35mila euro. Facendo dei brevi calcoli è facile ipotizzare di mettere a bilancio milioni spesi nel corso degli anni per la comunicazione pubblica su internet del governo e che potevano di certo essere utilizzati in altro modo per le politiche di promozione del nostro territorio.

Italia-web-sito
Uno screenshot del sito passodopopasso.italia.it

La comunicazione efficace: il caso della Città di Biella – La semplificazione non passa solo per i portali web, ma anche per un utilizzo consapevole dei social da parte delle pubbliche amministrazioni. Interessante è l’esempio portato all’attenzione da SmartInnovation sulle politiche attuate dalla città di Biella, che ad ottobre ha aperto una propria pagina Facebook. Non è di certo non una novità nel panorama delle pubbliche amministrazioni, ma ha presentato alcune novità per un rapporto più trasparente e proficuo con il cittadino. La pagina è stata aperta con un question time con l’Assessore alla Trasparenza sul tema della nascitura agenda digitale, e dal confronto sono uscite le linee guida per un documento, presentato aperto a sua volta ai contributi dei cittadini attraverso laboratori tematici. Il Comune ha anche creato il protocollo #segnalaloaBiella, condiviso con l’Ufficio relazioni con il pubblico e, a cascata, con tutti gli uffici comunali: i cittadini possono usare Facebook per segnalare disservizi, problemi, magagne o semplicemente domandare informazioni, scrivendo un post con l’hashtag #segnalaloaBiella. Lo staff di gestione della pagina e l’Urp ricevono la segnalazione e la passano all’ufficio competente, comunicando poi al cittadino se e quando ha avuto soluzione oppure se la segnalazione è non pertinente.

Questa “buona pratica” proveniente da Biella, anche se è un caso proveniente da una pubblica amministrazione locale, ci permette di comprendere come il rapporto della cosa pubblica con i cittadini sul web può migliorare: per esempio agevolando questi ultimi e rendendoli partecipi nel rapporto con la macchina amministrativa. Ritornando al livello di governance nazionale, di certo un segnale che andrebbe dato dovrebbe essere quello, innanzitutto, di sfoltire la selva di siti web governativi, razionalizzando il sistema, rilanciando magari delle piattaforme web già presenti e lasciate nel dimenticatoio.

Fatto questo passaggio sarà poi necessario procedere ad una seria ed efficace digitalizzazione della PA. La gran parte dello sviluppo digitale in Italia si gioca proprio su questo tema che porterà un risparmio di tempo e di costi ai cittadini e permetterà di liberare quelle energie presenti nella macchina amministrativa, per adesso perse nei meandri di una burocrazia che non è mai stata efficace e d’aiuto al Paese.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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