Italia: “The Extraordinary Commonplace”, se punta su cultura e turismo

27/01/2015 di Lucio Todisco

Il video presentato a Davos dal Ministero per lo Sviluppo Economico mostra le eccellenze del nostro Paese e mette in risalto la presenza di meravigliosi beni culturali sul nostro territorio. E' proprio da lì che l’Italia deve ripartire per favorire una crescita economica duratura nel tempo

Un viaggio straordinario oltre i luoghi comuni che affliggono l’Italia. Questo vuole essere “Italy: The Extraordinary Commonplace” il video spot presentato in anteprima a Davos dal Ministero per lo Sviluppo Economico che punta al rilancio del Made in Italy ad ormai pochi mesi all’inizio di Expo (1 maggio 2015). Un video di forte impatto e che si lascia guardare, rispetto ad altri tentativi di diffondere gli aspetti positivi del nostro Paese nel mondo che non hanno centrato l’obiettivo prefissato. Già partendo dalla frasi di lancio delle varie sequenze, la decisione di partire da un dettaglio per poi pian piano allargare l’immagine e scoprire che, invece del solito luogo comune, i protagonisti dello spot sono intenti in attività che ci rappresentano come eccellenze nel mondo.

Un video di forte impatto che nell’ultima sequenza, ci lascia riflettere, quando chiude con: “Italy is the Country with the greatest number of Unesco World Heritage Sites”. Ad oggi, infatti, l’Italia è la Nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità, cinquanta. Ed è proprio da questo numero che dobbiamo partire e comprendere che investire sui nostri beni culturali, puntare sulla cultura e il turismo possono rilanciare la nostra economia e creare una serie di grandi opportunità.

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Il rapporto “noi Italia 2014” dell’Istat

I consumi culturali – Quanto spendono gli italiani in cultura? Il quadro ce lo fornisce l’ISTAT, nel rapporto “noi Italia 2014” , rilevando come si siano avuti dei timidi segnali di risveglio del settore culturale. I dati sono tornati a crescere, anche se lievemente; infatti, i consumi culturali fuori casa degli italiani, dopo due anni consecutivi di calo, hanno rilevato che il 62,6 per cento della popolazione ha fruito di almeno uno spettacolo o un intrattenimento o di una visita a musei e mostre (61,1 per cento nel 2013 +0.1% rispetto all’anno precedente). Il dato di certo incoraggiante è che, ad aumentare, sono soprattutto le visite a strutture museali, mostre e siti archeologici (dal 25,9 per cento del 2013 al 27,9 per cento del 2014; +2%).  Nel 2013, oltre 38 milioni e 190mila persone hanno frequentato i 431 luoghi di antichità e arte presenti sulla Penisola, circa 1 milione e 800mila in più rispetto al 2012. Nelle regioni del Centro si concentrano circa quattro musei statali su dieci, che attirano quasi i due terzi (64%) dei visitatori complessivi. Tra i dati di maggior interesse spicca quello della Regione Lazio, con 17,6 milioni di ingressi, e della Toscana, che da sola registra quasi lo stesso numero di visite (poco più di 6,1 milioni) totalizzate dall’insieme delle regioni del Nord.

La spesa dello Stato in cultura e il decreto Art-Bonus – Gli investimenti pubblici in cultura nel nostro paese non sono di certo esaltanti. Come aveva mostrato già mostrato Eurostat, L’Italia è il fanalino di coda in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura con una percentuale dell’1,1% mentre la media dell’UE a 27 è del 2,2%. Nel corso del 2014, come riportato da Roberto Grossi nella presentazione del 10° rapporto di FederCulture nello scorso giugno, lo Stato ha destinato alla tutela del patrimonio una cifra pari ad 87 milioni di euro e, per quanto riguarda l’intero settore culturale, una cifra di circa 1.595 milioni, ovvero lo 0,19% della spesa pubblica.

Cifre tendenzialmente basse, alle quali però si sta cercando di affiancare una più decisa partecipazione dei privati alla riqualificazione dell’immenso patrimonio artistico del nostro Paese. In questo senso si muove il decreto legge 31 maggio 2014 n°83, meglio conosciuto come decreto “Art-bonus” che, all’art.1 pone attenzione al credito di imposta per favorire erogazioni liberali a sostegno della cultura. Si fa riferimento ad erogazioni liberali in denaro effettuate nei tre periodi d’imposta successivi al 31 dicembre 2013, e riguardano interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, a sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti delle fondazioni lirico-sinfoniche o di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Così come presente nel decreto legge, Il credito d’imposta spettante è nella misura del: a) 65% delle erogazioni liberali effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2013; b) 50% delle erogazioni liberali effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Pitture rupestri in Val Camonica: nel 1979 furono il primo sito italiano inserito nella lista del Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco.
Pitture rupestri in Val Camonica: nel 1979 furono il primo sito italiano inserito nella lista del Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Turismo e Cultura – Il nostro Paese è conosciuto in tutto il mondo per la grande ricchezza culturale che lo caratterizza: 3.609 musei; quasi 5.000 siti culturali tra monumenti, musei e aree archeologiche; 46.025 beni architettonici vincolati; 34.000 luoghi di spettacolo che si affiancano ai 50 siti UNESCO già detti in precedenza. Ma quali sono i dati oggi su cultura e turismo nel nostro Paese? Il Rapporto 2014 di Federculture mette la lente d’ingrandimento sul fatto che il turismo in Italia rappresenta il 10% del PIL. All’interno di questo dato, il turismo culturale impiega oltre due milioni di occupati e il settore culturale e creativo produce il 5% del PIL e occupa circa 1.5 milioni di persone. Di grande interesse è la lettura del rapporto Federculture e Svimez “Cultura&Turismo – Locomotiva del Paese. Così come sottolinea lo studio uscito nel Febbraio del 2014, superati i contraccolpi della crisi, il nostro Paese cresce, ma meno rispetto a ciò che accade a livello internazionale, dove nel 2012 gli arrivi turistici si sono attestati sulla cifra di 1 miliardo, con un incremento del 3,8% rispetto al 2011. In Italia, invece, gli arrivi di viaggiatori stranieri nel 2012 sono stati 97,8 milioni con un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Questi dati ci consentono di avere un’idea più chiara su dove è necessario puntare. Rendere più appetibile il nostro paese, puntando su un turismo di qualità, soprattutto con scelte maggiormente coordinate e puntando anche alla creazione di percorsi turistici-culturali che favoriscano una presenza costante sul nostro territorio non solo nel periodo estivo. Percorsi turistici che attraversino le Regioni, che rendano sempre più centrale il ruolo delle nostre città d’arte.

Perché come viene perfettamente descritto nel video, l’Italia ha delle grandi potenzialità nel campo artistico, storico e culturale, ed è un enorme peccato che non siano facilmente coniugabili con la parola crescita economica. Saperle sfruttare maggiormente può rendere il nostro turismo tra i più competitivi, se non il più competitivo al mondo. E tutto il paese ne avrebbe uno slancio notevole. Basta veramente poco per superare i luoghi comuni, partiamo dalla cultura e dal turismo.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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