Italia: la ricerca del lavoro cambia con il social recruiting

12/10/2015 di Lucio Todisco

Nell’era del web, anche la ricerca del lavoro è cambiata: nel mondo, così come nel nostro paese, generazioni sempre più connesse si affidano al social recruiting, portandolo da fenomeno di nicchia a vero e proprio strumento effettivo di ricerca, dove chi si candida ha più possibilità di imporsi all’attenzione delle aziende e dei recruiter.

Social Recruiting

U na società connessa – Con il termine di social recruiting viene definita, generalmente, l’attività di ricerca di lavoro attraverso i canali social. Secondo il report “Job Seeker Nation Study” della società americana di recruiting online JobVite, è negli Stati Uniti che si registra più ottimismo nella possibilità di trovare lavoro con l’uso delle nuove tecnologie: infatti, per il 60% degli intervistati, oggi si registrano più opportunità che in passato grazie al web. Facebook, Twitter, LinkedIn sono i principali social network negli State per ricercare posizioni lavorative o per confrontarsi con altri candidati.

E in Italia?  – Una fotografia della ricerca di lavoro nel nostro paese attraverso i social l’ha scattata Adecco, con il suo rapporto per il 2014 “il lavoro ai tempi del #socialrecruiting in Italia”. L’indagine è stata realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed ha coinvolto in tutto il mondo 1500 recruiter e 17.000 candidati e in Italia 7597 candidati e 269 recruiter, con lo scopo di definire e comprendere questo fenomeno in evoluzione, sempre più rilevante nel campo delle risorse umane.

Sul totale degli intervistati nel nostro paese, circa il 56% ha utilizzato i social media per diffondere il proprio curriculum vitae, mentre il 23% è stato contattato almeno una volta dai recruiter mediante questi strumenti. Le fasce d’età che principalmente presentano le proprie candidature tramite i social media sono quelle sotto i 33 anni (38,5%) e quella tra i 34-49 (45,2%) che rappresentano in totale l’83,7% di coloro che sono attivi nella ricerca del lavoro sui social.

I social in Italia che fanno la parte del leone in questo settore sono LinkedIn e Facebook: insieme, raccolgono il 64% dei candidati che si mettono in contatto con le aziende tramite i canali social. Tra gli intervistati è interessante anche chi usa i social media per la ricerca del lavoro: è più elevato il dato di chi è alla ricerca del primo impiego (80%) o di chi un posto di lavoro già ce l’ha (il 75%), mentre è più contenuto il dato di chi usa i social media per ricercare lavoro e che è disoccupato (73%). Principalmente viene contattato di più chi possiede un master o un dottorato (86%), ma sono le persone con titoli di studi più bassi, secondo Adecco, a presentare tassi d’incontro più alti tra domanda e offerta di lavoro. E questo dovrebbe aprire un discorso più ampio anche sul ruolo dell’Università nella preparazione degli studenti al mondo del lavoro.

Cosa si fa sui social? – La ricerca svolta da Adecco è anche interessante per comprendere quali attività una nuova generazione di persone che cercano lavoro svolgono sui social media. Sempre sulla base dei candidati intervistati, il 69,4% svolge attività di ricerca di annunci e il 53,6% si mette alla ricerca delle pagine social dei potenziali datori di lavoro. Ma ciò che è maggiormente interessante è che avere un account social, non basta, ma deve essere curata e messa in relazione con altri: infatti, il 46,9% degli intervistati cura il proprio personal branding e il 53,4%, dal proprio account, inizia a tessere la sua rete di relazioni personali-lavorative.

Di fatto, muoversi sui social media non è una perdita di tempo se si cerca lavoro, ed è una cosa che pensano stabilmente anche le aziende e i recruiter. LinkedIn, secondo i recruiter intervistati, è considerato l’unico social network davvero efficace per l’attività di ricerca del personale, specialmente per le piccole aziende. Tra le aziende intervistate, infine, alla domanda su quale percentuale delle tue attività di selezione avviene su Internet, il dato che è uscito fuori è del 44,8% sul totale delle imprese, con previsioni per il futuro di attività di selezione che a fine 2015 dovrebbe attestarsi al 54,2%.

In tema di personal branding, fanno bene coloro che controllano con attenzione ciò che pubblicano sui propri profili social: infatti, il 25,5% dei recruiter intervistati ha dichiarato di aver escluso dalle attività di selezione un candidato per informazioni, fotografie e contenuti ritenuti non consoni pubblicati sul proprio profilo. Il colloquio dal vivo resta una delle modalità preferite dagli headhunter e dalle agenzie, ma qualcosa sta cambiando se il 31% degli intervistati riconosce di aver fatto almeno un colloquio via Skype. Con l’autunno LinkedIn, che annovera oltre otto milioni di iscritti in Italia, immagina di registrare tassi di crescita a tre cifre percentuali. Secondo Francesca Parviero, prima official LinkedIn Emea Talent Solutions Partner, su un social media come LinkedIn valgono tre regole per essere efficaci: compilare il profilo in ogni sua parte; essere aderenti con la propria realtà; aggiornare costantemente il proprio profilo social.

Anche in Italia, quindi, il mondo della ricerca del lavoro è cambiato completamente. Chi cerca lavoro deve necessariamente puntare su soluzioni offline-online per la ricerca e soprattutto, bisogna che le Istituzioni procedano sulla strada di una digitalizzazione spinta per non lasciare parti del paese lontane da questo cambiamento.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus