Italia: al via il Piano aeroporti, tra dubbi e poche certezze

31/08/2015 di Lucio Todisco

Al via il piano strategico per gli aeroporti italiani: non mancheranno le polemiche, dibattiti e approfondimenti sulla decisione presa in Consiglio dei Ministri.

Alitalia

La firma del Presidente della Repubblica al testo di razionalizzazione e sviluppo del sistema aeroportuale italiano darà il via alla al processo di definizione dei 12 scali strategici nazionali e dei 3 “hub” intercontinentali, d’intesa “con la Conferenza Stato – Regioni, sentita l’Agenzia del Demanio, con il parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti”,  come diffuso nel comunicato stampa di Palazzo Chigi

Lo stato di salute degli aeroporti nazionali – Sulla base dei dati divulgati da Enac uno degli obiettivi previsionale di crescita che il nostro paese dovrebbe realizzare è quello di raddoppiare il traffico aereo entro il 2030, cercando di raggiungere la soglia dei 300 milioni di passeggeri e puntando soprattutto sul traffico internazionale. Complessivamente, il traffico passeggeri in Italia è passato dai 91 milioni del 2000 ai circa 149 milioni del 2011, con un tasso annuo medio di crescita pari al 4,6%.

Al fine di raggiungere tale obiettivo di crescita, è fondamentale predisporre un piano strategico di ammodernamento infrastrutturale delle strutture già esistenti, con necessari interventi di razionalizzazione e potenziamento. Non è un caso che, diversamente da ciò che avviene nella maggior parte dei principali paesi europei, il traffico aereo risulti più distribuito negli scali medi e negli scali con meno di 5 milioni di passeggeri. Un dato in controtendenza rispetto a ciò che accade negli altri paesi europei.

Gli aeroporti di interesse nazionale –Il piano ha individuato gli aeroporti di interesse nazionale, definiti come “nodi essenziali per l’esercizio delle competenze esclusive dello Stato, tenendo conto delle dimensioni e della tipologia del traffico, dell’ubicazione territoriale e del ruolo strategico dei medesimi nonché di quanto previsto nei progetti europei”. Sono identificati 38 aeroporti di interesse nazionale, scelti considerando il ruolo strategico, l’ubicazione territoriale, le tipologie di traffico e l’inserimento all’interno dei progetti europei della rete Treanseuropea dei trasporti. Tra questi, 12 si sono visti riconoscere una particolare rilevanza strategica: Milano – Malpensa e Torino; Venezia; Bologna, Firenze/Pisa; Roma – Fiumicino; Napoli; Bari; Lamezia Terme; Catania; Palermo; Cagliari.

Gli scali internazionali – Fiumicino rivestirà il ruolo di “hub primario internazionale”, anche per il suo incontrastato numero di passeggeri, in crescita anche per il 2014: sono stati infatti 38.291.989, il +6,54% rispetto al 2013. Un ruolo che l’hub romano ricoprirà insieme allo scalo della Malpensa e Venezia. Ha sorpreso, e non poco, la decisione di indicare Venezia quale gate internazionale, visto soprattutto il suo ruolo di scalo point-to-point, ed altri dubbi sorgono sull’idea più generale di suddivisione del traffico aereo. Sebbene un processo di crescita del settore aeroportuale italiano non possa prescindere da un efficace processo di razionalizzazione, questo non può avvenire se non ragionando in un’ottica di sviluppo di sistema aeroportuale il gli scali saranno accessibili dal territorio e efficacemente interconnessi con gli altri modi di trasporto.

Le perplessità – E’ un dato di fatto quanto non si sia pensato ad una crescita complessiva dei cosiddetti “sistemi aeroportuali” come, ad esempio, quello di Milano e Roma. La scelta di considerare solo gli scali principali importanti per la loro strategicità, ignorando altri aeroporti che avrebbero potuto rivestire ruoli ancor più importanti di alcuni scali principali, come Linate e Ciampino, meriterebbe un approfondimento, così come il declassamento di Brescia e Verona, due aeroporti che hanno un’importante riserva di capacità aeroportuale disponibile, proprio per i problemi infrastrutturali degli altri scali che hanno un traffico che è superiore alla domanda. Non averli presi in considerazione, in quei territori, non è un buon viatico per immaginare uno sviluppo integrato del turismo e dell’export italiano. Infine, manca il Sud. Sebbene il piano abbia individuato quelli che sono gli aeroporti d’interesse nazionale, scegliere Venezia e non ad esempio immaginare un “hub internazionale” che potesse unire Napoli e Salerno, come centri principali del traffico passeggeri diretto verso il Mezzogiorno, suona come un campanello d’allarme rispetto alle parole dette anche in Direzione Nazionale del PD dal Premier Renzi, sulla necessità di puntare sul rilancio infrastrutturale del sud Italia.

Eppure Napoli avrebbe avuto tutte le carte in regola per poter affrontare questa sfida. In costante crescita per numero di passeggeri, circa 5.917.256 nel 2014, con un +9,58%, è anche capace di accogliere in maniera ottimale tutte le tipologie di turisti, compresi coloro che hanno problematiche di accessibilità. Infatti, è stato il primo aeroporto italiano a firmare un accordo di collaborazione con un’organizzazione che si occupa del tema, ovvero FISH, la Federazione Italiana Superamento Handicap, un percorso che inizia dal 2003 e che ha portato l’aeroporto partenopeo a standard elevati di accoglienza per queste tipologie di utenti. Insomma il piano aeroportuale è pronto alla partenza, ma molti dubbi si stagliano all’orizzonte sulla sua concreta efficacia.

 

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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